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Ultimo aggiornamento: Sabato 17 Novembre - ore 14.50

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Lavoratori Acam Ambiente in sciopero. "Seguirà il blocco degli straordinari"

Fp Cgil, Uiltrasporti e delegati Rsu spiegano i motivi della manifestazione che percorrerà le vie del centro dalla sede dell'azienda a Palazzo civico: "Solidarietà alla nostra collega, ma anche necessità di spiegare le nostre condizioni di lavoro".

Mercoledì giornata di protesta
Lavoratori Acam Ambiente in sciopero. "Seguirà il blocco degli straordinari"

La Spezia - I tentativi di giungere a una conciliazione tra i sindacati e Acam Ambiente sulla vicenda della lavoratrice licenziata senza preavviso in seguito alla segnalazione dell'assessore all'Ambiente Kristopher Casati e del presidente della società, Gianluigi Pagliari, non sono andati a buon fine. Anzi, col passare del tempo le parti si sono trovate in disaccordo sempre più acceso e l'epilogo non poteva che essere quello al quale si assisterà nella giornata di dopodomani, mercoledì 7 novembre, quando i lavoratori sciopereranno per tutta la giornata, come deciso all'unanimità nel corso dell'ultima assemblea.

Gli operatori si ritroveranno sotto la sede di Via Picco alle 10, per sfilare in corteo In Via Crispi, Via Veneto, Piazza Verdi, Via XX settembre, Via XXIV maggio e infine effettuare un presidio sotto Palazzo Civico. La protesta complicherà il servizio di raccolta dei rifiuti, ma soprattutto, almeno nelle intenzioni di sigle e lavoratori, porterà l'attenzione dei cittadini su alcuni degli aspetti della vicenda.
"Abbiamo già detto e ribadiamo che questo licenziamento è un provvedimento sproporzionato e poco ponderato. Alla lavoratrice - afferma Roberto Palomba, segretario provinciale di Fp Cgil - va tutta la nostra solidarietà. Teniamo a sottolineare come, nonostante la proclamazione dello stato di agitazione, l'azienda si sia negata completamente al confronto. Nell'incontro al termine della procedura di raffreddamento, in prefettura, alla dipendente è stato solamente proposto un riconoscimento economico, con la richieste della rinuncia all'impugnazione del licenziamento. Un'ipotesi semplicemente inaccettabile. Per questo, se nulla cambierà, dopo la protesta di mercoledì andremo verso il blocco degli straordinari".
La manifestazione del 7 novembre si preannuncia molto partecipata, vista l'adesione totale dei lavoratori presenti in assemblea, e anche molto sentita. Non ci sarà l'adesione della Cisl, ma, visto l'esito delle votazioni, è probabile che anche alcuni iscritti del sindacati di Via Taviani saranno in piazza con i colleghi.
"Ci sarà anche la partecipazione di lavoratori di altri settori: questa vertenza ha travalicato i confini aziendali perché siamo di fronte a una vera e propria ingiustizia subita da una lavoratrice e perché il responsabile è un amministratore del Comune. L'indisponibilità dell'azienda - prosegue Marco Furletti, segretario provinciale di Uuiltrasporti - è stata totale, anche nei confronti della commissione consiliare Controllo e garanzia, così come quella dell'assessore e dei vertici di Iren, rappresentati in ultimo dal direttore del personale, Antonio Andreotti. E lo stesso vale per l'assessore con delega alle Partecipate, nonché onorevole, Manuela Gagliardi. E' evidente: c'è imbarazzo. Stanno tutti nascondendo la testa sotto la sabbia, perché non ci sono argomenti per giustificare l'operato di Casati. Il 25 di ottobre è stato depositato il ricorso da parte dell'avvocato Roberto Quber e presto la questione sarà discussa in tribunale. Nella documentazione emerge l'arroganza con la quale Casati si è rivolto alla lavoratrice, un fatto che mi ha molto amareggiato. I testimoni di quello che è accaduto ci sono, e saranno chiamati a confermare tutto in aula".

Lo scontro tra i lavoratori e l'azienda sembra totale, così come pare difficile che prima del pronunciamento del giudice sulla vicenda ci possano essere passi in avanti nella trattativa, ormai compromessa.
"La cosa che fa specie è che azienda con un profilo politicamente arrogante e colonizzatore si è presentata predisponendo questo provvedimento severo e pesantissimo senza alcuna verifica interna. Si è mostrata politicamente servile nei confronti dell'amministrazione comunale. E dire - rileva Paolo Sordi, delegato Rsu - che il sindaco è stato per anni segretario provinciale di un sindacato. Da parte sua registriamo un atteggiamento silente, nonostante che le deleghe, per legge, siano tutte nelle sue mani, anche se temporaneamente affidate a consiglieri o assessori. Peracchini ha dimostrato mancanza di rispetto politico dell'istituzione che guida non consigliando al suo assessore di partecipare alla commissione nella quale era stato convocato, si tratta pur sempre di un organo dell'ente di cui fa parte. I cittadini hanno il diritto di conoscere le situazioni in merito ai servizi che pagano. Se chi se ne occupa vuole solo imporre le decime, come nel medioevo, la città deve rispondere. Peracchini avrà più esperienza sindacale, ma io per 20 anni amministratore in Toscana".
A riportare il focus della questione dal mancato intervento del sindaco sull'operato di una società partecipata alle decisioni interne all'azienda è Marco Pietrelli, altro delegato Rsu: "Il licenziamento rimane un provvedimento esagerato: c'erano altri modi per intervenire in seguito a quello che può essere stato un errore della lavoratrice. Acam Ambiente avrebbe potuto procedere con un richiamo o una sospensione: non è contemplato il licenziamento per quello di cui è stata accusata".

Dopo lo sciopero di mercoledì, nel corso del quale è prevista anche la presenza ironica di alcune banane gonfiabili (in riferimento al contenuto del sacchetto che la lavoratrice ha ricevuto da parte dell'utente al quale aveva ritirato alcune cassette di plastica), le sigle sono dunque decise a procedere con il blocco degli straordinari. La nuova protesta potrebbe iniziare dopo il 20 novembre e proseguire sino al periodo prenatalizio, quando scatterà la franchigia.
"Poi chissà - affermano i rappresentanti sindacali - potremmo organizzare dei gazebo sotto a Palazzo Civico per raccogliere firme per una petizione che chieda le dimissioni di Casati e Pagliari".
Il blocco degli straordinari avrà un'alta incidenza, intorno al 25 per cento del monte ore normalmente impiegato per lo svolgimento del servizio di raccolta dei rifiuti.
"Oltre alla nostra contrarietà nei confronti delle scelte dell'azienda - aggiungono vertici sindacali e Rsu - vogliamo far passare il messaggio delle difficili condizioni in cui ognuno di noi è costretto a lavorare".
"Le maestranze hanno compiuto un grande sforzo - spiega il delegato Rsu Sergio Bologna - nel passaggio dalla raccolta stradale a un porta a porta che è diventato via via sempre più puntuale e complesso. Il tutto senza alcun ricambio generazionale e nel giro di poco tempo. Il personale ci ha messo del suo. Con il licenziamento senza preavviso che ha colpito la nostra collega viene a mancare il rapporto umano e quotidiano tra dipendente e cittadini. Non siamo macchine, spesso andiamo a ritirare i rifiuti a persone anziane che vivono in luoghi isolati, talvolta in estate ci offrono una bottiglietta d'acqua. Questo non può portare a perdere il lavoro".
"Il motivo principale della protesta resta la speranza che la lavoratrice sia reintegrata, ma subito c'è la volontà di mostrare all'opinione pubblica quello che è accaduto e quello che potrebbe succede in futuro", aggiunge Andrea Bruzzese, delegato Rsu.

"Anche il mancato coinvolgimento dei sindacati rientra tra le proteste dello sciopero - prosegue Furletti - oltre al fatto che tra i protagonisti della vicenda c'è un assessore che è dipendente dell'azienda che gestisce il servizio che lui stesso affida, che è in distacco presso una società dello stesso gruppo e si trova a svolge mansioni che riguardano la sua delega. C'è una evidente sovrapposizione di ruoli e una chiara assenza di trasparenza. La città vede Casati come un rappresentante dell'azienda: se c'è un problema i cittadini telefonano a lui o scrivono sulla sua pagina Facebook. Lui dovrebbe avere un ruolo di indirizzo, non di controllo o operativo. Si è investito di competenze che non lo riguardano. Con l'auspicio che il ricorso vada bene e la vertenza si chiuda nel migliore dei modi per la lavoratrice, servirà comunque far chiarezza sul ruolo di Casati".
"Non è novità quella di accusare i sindacati di fare politica, se difendere una donna da un licenziamento è ritenuto tale... Contestiamo l'oggetto e il merito di questa questione - conclude Roberto Colombo, altro delegato Rsu -. L'assessore deve stare nei quartieri e fare da elemento di raccordo, una figura di cui ci sarebbe tanto bisogno. Mi auguro la massima partecipazione alla manifestazione di mercoledì, anche da parte dei cittadini, perché sarebbe l'occasione per iniziare un ragionamento sulla tariffa e sul Piano dei rifiuti, argomenti dai quali sindacato e operai sono stati tenuti fuori. Una partecipazione in questo senso non difende solo la nostra collega ma anche il nostro vivere e convivere in un contesto più democratico".

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