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Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Novembre - ore 15.57

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La Spezia diventa il centro del mondo per la lotta al cambiamento climatico

Dal 2 al 4 ottobre si terrà il workshop Ace e un evento pubblico a cura del segretariato delle Nazioni unite.

La Spezia diventa il centro del mondo per la lotta al cambiamento climatico

La Spezia - La Spezia al centro del mondo e sulla mappa delle Nazioni unite per la lotta al cambiamento climatico. Dal 2 al 4 ottobre la città torna ad essere un laboratorio internazionale per l’adozione di buone pratiche capaci di coniugare le ragioni dello sviluppo legato alle attività industriali e marine con la tutela del territorio.
E’ questa la sfida al centro del workshop regionale Ace, in programma nella nostra città dal 2 al 4 ottobre 2018, organizzato dal Ministero dell’Ambiente in collaborazione con il Segretariato delle Nazioni "United Nations Framework Convention on Climate Change" che ha sede a Bonn e con la partnership di Eulabor Institute.
Il termine “Action for Climate Emporwement” è stato adottato proprio dall’Unfccc, e si riferisce all’articolo 6 della Convenzione, incentrato su sei settori prioritari che saranno affrontati nel corso delle due giornate di workshop: istruzione, formazione, sensibilizzazione del pubblico, accesso pubblico alle informazioni e cooperazione internazionale su questi temi. Il tutto con particolare attenzione al tema dei cambiamenti climatici, della protezione marina e della gestione delle aree costiere.

Accanto al Workshop, il 3 ottobre avrà luogo in Sala Dante (via Ugo Bassi) un evento pubblico aperto alla società civile e al settore privato, sul tema “Raggiungere gli obiettivi dell’Accordo di Parigi: una sfida globale che passa attraverso un impegno locale”.
Il programma dei tre giorni, che richiamerà alla Spezia circa un centinaio di delegati delle Nazioni Unite provenienti da tutto il mondo, è stato presentato questa mattina dal Sindaco Pierluigi Peracchini e dall’Assessore all’Ambiente Kristopher Casati. Era presente anche Vienna Eleuteri, Presidente di Eulabor Institute, ente dedito alla ricerca e alla promozione di modelli di sostenibilità ambientale integrata per facilitare il coinvolgimento del settore privato.
"La Spezia - ha dichiarato Vienna Eleuteri, Presidente di Eulabor Institute - nel tempo ha saputo coniugare ambiente e sviluppo senza dimenticare una risorsa fondamentale come l'ambiente".

Il Ministero dell’Ambiente italiano, da sempre attivo e partecipe nell’ambito del negoziato sul clima e delle attività ad esso legate, ha accolto l’invito delle Nazioni Unite a contribuire all’organizzazione di un workshop regionale da tenersi in Italia nel 2018, focalizzato sulla “Regione Mediterranea”. L’evento viene quindi organizzato alla Spezia, già protagonista lo scorso anno dell’iniziativa "La smart city alla sfida del cambiamento climatico", una settimana di convegni, incontri ed escursioni dedicati al tema della città Smart.
Le città sono i luoghi di produzione dell’80% delle emissioni climalteranti, perciò sono chiamate a fare la loro parte. Non a caso l’Europa ha individuato le città come veicolo primario per il raggiungimento delle strategie europee al 2020. E’ per queste ragioni, ma anche per il bellissimo contesto naturale in cui si trova La Spezia, che la città è stata scelta per ospitare gli esperti internazionali della Regione Mediterranea al workshop in materia di educazione ambientale e sensibilizzazione della società civile.

La sua collocazione non solo sul golfo dei Poeti, ma anche nell’ambito del Parco Nazionale delle 5 Terre e vicina ad altri siti Unesco, quali Porto Venere e le isole di Palmaria, Tino e Tinetto; la presenza del Centro Ricerche Ambiente Marino S. Teresa dell’Enea, che svolge attività relative al Clima Globale e all’Ambiente Marino Mediterraneo, fanno della Spezia il luogo migliore per questo appuntamento internazionale, che intende essere anche un momento di condivisione e confronto a livello nazionale.
Proprio per far conoscere ai delegati internazionali le bellezze della città, nella serata del 2 ottobre è stata organizzata una visita di benvenuto nelle sale del Museo “Lia”, seguita da un piccolo buffet di benvenuto.
Il convegno pubblico del 3 ottobre in Sala Dante sarà inoltre l’occasione per riflettere su quanto l’Italia stia facendo in termini di azioni per il clima, con particolare riferimento alle azioni volontarie degli attori non statali ed al loro essenziale contributo per il conseguimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Momento clou sarà la presentazione, per la prima volta in Italia, di un report realizzato per il contesto nazionale dal Cdp (Carbon Disclosure Project), organizzazione internazionale no profit con cui il Ministero dell’Ambiente ha siglato un protocollo per incrementare il numero di aziende che monitorano e gestiscono attivamente i loro rischi legati al clima e il loro impatto, invitando 100 tra le più grandi aziende e maggiori città in Italia a rispondere ai questionari Cdp.
Anche La Spezia – ed è questa una delle sfide più prestigiose annunciate dal convegno – entrerà nell’elenco delle città che fanno parte del Cdp. L’obiettivo strategico sarà quello di ridurre le emissioni, favorire la transizione energetica e industriale verso un modello più sostenibile, ridurre i rischi ambientali tutelando il territorio.
Al convegno del 3 ottobre sono previste – accanto agli interventi di benvenuto da parte del Sindaco della Spezia, di un rappresentante delle Nazioni Unite e del Ministero dell’Ambiente - la partecipazione di Confindustria, di referenti Enea e della Scuola Sant’Anna di Pisa. Inoltre, Eulabor Institute presenterà la piattaforma Waterevolution, studiata ad hoc per la gestione sostenibile della risorsa “acqua” e per la sua salvaguardia, coniugando innovazione tecnologica e conservazione.
Il 4 ottobre, invece, i delegati saranno chiamati a “testare” le buone pratiche per la mitigazione degli impatti climatici tramite la visita alla Fondazione Manarola Cinque Terre. Una realtà attiva nella salvaguardia e promozione del territorio attraverso attività quali la ricostruzione dei muretti a secco, patrimonio millenario, le azioni mirate a contrastare il dissesto idrogeologico e il fenomeno delle frane nonché la creazione di occupazione sostenibile.
“Grande orgoglio che la nostra Città sia stata scelta dalle Nazioni Unite e dal Ministero dell’Ambiente come sede per questo importantissimo convegno internazionale – dichiara il Sindaco Pierluigi Peracchini – ancora una volta La Spezia si conferma attrattiva non solo per un turismo classico ma anche per uno di tipo convegnistico e aspettiamo a braccia aperte i delegati delle Nazioni Unite a cui approfitteremo di mostrare tutte le potenzialità della nostra Città. Credo che la nostra sia la cornice ideale per rappresentare l’impegno delle municipalità italiane sul fronte dello sviluppo sostenibile e della lotta ai cambiamenti climatici”.
"Uno degli obiettivi dell’amministrazione – afferma l’Assessore all’Ambiente Kristopher Casati - è sicuramente guidare il nostro territorio in un percorso organico ed integrato, aumentando la propria resilienza di fronte agli impatti dei cambiamenti climatici in corso. L’Accordo di Parigi è il punto di partenza, che ci responsabilizza sulla necessità di fare di più e meglio per il nostro clima. A livello locale, alla Spezia occorre porsi l’obiettivo di migliorare la qualità ambientale del vivere, perseguire i principi di sostenibilità nella riqualificazione territoriale, il riequilibrio dell’eco-sistema cittadino, favorire politiche volte alla diminuzione degli inquinanti sul territorio ed in atmosfera, e incentivare la crescita di una nuova cultura ambientale. In questo panorama gli ambiti di intervento ai quali stiamo lavorando sono i Rifiuti, l’Energia, l’Aria, l’Acqua, l’Educazione Ambientale. Una sfida per la nostra città, che dobbiamo vincere”.


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