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La fiera di San Giuseppe in una "noterella" di Ubaldo Mazzini

La storia della fiera tanto amata dagli spezzini raccontata dalla celebre penna del celebre giornalista e storico.

La fiera di San Giuseppe in una "noterella" di Ubaldo Mazzini

La Spezia - San Giuseppe di fatto saluta l'inverno. Nata come semplice fiera del bestiame secoli e secoli fa, nel tempo è diventato un appuntamento immancabile per gli spezzini di tutte le generazioni. E c'è un illustrissimo giornalista del passato, Ubaldo Mazzini, che con maestria nelle "Noterelle spezzine di Archeologia, di storia e d’arte", (ed. La Spezia, tip. F. Zappa, 1902) offre uno spaccato di oltre 100 anni fa e che conserva già tutta la magia della fiera, anche se era decisamente diverse.

Quello che segue è lo scritto di Mazzini

Tra le fiere che si tengono nel corso dell'anno nel comune della Spezia, la più antica e che conservi tuttora una certa importanza è senza dubbio la fiera di San Giuseppe. Ma ormai anch'essa non è più, che una sagra campagnuola, alla quale accorrono una volta l'anno i contadini delle vicinanze per sciogliere il voto al Santo, o piuttosto per esilararsi un paio di giorni in città fra i lazzi dei saltimbanchi e i panorami dei baracconi. Il commercio locale non ne avvantaggia gran fatto; ne hanno solo qualche utile gli ebrei rigattieri, ambulanti ' che vendono indiane e bordatini, i venditori girovaghi di gingilli, e quelli di nocciole infilzate, che vengono dalla valle di Fontanabuona. Ma un tempo coteste fiere erano di non piccolo sollievo per la nostra popolazione; anzi furono unicamente instituite col fine di recar beneficio al languente commercio della città, e per attivare il traffico. La gente del contado accorreva allora a fare gli acquisti di quanto le poteva occorrere per l'annata; e nei giorni della fiera; che ne durava cinque, la città era privilegiata; talchè non solo quelli, del luogo, ma anche qualunque forestiero che v'interveniva aveva salvocondotto generale e generalissimo, civile e reale e personale per debiti di qualunque specie, così pubblici come privati.

Di simile privilegio godeva pure il giorno di mercato, che si teneva ogni sabato, e il 24 dicembre, vigilia di Natale. La fiera di San Giuseppe fu istituita con decreto del Senato genovese dei 18 gennaio 1654. Con un ricorso del 31 dicembre dell' anno precedente la Comunità della Spezia si rivolgeva al Senato, e rappresentandogli lo stato miserevole della loro città, chiedeva, a norma della deliberazione del Consiglio del 29, le fosse concessa facoltà di istituire due fiere l'anno, l'una il giorno 19 di marzo (S. Giuseppe); e l' altra il 15 di Agosto, festività di S. Maria Assunta.

Dice la deliberazione, che tolgo dal libro delle deliberazioni consiliari degli anni 1653-54: ± 1653. martesdi XXIX decembre in vesperis in Camera del Comune.
Essendosi li giorni passati deliberato prendere per Auocati di questo luogo la vergine Santissima ed il Glorioso S. Giuseppe suo sposo, e solennizzare le loro feste ciò è il giorno dell'Assonta de i 15 Agosto, e di do Santo del 19 marzo in quel meglior modo che puo permettere la debolezza di questa Communità come fu dal publico e generale parlamento spronato, si è considerato che per render le feste più cospicue, et in qualche modo anche utili al temporale in tempo che questo luogo ha tanto di bisogno di atraere concorso di gente e qualche maggior trafico, si propone di soplicare il Serenissimo Senato per la concessione di due fere da farsi in questo luogo con quelle sicurezze per le persone, e franchigie per le merci e con quell'altre circonstanze con le quali si sogliono concedere le publiche fere, e do per li due giorni di dette feste de 15 agosto, e dei 19 marzo con due giorni inanti e due doppo ad ogni una di, d.e feste, e sopra da propositione dai sudetti m.

Aggenti ben discusso e considerato, e sopra di essa datti e racolti li voti afermativi e negatiui, è restata deliberata con tutti li voti fauoreuoli. Ed ecco l' istanza fatta al Senato genovese, estratta dal Secundus liber Decretorum dell' Archivio Comunale:

Ser.mi Sig.ri
Il mal stato in cui si troua il luogo della Spetia obliga li Agenti di esso a cercar tutte le strade per dargli qualche sollievo, & havendo considerato esser principalmente necessario ricorrere a Dio Benedetto, si hanno eletto per particolari auocati la Vergine Sant.ma, & il glorioso San Giuseppe, acciò riccorendo ogn'anno alla loro intercessione nei giorni de 15 d'Ag.to, e de i 14 di marzo; venga il Luogo à sentirne il desiderato benefitio, al quale essendo detti Agenti più che certi che la pietà di VV. SS. Ser.me sempre desidera di cooperare, vengono humilmente à supplicarle Voglino restar seruite conceder facoltà che in esso luogo possa farsi due fere l'anno ne i giorni di dette feste con due giorni inanti, e due doppo ad ogni una di esse con quella Libertà, e franchiggia per la persone e merci che sogliono goder tant' altre fere che si fanno in questo Ser.mo Dominio, che oltre quell' honor che maggior apporterà à quelle feste il concorso della gente sarà anche di qualche utile temporale ad esso luogo, che per esser ridotto senz'alcun traffico, ne ha gran bisogno, e con questo poco principio si alletterà il forastiere à cominciar a pratticar la nuova strada per Lombardia da VV. SS. Ser.me deliberata per il pubblico bene di questo stato e per il particolar di questo luogo, quale sperano anche detta gratia, restano li Agenti di essi pregando Iddio Be-nedetto per la felicità di V. S. S.me alle quali fanno humilmente riverenza.
Spezza, 31 decenbre 1653


Di VV. SS. Ser.me Humil.mi Scr.ri
1. Bernardo Oldoino sindico
2. Gio Batta Sommovigo di Conseglio
3. Nicolò Scaglione di Conseglio
4. Gregorio Federici di Conseglio
5. Franco Biasa di Conseglio
6. Gio Batta De Nobili di Conseglio
7. Gio Batta Galese di Conseglio
8. Gio Batta Serenella di Conseglio
9. Ant. Maria Testa di Conseglio
Gio. Pietro Rocha Cancelliere

Come sopra s' è detto, il Senato della Repubbica concesse l'instituzione delle due fiere, per un biennio. Ecco il decreto, che tolgo dallo stesso libro: + :654. die /8 Janztarij. Omnibus et quibuscumque tain exteris, quam de Dominio comprehensis etiam, habitantibus in dicto loco Spedim, et eius Capitaneatu, ad hoc ut liberius accedere valeant ad ferum celebranduni, unum sub die r9 martii, & alterum 15 Augusti in dicto loco Spedim, concessus per biennium in dictis respectiue diebus, ac duobus procceden-tibus, & alius duobus sequentibus pro singulo foro, salvus coriductus generalis, et generalissimus civilis ac realis et personalis, pro omnibus et quibuscumque debitis tam publicis quam privatis, et quantumvis privilegiatis etiamque avariis et debitis cameralibus comprehensis per Ser.mum Senatum ad calculos undecim ad cautellam vel non Ca Horatius.

Al termine del biennio occorreva rinnovare la concessione, e il Consiglio della Comunità, il 30 novembre 1655, presentò altra supplica chiedente la conferma e la proroga del salvacondotto, che, in data 26 gennaio dell'anno seguente vennero concesse per un quinquennio, cioè fino al 1661. Con altro decreto senatorio del 14 luglio 1660 le due fiere ebbero novella proroga per il successivo quinquennio; e dai protettori delle Compere di San Giorgio fu confermato il salvo-condotto per le merci concesso fino dall'11 gennaio del 1655, che ebbe pure nuova sanzione con decreto del 1663, nel qual tempo il Capitano della Spezia ricevette dai Protettori delle Com-pere la lettera seguente, che trascrivo dal terzo libro Decretorum:

Molto Illustre Signor Capitano. Habbiamo concesso sù l' istanze fatteci in nome di cotesta comunità ad ogni persona; che per un' anno prossimo à venire nell'occasione si fanno costì due Fere possa (eccetto che dalla Magra, ò dall'Avenza) introdurvi per via di terra qualsivoglia robba, e merci con pagare la gabella solamente di quella robba venderà, e con libertà di potersi portare via fra tre o quattro giorni tutta quella haverà introdotta in tempi di detta fera, e non venduta, senza di essa pagare gabella veruna. Ne diamo avviso V. S. à finche col suo solito affetto verso gl'interessi delle nostre Compere dij quegl' ordini, che stimerà opportuni, acciò non verghino Caudate le gabelle. Nostro Signore la prosperi. Genova 2 marzo 1663.

Fra.co Munir Maberin Cancelliere.
L'eccezione, per le merci provenienti dalla Magra e dall'Avenza trova la sua ragione nel fatto che quelle merci venivano considerate come condotte per via di mare, affinchè nessuno potesse, scaricando in luoghi vicino alla Spezia, "fraudare li caratti e diritti" come resulta dal citato decreto del 1655 e dalle successive con-ferme dello stesso.

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