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L'allarme: "Presto 10mila cittadini rimarranno senza medico di base"

Lorenzo Cozzani, fondatore e portavoce dell'associazione "Sos sanità spezzina", mette in guardia: "Asl attende di agire quando saremo in piena emergenza? Se ci sarà una seconda epidemia sarà un disastro".

Sos sanità

La Spezia - "Dal 2016 vado sostenendo pubblicamente e ripetutamente che nel 2021 saremo senza medici di famiglia. Ebbene, ci siamo già: nei prossimi 5 mesi, soltanto nel distretto 19, quello che fa capo a Sarzana, andranno in pensione almeno 7 medici di famiglia. Oltre 10mila cittadini resteranno senza medico di base. I dirigenti Asl dovrebbero saperlo, basta controllare l’età anagrafica di ogni medico (oltre i 70 anni di età non è consentito proseguire l’attività professionale). Come dovrebbero sapere che non ci sono sostituti disponibili. Quali sono le loro intenzioni? Aspettano, per prendere provvedimenti, di trovarsi in pieno dentro una situazione di emergenza? O hanno interesse che la medicina di base sparisca?". Parole di Lorenzo Cozzani, medico di famiglia e portavoce dell'associazione "Sos sanità spezzina", che denuncia una situazione ormai prossima alla deflagrazione per quel che riguarda il comparto sanitario pubblico locale. Da tempo Cozzani commenta con spirito critico le scelte della politica, le cui ingerenze nella sanità sono da sempre una delle zavorre peggiori per consentire una organizzazione e una pianificazione serie.

Nel corso dei mesi dell'emergenza i medici di famiglia hanno alzato la testa in provincia per chiedere maggiore attenzione da parte della Asl...
"Durante l’ultima epidemia di coronavirus, ci siamo resi conto di quanto sia importante il territorio nella lotta contro la diffusione dei virus: l’esempio più eclatante si è verificato nella provincia di Piacenza, dove, nonostante l’alto numero di contagi iniziali, la buona funzionalità della sanità territoriale è riuscita a contenere il diffondersi della malattia.
Nella nostra provincia la situazione della sanità era già in grave sofferenza prima del coronavirus, e solo la fortunata scarsa incidenza dei contagi nel nostro territorio, insieme all’impegno e al sacrificio degli operatori sanitari, ha impedito situazioni più drammatiche".

Cosa è accaduto nello specifico?
"Abbiamo vissuto una situazione in cui cittadini, e soprattutto sanitari, si sono sentiti abbandonato dai dirigenti Asl e dalla Regione, senza indicazioni sul comportamento da tenere e con scarsi dispositivi di protezione. E ne ha sofferto soprattutto il territorio".

Come valuta le scelte della politica in questo senso?
"L'assessore Viale e il commissario di Alisa Locatelli si chiedono perché i cittadini della nostra zona vanno a farsi curare in Toscana: in condizioni normali basterebbero queste dichiarazioni per pretendere la revoca del loro incarico per incompetenza. La commissaria Troiano dichiara di essere stata nominata essenzialmente per occuparsi del nuovo ospedale del Felettino, quando finora si rifiutava di parlarne, sostenendo che non era di sua competenza. Ma a che gioco stanno giocando? Il sindaco di Sarzana Ponzanelli ha chiesto l’immediata apertura di Oncologia: ovviamente insiste sul problema di maggior impatto mediatico, ma, oltre alle difficoltà del territorio, non si rende conto che l’ospedale di Sarzana è praticamente fermo, che gli esami per la prevenzione sono quasi spariti, che i cittadini che vogliono prenotare un esame, anche urgente, vivono un vero e proprio calvario? (al centro telefonico di prenotazione devono anzitutto sopportare 2 minuti e mezzo di raccomandazioni sulla privacy e sul coronavirus, per sentirsi rispondere che le prenotazioni sono bloccate, di riprovare più tardi). E il vicesindaco Eretta, che all’ospedale di Sarzana presta servizio, quando entra al lavoro chiude gli occhi? Viste queste premesse, rifiuto di pensare che chi governa la sanità del nostro territorio sia così incapace. Forse sarebbe meglio. Invece temo che ci sia il disegno di esasperare la situazione, al punto che, quando si faranno avanti i privati per comprare le nostre strutture ospedaliere, troveranno favorevole anche l’opinione pubblica. Alla faccia della recente indagine del British Journal of Medicine, che ha dimostrato scientificamente quanto la sanità privata sia inferiore a quella pubblica".

Teme dunque anche lei che la Liguria abbraccerà il modello lombardo?
"Personalmente non ho nulla contro il privato: se si mette in concorrenza con il pubblico, ben venga, sarebbe positivo. Ma deve rischiare i propri capitali, non quelli dei cittadini comuni".

Quali soluzioni per il problema della carenza di medici di base?
"Il problema della carenza dei medici, soprattutto di quelli di famiglia, riguarda anche altre Regioni, che hanno provveduto in modo vario: la Regione Veneto ha consentito di accedere alla medicina di base ai medici che non hanno completato il tirocinio. Toscana ed Emilia hanno adeguatamente ristrutturato le Case della salute, inserendovi i medici di famiglia. A mio parere quest’ultima è la via da seguire. Ne abbiamo un esempio a pochi chilometri da noi, a Querceta, in provincia di Lucca. Hanno strutturato una Casa della salute inserendovi, oltre ad alcune branche specialistiche e alle strutture burocratiche solite, una strumentazione minima di facile e rapido utilizzo (Ecg, ecografo, spirometro, esami ematochimici semplici) e di scarso impatto economico. Con 8 medici di base riescono ad assistere circa 22.000 cittadini, coprendo le 12 ore diurne (quelle notturne affidate alla continuità assistenziale, l’ex guardia medica) in modo valido e riducendo notevolmente il peso sulle strutture specialistiche e su quelle ospedaliere. I vecchi medici non accettano di buon grado un cambiamento nel proprio modo di operare, ma i nuovi medici ne avrebbero sicuramente un vantaggio dal punto di vista economico e di tranquillità sul lavoro. E auguriamoci che abbiano torto coloro che prevedono una nuova epidemia di coronavirus in autunno. Sarebbe un disastro. Avranno i nostri dirigenti la competenza e soprattutto la volontà di attuare provvedimenti validi? Altrimenti tra 6 mesi molti cittadini saranno nei guai".

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