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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 22.31

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Inquinamento, denuncia di Legambiente per il Parmignola

Nell'ambito della campagna estiva di controllo delle acque di Goletta Verde, l'associazione ambientalista ha segnalato anche la situazione alla foce dell'Entella.

Inquinamento, denuncia di Legambiente per il Parmignola

La Spezia - In Liguria su ventitré punti monitorati da Legambiente attraverso i campionamenti svolti dal personale di Goletta Verde, ben dieci sono risultati con cariche batteriche elevate.
"Sono in particolare i soliti fiumi - commentano Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria, con Massimo Maugeri referente Circolo Cantiere Verde di Chiavari e Alessandro Poletti, presidente del Circolo Val di Magra - a continuare a riversare in mare scarichi non depurati, che rischiano di compromettere la qualità del mare e di quei tratti di costa, con gravi rischi non soltanto per l’ecosistema marino ma anche per la stessa salute dei bagnanti. Abbiamo deciso di denunciare una situazione cronica perché i torrenti Entella e Parmignola, campionati nel 2017, sono risultati inquinati anche negli anni precedenti, a partire dal 2010. La situazione dell'Entella è inaccettabile, considerato che l'adesione del comune di Chiavari al Contratto di fiume avrebbe potuto essere un grande strumento per il monitoraggio delle acque, per la condivisione di soluzioni possibili con comuni ed aziende che gravitano sul fiume. Ciò non è avvenuto, siamo ancora a discutere su dove collocare il depuratore. Scongiurata la collocazione del depuratore alla foce del fiume ora occorre celermente individuare l'area dove effettuare la depurazione, non è più immaginabile continuare ad accettare che un luogo così importante, anche per la tutela dell'oasi faunistica, abbia ancora parametri di inquinamento fuori dalla norma come rilevato oramai in diverse analisi da Goletta Verde. Quindi da una parte occorre individuare gli scarichi e dall'altra trovare rapidamente un area dove collocare il depuratore. Visto che tutti i tentativi ad oggi proposti anche da Legambiente non hanno portato alcun risultato, considerato che oggettivamente i rilievi continuano ad essere fuori dai parametri della normativa, non rimane che chiedere l'intervento della magistratura con il fine di far rispettare la normativa sulla qualità delle acque. Va ricordato che in diversi momenti di incontri anche pubblici abbiamo sempre sostenuto che l'area del Lido e l'area di Preli possono ospitare l'impianto, necessario ed indispensabile per la depurazione delle nostre acque. In annate particolarmente siccitose come quella in corso, il flusso del Parmignola quasi si esaurisce per rispettare il Minimo Deflusso Vitale del Fiume Magra. I principali, a volte unici apporti liquidi del torrente diventano quelli di scarichi abusivi, o comunque non collegati alla fognatura. A volte anche il by pass al Depuratore di Ortonovo, in località Portonetti, che già in passato ha portato direttamente l’acqua non ancora depurata nel torrente contribuisce ad incrementare lo scarico."
Legambiente ricorda che i controlli eseguiti hanno la finalità di verificare lo stato di qualità del mare e delle coste con particolare attenzione al rischio di inquinamento causato dalla mancanza o inadeguatezza del servizio di depurazione. La determinazione dei singoli punti avviene attraverso la raccolta d’informazioni sul territorio da parte dei circoli locali di Legambiente e delle segnalazioni dei cittadini attraverso il servizio SOS Goletta.
Il lavoro di Legambiente non vuole in nessun modo sostituirsi ai controlli effettuati dalle Arpa ai fini della balneazione delle acque. Le analisi di Goletta Verde vengono fatte su prelievi eseguiti in particolare in prossimità di foci, canali e fossi, con l’obiettivo di denunciare come ancora oggi questi siano ricettacolo di scarichi non depurati e costituiscono la principale fonte di immissione di inquinanti in mare, come viene indicato dalla normativa comunitaria, che chiede di monitorare anche i punti più a rischio di inquinamento e non limitarsi a verificare la balneabilità delle spiagge. Dei 260 punti di prelievo lungo la costa italiana, infatti, 83 non sono campionati nei controlli sulla balneazione.

Il Mar Mediterraneo non gode di ottima salute: maladepurazione, rifiuti galleggianti, ma anche i cambiamenti climatici e illegalità ambientali minacciano sempre di più il Mare Magnum oggi in forte sofferenza e con un punto inquinato ogni 70 km di costa. È quanto denuncia Goletta di Verde 2017 di Legambiente che, nel bilancio finale del suo viaggio lungo i 7.412 chilometri di costa, ci restituisce un quadro poco rassicurante: su 260 punti campionati lungo tutta la costa italiana, sono 105 – pari al 40% - i campioni di acqua analizzata risultati inquinati con cariche batteriche al di sopra dei limiti di legge. Si tratta di un inquinamento legato alla presenza di scarichi fognari non depurati. Preoccupa anche il perdurare di alcune situazioni critiche, già registrate nelle precedenti edizioni, con ben 38 malati cronici contro i quali Goletta Verde punta il dito: si tratta di quei punti che sono risultati inquinati mediamente negli ultimi 5 anni e che si concentrano soprattutto nel Lazio (8), in Calabria (7), in Campania e Sicilia (5).
Di fronte a questa situazione e dopo i tanti appelli inascoltati e lanciati alle amministrazioni e agli enti competenti per verificare le cause dell’inquinamento, Legambiente ha presentato alle Capitanerie di Porto 11 esposti, uno per ogni regione in cui sono presenti i malati cronici di inquinamento, sulla base della legge sugli ecoreati che ha introdotto i delitti ambientali nel codice penale, tra cui il reato di inquinamento ambientale (art. 452bis cp). Un’azione, quella di Legambiente pensata per chiedere alle Autorità competenti di intervenire per fermare i numerosi scarichi inquinanti che purtroppo ancora oggi, si riversano in mare, soprattutto nella stagione estiva, e che costituiscono una minaccia per il mare, la salute dei bagnanti e la biodiversità.

Oltre alla maladepurazione, tra gli altri nemici del mare ci sono il marine litter e i cambiamento climatici. Il Mediterraneo è uno dei mari più minacciati dal marine litter, i rifiuti che galleggiano in mare e quelli spiaggiati, frutto della cattiva gestione a monte, dell’abbandono consapevole e della cattiva depurazione. Nel 18% dei punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde è stata riscontrata la presenza di rifiuti da mancata depurazione: assorbenti, blister, salviette ma, soprattutto, di cotton fioc. In 46 spiagge monitorate da Legambiente in tutta Italia sono stati trovati quasi 7.000 rifiuti, frutto della cattiva abitudine di buttarli nel wc e dell’insufficienza depurativa. Non è un caso che quest’anno a bordo di Goletta Verde ha viaggiato anche la campagna #NoRifiutinelWc. (www.norifiutinelwc.it).

E per finire c’è la questione dei cambiamenti climatici e l’aumento delle temperature e della salinità del Mar Mediterraneo che hanno facilitato l’arrivo di specie aliene come pesci tossici, granchi tropicali, alghe infestanti. Ad oggi sono più di 800 quelle segnalate e di queste circa 600 vivrebbero ormai stabilmente nel Mare Nostrum. Un numero, quello dei ritrovamenti di specie alloctone nel Mediterraneo, che è triplicato dal 1980, mentre è raddoppiato negli altri mari. Il tema delle specie invasive è al centro del Life ASAP (Alien Species Awareness Program) il progetto cofinanziato dalla Commissione Europea di cui Ispra è promotore insieme a Legambiente e altri autorevoli partner, e che si pone l’obiettivo di ridurre il tasso di introduzione di specie aliene invasive e mitigare i loro impatti, aumentando la consapevolezza della cittadinanza italiana.

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