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La vertenza tra Acam e Comune di Lerici diventa caso europeo

Il Consiglio di Stato ha sollevato la questione pregiudiziale di compatibilità tra il diritto italiano e quello continentale sulla questione specifica dell'affidamento diretto del servizio di raccolta rifiuti.

Rinviata alla Corte di giustizia

La Spezia - La sussistenza dell'affidamento in house da parte di un ente pubblico che non detiene alcun controllo della partecipata riapre una breccia nella vicenda amministrativa e giudiziaria che vede schierati da una parte il Comune di Lerici e dall'altra Acam Ambiente, Iren e la Provincia della Spezia. Nella giornata di ieri, infatti, il Consiglio di Stato si è pronunciato sull'ultimo aspetto del ricorso rimasto in piedi, quello sul quale l'amministrazione comunale ha fatto leva sin dal primo grado di giudizio, andando però sempre incontro a sentenze negative. Questa volta, l'ultima possibile, il giudice della quarta sezione del massimo foro amministrativo hanno deciso di sollevare la questione pregiudiziale di compatibilità tra le norme italiane e il diritto europeo rinviando la decisione alla Corte di giustizia dell’Unione Europea.

Se da un lato la Provincia e i gestori del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti si sono visti riconoscere a più riprese che il Comune, pur essendosi opposto all'aggregazione e avendo ceduto le azioni Acam-Iren, non avesse la competenza in materia di rifiuti, in particolare mancasse (e manchi) della “competenza a indire le gare in materia di rifiuti”, dall'altra parte i giudici romani prendono ora in considerazione l'ipotesi che tra l'ordinamento italiano e quello continentale possano esserci incompatibilità per quel che riguarda la sussistenza dell'affidamento in house, anche in considerazione del peso trascurabile che Lerici avrebbe avuto nella compagine societaria di Iren, soggetto peraltro non esclusivamente pubblico e quotato in borsa.
Inoltre il Consiglio di Stato ricorda il principio secondo il quale l'Ue promuoverebbe la gara, rispetto all'affidamento diretto, ma secondo Iren l'individuazione della stessa multiutility per l'aggregazione con il gruppo Acam sarebbe da considerare in questo senso, essendo avvenuta all'esito di una gara pubblica.

Trattandosi di un caso assai complesso e inedito i giudici hanno così deciso di chiedere l'intervento dei colleghi europei.
Una decisione che il sindaco Leonardo Paoletti e la giunta lericina hanno accolto con soddisfazione, ma che difficilmente porterà a un pronunciamento entro la fine del contratto di affidamento del servizio (2028) e che dunque rischia di rivelarsi, eventualmente, una (purtroppo costosa) vittoria di Pirro.

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