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Ultimo aggiornamento: Venerdì 24 Maggio - ore 23.53

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La Spezia è poco gluten free. Nasce il laboratorio artigianale Amalia

Quattro chiacchiere con uno dei soci, Andrea Caredda, e la dietista Aic Anna Coluccia. In tutta la provincia esistono solo due laboratori.

una persona ogni cento è celiaca
La Spezia è poco gluten free. Nasce il laboratorio artigianale Amalia

La Spezia - La celiachia non deve essere un limite, anche se in provincia della Spezia sono soltanto due le attività completamente "gluten free". In centro città, Via dei mille, da circa due mesi ha aperto i battenti "Amalia gluten free" un forno che produce interamente pizza, dolci, torte di verdure e pasta fresca (su ordinazione) senza rischio di contaminazioni.
Per la città è un esercizio innovativo che si inserisce in una branca del food che in provincia mancava. La produzione è interamente artigianale e l'esercizio sta completando il percorso di certificazione dell'Associazione italiana celiachia al termine del quale potra esporre, con una vetrofania, un "bollino" come garanzia.
Amalia gluten free è un piccolo forno con il laboratorio in vista. La zona della cassa e per il pubblico è separata da un grande vetro dal quale i clienti possono vedere la preparazione dei prodotti. I soci sono due Michele Camolei e Andrea Caredda e a mettere le mani nella pasta è la giovanissima fornaia Guia Malteno.
Tutto è cominciato da un dato di fatto: chi è celiaco spesso non trova prodotti freschi o artigianali deve affidarsi necessariamente alla produzione industriale. Ed è qui che entra in gioco "Amalia gluten free".
"La compagna del mio socio è celiaca e girando per il mondo, lei è portoghese, aveva grandi difficoltà a trovare da mangiare - spiega Andrea - . Qui non è molto diverso. Non ci sono realtà esclusivamente gluten free. In questo forno vengono prodotti alimenti senza rischio di contaminazione. Aver messo anche il laboratorio in vista non è casuale, in questo modo i clienti vedono la produzione e sanno che non c'è alcun rischio contaminazione. Gli ingredienti di base sono faina di riso, amido di mais e tapioca. La lavorazione non è semplice ma la nostra fornaia si è specializzata proprio nella lavorazione di questi prodotti. Va fortissimo la focaccia, poi produciamo anche pane bianco, integrale oppure al grano saraceno, pizza, grissini, snack, torte di verdura, arancina, empanadas, dolci, biscotti, crostatine, tiramisù e torte di tutti i generi su ordinazione. Tra i nostri obiettivi c'è anche quello di collaborare con le strutture ricettive, bar e altri locali. Ci ripaga la gratitudine dei clienti che in passato non avevano un punto di riferimento".

Dall'11 di maggio partirà la settimana della celiachia e nei giorni scorsi Amalia gluten free ha compiuto un ulteriore step verso la certificazione. La dietista Anna Coluccia, dell'Associazione nazionale celiachia, ha seguito passo passo le fasi della certificazione di "Amalia gluten free".
Il Gruppo Aic deve affrontare nuove sfide, la maggior parte delle quali nasce dal moltiplicarsi delle informazioni, delle richieste, dei progetti sul tema della celiachia, la cui visibilità è cresciuta in modo consistente negli ultimi anni.
"Mi occupo per Aic della formazione dei locali che aderiscono al progetto 'Alimentazione fuori casa' - racconta - sulla provincia spezzina. Amalia per la Spezia è il primo laboratorio artigianale. Come laboratori artigianali formati da Aic in città c'è solo questo. Anche per la modalità di presentazione".
"Alla Spezia - prosegue - ad Aic sono associate 200 persone circa. Ma il numero delle persone celiache è molto più alto perché in molti scoprono di esserlo e ha una prevalenza di una persona su cento. La sintomatologia è molto diversa e sfaccettata. Sulla spezia a livello di formazione dei locali, in molti non nascondono la loro preoccupazione perché la preparazione degli alimenti sembra molto complessa da gestire a partire dal fatto che deve essere serapata dal resto. Come ristoranti sulla provincia non sono molti e non ci sono bar che fanno aperitivi senza glutine e sono soltanto due le pizzerie certificate".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Andrea Caredda e Anna Coluccia


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