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La nave fantasma, svanita dopo le Colonne d'Ercole

Risale alla notte scorsa l'ultima posizione nota del cargo inglese che ha fatto scalo a Marola martedì mattina.

La nave fantasma, svanita dopo le Colonne d'Ercole

La Spezia - Quella che vi raccontiamo oggi è una 'storiella', una ricostruzione di quanto potrebbe essere accaduto negli ultimi giorni tra due città portuali distanti migliaia di chilometri. Un racconto che può anche essere preso con le molle, ma che ha i suoi fondamenti su informazioni che si possono trovare sulla Rete.

A nord di Liverpool, sulla costa occidentale dell'Inghilterra, nella contea di Cumbria, esiste Barrow in furness una cittadina di 60mila abitanti con caratteristiche simili alla Spezia. E' dotata di un porto molto sicuro, con grandi bacini ricavati nella terraferma. Anche a Barrow, come in riva al Golfo dei poeti, vengono costruiti sommergibili. E in particolare, dal 1959, si producono sottomarini nucleari. Il primo fu il HMS Dreadnought e dal 2007 la cittadina inglese è stata deputata ad essere l'unica sede di cantieri. Negli ultimi anni il programma di rinnovamento della flotta della Royal navy ha sviluppato e aggiornato la classe Vanguard, cui appartiene il HMS Vanguard (S28), sommergibile lanciamissili balistici. Come noto, per navigare, i sommergibili nucleari hanno bisogno di plutonio.
Il 19 febbraio 2014 salpa proprio dal porto di Barrow in furness la Pacific Egret, uno dei tre scafi della flotta di Pntl (Pacific nuclear trasport limited), società specializzata nel trasporto di materiali nucleari, grazie a navi a doppio scafo, armate e dotate di sistemi di sicurezza segreti.
La Pacific Egret, con una velocità di navigazione di 15 nodi, giunge nel porto della Spezia la notte del 4 marzo, dove la attende l'ormeggio iperprotetto all'interno della Darsena 'Duca degli Abruzzi', in accosto ad uno dei due moli Varicella.
Nel giro di poche ore la motonave viene stipata di un carico ignoto, che poi si scoprirà essere composto da "sostanze fissili non irraggiate per usi civili provenienti da un deposito nazionale".
Lasciatosi alle spalle il golfo alle prime luci dell'alba la Pacific Egret riprende il largo, ignara della scia di ansie, polemiche, scontri e provvedimenti politici che segue al suo arrivo nel porto spezzino.
La rotta porta la nave battente bandiera inglese verso lo Stretto di Gibilterra. Un percorso monitorato dal segnale Ais (Automatic identification system). Nel corso della notte scorsa, però, esattamente alle 3.30, dopo aver superato le colonne d'Ercole, il segnale emesso dalla Pacific Egret improvvisamente si tace. Dove saranno finiti la nave e il suo carico? Avranno proseguito verso nord, alla volta del porto di casa di Barrow e dei sommergibili della Regina, oppure verso sud, per circumnavigare l'Africa e andare magari verso il Giappone, per lo smaltimento di scorie di non meglio precisata origine francese?

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