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Labter, il Tar boccia l'affidamento del servizio fatto dal Comune

I giudici del tribunale genovese hanno accolto il ricorso presentato dalla cooperativa Hydra a causa della modifica dei criteri di valutazione avvenuta fuori tempo massimo.

Procedura da rifare
Labter, il Tar boccia l'affidamento del servizio fatto dal Comune

La Spezia - Qualcosa di sbagliato, tutto da rifare. Il Tar della Liguria ha annullato l'affidamento del servizio triennale di educazione ambientale e conduzione tecnico-operativa del Labter al Rti composto dalle cooperative Erica e Artemisia servizi culturali. Il tribunale amministrativo ha infatti accolto il ricorso presentato dalla cooperativa Hydra nei confronti della determinazione dirigenziale presa dal Comune della Spezia lo scorso 9 dicembre.

La sentenza, emessa ieri dai giudici Roberto Pupilella, Luca Morbidelli e Angelo Vitali, prevede anche che l'amministrazione paghi 4mila euro di spese di giudizio.
Nel corso del dibattimento l'amministrazione era rappresentata e difesa dagli avvocati Stefano Carrabba, Ettore Furia, Marcello Puliga, Fabrizio Dellepiane e Marina Mauriello, mentre i legali di Hydra, che ha impugnato l'affidamento lo scorso 15 gennaio in seguito alle proteste sollevate da Fabio Giacomazzi, responsabile uscente del Labter comunale, erano Mara Boffa e Cristina Roncallo.

I ricorrenti hanno sottolineato di aver conseguito il miglior punteggio per l'offerta tecnica e di aver perso solamente di fronte a un ribasso economico e hanno presentato quattro motivazioni per la sospensione dell'esito della procedura negoziata di affidamento.
In particolare gli avvocati Boffa e Roncallo hanno contestato la rettifica dei criteri di gara, con specifico riferimento alla tardiva eliminazione del criterio "E", ovvero l'avvenuto superamento, da parte del responsabile tecnico-scientifico e da almeno il 50 per cento degli operatori, dell'esame di idoneità per il conferimento della qualifica di operatore di attività di educazione ambientale. Una modifica avvenuta il 30 ottobre, oltre la scadenza dei termini per la presentazione delle offerte. Pertanto, secondo i giudici, il Comune avrebbe dovuto riaprire i termini e non limitarsi a disporre una proroga per accogliere documentazione integrativa.
Il collegio giudicante, inoltre, ha definito "ovvio che Hydra abbia offerto un prezzo superiore, proprio in quanto parametrato a un progetto tecnico che includeva personale più qualificato, come richiesto dall'originaria legge di gara, prima della rettifica dei criteri di valutazione".

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