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Ultimo aggiornamento: Lunedì 19 Febbraio - ore 20.30

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Insieme per i diritti dei nostri figli: “Assistenza Asl è insufficiente”

L'associazione che sostiene le famiglie i cui figli necessitano di aiuto terapeutico: "Impossibile avere liste d'attesa di due anni per le terapie".

Insieme per i diritti dei nostri figli: “Assistenza Asl è insufficiente”

La Spezia - "Insieme per i diritti dei nostri figli è nata per sostenere le famiglie nella problematica importante del sostegno scolastico e del pieno rispetto del diritto allo studio. Nell’anno 2017 è riuscita nell’intento di risolvere il gravoso problema della nostra provincia grazie ad un intenso lavoro di rete e coordinamento con le amministrazioni del territorio e con gli uffici scolastici provinciale e regionale". Inizia così l'intervento dell'associazione che ha sede a Sarzana ma che si occupa di problematiche che affliggono famiglie di tutta la provincia. "Durante questo intenso anno di attività - proseguono i suoi rappresentanti - centinaia di famiglie hanno deciso di aderire all’associazione e, nel tempo, ci hanno raccontato personalmente le loro storie, decine di scuole hanno collaborato con noi per realizzare incontri, laboratori e iniziative per bambini e ragazzi e ci hanno messo in contatto con diverse famiglie per aiutarle in questioni burocratiche. L’apertura dello sportello informativo all’interno dei locali della Casa della Salute a Sarzana, a dicembre 2017, e l’istituzione del Fondo per le famiglie creato dalla nostra associazione grazie ai preziosi contributi ricevuti da famiglie e associazioni culturali e/o sportive che hanno abbracciato la nostra mission, ci hanno permesso di conoscere ancor più da vicino le situazioni critiche delle famiglie. La problematica che accomuna la maggior parte delle famiglie è l’insufficienza di assistenza terapeutica da parte dell’Azienda Sanitaria Locale Spezzina, in particolare del Servizio di Neuropsichiatria Infantile".

"Purtroppo i bambini e ragazzi che necessitano di aiuto terapeutico sono numerosi e aumentano in maniera esponenziale ogni anno, come avevamo già notato nell’affrontare la problematica del sostegno purtroppo la disabilità infantile è in continuo aumento. Per questo motivo il servizio di neuropsichiatria infantile è costretto a creare lunghissime liste di attesa e a ciclizzare le terapie fornite al fine di soddisfare più utenti possibili (in sostanza si fanno cicli di 6 sedute ogni tre mesi). Facendo così, come ben è possibile immaginare, si trattano moltissimi bambini e si risolvono pochissime situazioni, costringendo così le famiglie, non tutte però, ma solo quelle che se lo possono permettere economicamente, a trovare, negli specialisti privati, un aiuto per i loro bambini. Tante famiglie però rimangono senza aiuto e speriamo pertanto, con i contributi che potremo grazie al Fondo per le famiglie, di poterne aiutare quante più possibili".

"L’estate scorsa ci era stato garantito che le cose sarebbero migliorate grazie alla creazione del Centro per l’autismo di Ortonovo in modo che moltissimi bambini trattati all’interno del Servizio di Neuropsichiatria Infantile sarebbero stati presi in carico dal Centro e quindi si sarebbero liberati altrettanti posti per nuovi utenti. Nei giorni scorsi abbiamo avuto notizia dalla stampa locale che i lavori al Centro sono stati sospesi e che la creazione dello stesso è ad alto rischio per mancanza di risorse economiche da parte dell’Asl spezzino.
Alla luce di tutto ciò non ci pare giusto che un diritto costituzionalmente garantito, come quello alla salute, rimanga inattuato o attuato in maniera discriminatoria o insufficiente per un problema di gravi carenze economiche, strutturali o di personale. Centinaia di bambini potrebbero risolvere o migliorare i loro disturbi o le loro patologie con un lavoro intenso fatto nei primi anni di vita, un bambino che inizia le giuste terapie nei primi anni di vita sia all’interno dell’Asl che all’interno della scuola ha la possibilità di recuperare meglio e più velocemente le proprie capacità, e soprattutto bisogna pensare che un bambino che ha un recupero ottimale sarà un adulto piu completo e soprattutto autonomo nella prospettiva di vita, ci chiediamo quindi come sia possibile pensare che un bimbo che ha bisogno di terapie continuate possa essere lasciato in lista d’attesa 2 anni o ancor peggio trattato con terapie cicliche lasciando mesi di buco?".

"Pertanto, in rappresentanza delle centinaia di famiglie che si sono rivolte a noi per denunciare le problematiche dell’Azienda Sanitaria Locale, chiediamo che si possa attuare un lavoro di collaborazione tra ASL 5 Spezzino, amministrazioni comunali, fondazioni, associazioni del territorio e Assessorato Regionale per la Salute al fine di addivenire ad un miglioramento e potenziamento della condizione attuale dei servizi resi agli utenti della Neuropsichiatria infantile di tutta la provincia della Spezia".

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