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La chiesa nascosta, la loggia cinquecentesca e un hotel che guarda al futuro | Foto

Lavori in corso in Via Paleocapa al Terminus: l'edificio liberty tornerà ad essere un albergo. Fu progettato nel 1906 e al suo interno protegge diverse opere di pregio, sconosciute agli spezzini.

ex hotel commercio
La chiesa nascosta, la loggia cinquecentesca e un hotel che guarda al futuro

La Spezia - Ruspe ed operai al lavoro in Via Paleocapa in questi primissimi giorni dell'ultimo mese dell'anno. L'obiettivo finale è quello di riginerare il vecchio hotel Terminus, che sorge nelle adiacenze dell'hotel Firenze Continentale, a pochi passi da piazzale della stazione centrale. Un albergo glorioso il Terminus con una facciata molto appariscente ma di fatto chiuso al pubblico da anni e completamente da rivedere negli interni. Ancora comunque al loro posto gli arredi dell'epoca comprese le ringhiere in ferro che caratterizzano l'androne. Senza dimenticare la cappella sconsacrata che rimane inglobata all'interno della palazzina la cui entrata su piazzetta Ancona nasconde ormai da tanti anni un garage privato. In questi giorni la demolizione ha interessato in particolare la terrazza ottocentesca del vecchio hotel Firenze che sorgeva a fianco del Terminus. Non si chiamava però così in origine bensì albergo Commercio, progettato dalI'architetto
Zanazzo nel 1906: nell'edificio originale il liberty emerge sia dalla vivacità della facciata, che dalle finestre tripartite che dalle originali architravature, probabilmente un tempo dipinte.

Ma il Terminus è rimasto famoso soprattutto per due elementi veramente particolari: la preziosa loggia che si apre allo sguardo nell'atrio, decorata a stucco e con chiari riferimenti rinascimentali e, come detto, la chiesetta barocca o "neo barocca", esattamente sotto la loggia stessa. Pare che nel 1550 in quel luogo esistesse l'antica chiesetta della Madonna della Scorza con l'annesso convento. E' ancora al suo posto, tutto sommato intatta anche se l'utilizzo odierno è tutt'altro che sacrale... Nel 1792, periodo di dominazione napoleonica, il governo francese cacciò i religiosi dai loro conventi e oratori, questo fu risparmiato perché fuori delle mura cittadine ed anzi diede ospitalità ai paolotti, quando il loro convento fu adibito a ospedale. Con l'Arsenale e la costruzione della ferrovia, il viceprefetto della Spezia Francesco Sassi acquistò I'intera area con l'obiettivo di fare un albergo. Fino alla Prima Guerra Mondiale ha ospitato migliaia di persone e durante il conflitto I'atrio situato su Via Paleocapa fu trasformato in sala da ballo. Dal 1919 al 1922, l'edificio cambiò la sua destinazione d'uso, divenendo sede del circolo cattolico "Silvio Pellico", che venne poi incendiato. La loggia si salvò e l'edificio fu di nuovo ristrutturato ancora per mano di Zanazzo e Sassi.

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