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Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 18.28

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La vera storia del masso rosso nel parco del "2 giugno"

A raccontarla è il professor Borrini: "Appartiene alla Prima guerra mondiale. Sarebbe importante che ne fosse ricordata l'importanza attraverso una targa".

l'appello all'amministrazione
La vera storia del masso rosso nel parco del "2 giugno"

La Spezia - Un grande masso rossastro al centro del parco del complesso “2 giugno”. In tanti lo conoscono, soprattutto chi lì c’è cresciuto frequentando le scuole e magari per ritrovarsi con gli amici. Nessuno, forse, ne conosce il valore storico. Il grande masso infatti ha un valore profondo e fa fare un salto indietro, di più di cent’anni, fino alla Prima guerra mondiale.
A raccontare questa storia è il professor Riccardo Borrini che di fatto svela un mistero e ripercorre le vicissitudini che hanno portato alla Spezia il grande masso.

“La sua presenza è assolutamente inspiegabile in quanto è estraneo al contesto paesaggistico circostante e non ha alcuna funzione decorativa - scrive Borrrini - . Quindi cos’è , chi ce lo ha posto e perché ? Queste domande a qualche frequentatore del parco con uno sguardo attento per i particolari saranno sicuramente venute. Spero di poter dare una risposta a tali domande e magari rispolverare un po’ di storia cittadina, andata perduta sia per disinteresse sia per ignoranza”.
“Il masso - prosegue il professore - fu posto nell’immediato primo dopoguerra nell’allora cortile interno della Caserma Vittorio Emanuele III, sede del 21° Reggimento di Fanteria “Cremona”; esso proveniva dalle pietraie del Carso, esattamente dalla zona del Lago di Doberdò a Pietrarossa. In questa località, infatti, durante la 1^ Guerra Mondiale, precisamente nella IX^ Battaglia dell’Isonzo, 1-4 novembre 1916, i fanti del 21° Reggimento combatterono valorosamente, riuscendo a conquistare il paese di Jamiano e facendo numerosi prigionieri. Per questo fatto d’arme - racconta Borrini - la bandiera del Reggimento ottenne la Medaglia d’Argento al Valor Militare e a suo ricordo fu istituita la festa del Reggimento il 1 novembre (battaglia di Jamiano)”.

“Oggi quel masso - conclude il professore -, che assume simbolicamente il sacrificio dei molti soldati caduti in quelle circostanze, è ancora lì, anonimo e ignorato dai più. Sarebbe veramente un bel gesto, oltreché doveroso, porre una targa a memoria di ciò che rappresenta. Spero di avere dato un’utile informazione sulla storia spezzina ed auspico che i nostri attuali Amministratori accolgano il mio invito e provvedano in merito”.

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