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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Gennaio - ore 11.23

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La "Buona Movida", entra nel vivo: via agli incontri

Oggi pomeriggio in commissione l'amministrazione e il comandante della Polizia municipale hanno fatto il quadro della situazione e presentato il progetto che prenderà il via domani con l'incontro tra i titolari dei locali.

La `Buona Movida`, entra nel vivo: via agli incontri

La Spezia - Domani, martedì 9 gennaio, si svolgerà il primo incontro del percorso partecipato per affrontare con i diretti interessati il tema della movida e gli effetti collaterali che sono sorti negli ultimi anni in centro città, dove si è registrato un fiorire di locali serali e una vera e propria esplosione di presenze di "quelli della notte".
Oggi pomeriggio la commissione Statuto e regolamenti e Sicurezza urbana presieduta da Marcello Armani si è riunita per affrontare il tema, alla presenza dei funzionari comunali competenti, dell'assessore alle Attività produttive e alla Sicurezza, Corrado Mori, della collega alla Partecipazione e decentramento, Alice Parodi, e del comandante della Polizia municipale, Alberto Pagliai.
Un dibattito lungo e denso di interventi, che sarà ripreso al termine della fase di ascolto e confronto dei gruppi dei portatori di interesse (titolari dei locali, avventori, residenti e funzionati degli uffici comunali competenti), quando dalle opinioni saranno state elaborate delle proposte di intervento che potranno essere trasposte in atti normativi o regolamenti.

"La nostra intenzione non è quella di mitigare le regole - ha esordito Mori - ma implementarle in un quadro condiviso e il più possibile equilibrato. Il problema della convivenza tra residenti, locali e clienti permane nonostante i maggiori controlli messi in atto negli ultimi anni. Le sollecitazioni che abbiamo ricevuto da parte dei cittadini evidenziano come abbiano avvertito negativamente il cambio della tipologia di vita serale e notturna in città. Dobbiamo necessariamente fare un passo avanti".
"La volontà di intervenire a tutela di tutti - ha chiarito l'assessore Parodi - è nata in estate, ma i tempi di strutturazione del progetto e il periodo natalizio ci hanno costretto a spostare l'inizio del lavoro ai primi di gennaio. La natura del percorso è dichiaratamente sperimentale. Abbiamo registrato la chiusura al dialogo da parte di un comitato cittadino, ma rinnoviamo la nostra volontà di aprire un canale di confronto con tutti. Gli atti repressivi messi in atto da realtà a noi vicine non hanno funzionato, o hanno portato a forti proteste e sfilze di chiusure. Altrove su temi come questo i percorsi di partecipazione hanno portato a una visione più complessiva del problema, con i commercianti partecipi nella comunicazione e garanti dell'applicazione di quanto condiviso".
Come era già stato anticipato nel corso di una conferenza stampa, l'assessore alla Partecipazione ha spiegato come i portatori di interesse siano stati individuati in un quadrilatero del centro cittadino all'interno del quale insistono i locali più frequentati e verso i quali si sono sollevate il maggior numero di lamentele da parte dei residenti: "Abbiamo individuato tra Via Chiodo, Via del Torretto, Via Gramsci e Piazza Cavour il perimetro entro il quale sono state più numerose le segnalazioni a carico di alcuni esercizi e ne abbiamo individuati altri tra quelli più attivi, collaborativi e aggregativi. Attraverso l'alert system abbiamo contattato il maggior numero possibili di residenti, per informarli nuovamente della partenza del progetto e della possibilità di iscriversi alle riunioni (per esempio via email scrivendo a partecipa@comune.sp.it). Ci sarà anche l'aggiornamento, sui social e tramite i canali informativi del Comune, dell'andamento degli incontri. E infine il tutto sarà portato in commissione per redigere un regolamento".

All'appunto politico mosso dal commissario Giulio Guerri sull'impossibilità di accettare il fatto che l'amministrazione non ritenga sufficiente l'applicazione delle leggi vigenti, il comandante Pagliai ha elencato i provvedimenti presi e le sanzioni elevate nei mesi scorsi, per chiarire come non sempre la normativa sia adeguata alla risoluzione dei problemi.
"Negli ultimi tre mesi dopo le 24 sono pervenuti 8 reclami per assembramenti rumorosi, tutti da quell'area. La Polizia di Stato, invece, ha visto dimezzarsi nel corso dell'estate il numero delle telefonate al 113 per la movida. Per il problema della rumorosità abbiamo svolto due approfonditi accertamenti fonometrici in Galleria Goito e in Via Mazzolani. Abbiamo riscontrato il superamento dei limiti già con il solo traffico pomeridiano di Piazza Beverini... Nel corso della notte i valori sono risultati ancora più elevati, ma non è scattata la fattispecie di reato perché uno dei principi del nostro ordinamento è che la responsabilità è personale e gli schiamazzi o il rumore di fondo degli avventori dei locali non possono essere attribuiti ai gestori. Quattro anni fa sporgemmo una denuncia in tal senso, ma il reato non venne riconosciuto dal giudice e altre sentenze motivate dall'addensamento di persone, in tutta Italia, sono state smontate in sede di Appello o di Cassazione. Quando è la musica proveniente dai locali a far superare i limiti le cose cambiano, ma si tratta di casi rari".
A rigor di logica dunque, le grida e il brusio continuo nelle vicinanze dei locali sono quindi il problema principale contro il quale titolati e residenti dovrebbero cercare di fare fronte comune, prima di ogni altra cosa.
I controlli a tappeto delle task force interforze mensili hanno colpito fenomeni come i dehor abusivi, le carenze igienico sanitarie, la musica emessa senza permessi, il lavoro nero, l'assenza di alcol test nei locali che restano aperti oltre le 24, le tabelle dei prezzi non esposte e la vendita di bevande in vetro in orari non consentiti. Sanzioni e provvedimenti quasi tutti a carico dei negozi etnici che hanno aperto negli anni scorsi nelle vie del centro cittadino.
"Per contrastare la tendenza a creare assembramenti chiassosi abbiamo svolto 28 presidi tra le Vie Gioberti, Sapri e Ferruccio, con risultati che reputo positivi - ha proseguito il comandante - ma che comunque non possono considerarsi risolutivi, per problemi oggettivi che vanno dalla carenza di personale agli aspetti giuridici".

Marco Raffaelli, che ha richiesto la convocazione della commissione, ha espresso il timore che si possa entrare nel "campo grigio della disincentivazione alla movida", aggiungendo che "non si può impedire l'assembramento di persone".
"Sono temi non facili, altrimenti non avremmo pensato di avviare questo percorso - ha spiegato Mori -. Ma crediamo che sia utile provarci perché se crescono i toni del conflitto tra residenti e locali si va verso l'esasperazione, verso le chiusure e la morte della vita serale. E al contempo non possiamo lasciare che tutto vada come vuole, proprio per tutelare chi in centro ci vive".
Maurizio Ferraioli ha elogiato l'iniziativa sottolineando la necessità di insonorizzare i locali e denunciando il fatto che dai minimarket etnici prosegua la vendita di alcolici ai minori.
Per il centrodestra Giacomo Peserico ha parlato di "compromesso di difficile equilibrio, ma che è giusto cercare. Mi domando però come saranno condotti e composti i gruppi di lavoro, perché non vorrei che si trattasse di un'operazione da campagna elettorale". Una affermazione, quest'ultima, che ha fatto scattare un diffuso segno di approvazione da parte delle teste dei commissari di opposizione.
"La composizione è la più ampia possibile e frutto di numerosi confronti tra gli uffici per trovare i criteri più funzionali al progetto. I tempi si sono dilatati a causa del periodo natalizio, ma vogliamo comunque terminare gli incontri, che saranno moderati dai funzionari e non dagli assessori, nel corso della prima settimana di febbraio", ha spiegato Parodi.
Luigi De Luca ha ricordato l'età media elevata della popolazione spezzina e ha insistito sulle insonorizzazioni dei locali e sul rispetto degli orari di chiusura. Diversa l'annotazione di Pietro Antonio Cimino che ha messo sul tavolo il problema della sosta selvaggia nelle serate dei fine settimana. "Ci concentriamo su altre cose nelle ore serali - ha replicato Pagliai - e tra queste c'è la percorribilità dei varchi di emergenza".

Da domani la parola sull'argomento passerà ai diretti interessati, e allora si entrerà nel vivo della discussione.

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