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Ultimo aggiornamento: Giovedì 21 Settembre - ore 15.40

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In rettilineo e in città, ecco l'identikit dell'incidente tipo

I dati Istat parlano di un'impennata dei mortali nel 2015, con costi sociali elevatissimi.

In rettilineo e in città, ecco l´identikit dell´incidente tipo

La Spezia - Nel 2015 si sono verificati in Liguria 8.415 incidenti stradali, che hanno causato la morte di 89 persone e il ferimento di altre 10.633. Rispetto al 2014, si registrano un leggero aumento degli incidenti (+0,3%) e la stabilità del numero dei feriti, in controtendenza con le variazioni rilevate per l’intero Paese (rispettivamente, -1,4% e -1,7%). Di contro, il numero delle vittime della strada aumenta decisamente da 58 a 89 decessi (+53,5%).
Sono i dati forniti dall'Istat sull'incidentalità stradale. Alla Spezia si sono registrati in particolare 747 sinistri con 10 vittime e 976 feriti; nel 2014 erano stati 809 gli incienti con 4 morti e 1.079 feriti. Crescono dunque i decessi (+150%) e diminuiscono i feriti (-7,7%). Dei 578 incidenti avvenuti sulle strade urbane della provincia spezzina, la maggior parte di verifica in rettilineo (283) piuttosto che ad un incrocio (145) o ad un'intersezione (83). Dato questo che è ancora più accentuato sulle extraurbane: 91 dei 169 incidenti totali avviene su un tratto di strada dritto contro i 50 in curva.

E' l’A10, che serve la Riviera di Ponente, è l’autostrada con il maggior numero di incidenti (269), di decessi (7) e di feriti (447) e presenta valori largamente superiori anche alla SS 1 (via Aurelia) che percorre la costa dell’intera regione. Il maggior numero di incidenti (7.214, l’85,7% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 58 morti (65,2% del totale) e 8.824 feriti (83,0%). In Liguria, rispetto all’anno precedente, i sinistri aumentano dello 0,4% in ambito urbano e del 7,4% sulle strade extraurbane mentre diminuiscono del 5,9% sulle autostrade. Gli incidenti più gravi continuano ad avvenire sulle strade extraurbane (3,1 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade (2,1).
Il terzo e il quarto Programma d’azione europeo per la sicurezza stradale, per i decenni 2001-2010 e 2011-2020, impegnano i Paesi membri a conseguire il dimezzamento dei morti per incidente stradale con una particolare attenzione, nel decennio in corso, agli utenti vulnerabili. La regione Liguria si posiziona tra quelle in cui il calo è stato inferiore alla media nazionale. Rispetto al 2001, nel 2015 il numero di vittime della strada si sono ridotte del 48,6% contro il -51,7% della media Italia, mentre fra il 2010 e il 2015 (primo periodo di attuazione del Quarto programma) vi è stato un aumento del 6,0% (-16,7% in Italia). Sempre fra 2010 e 2015 l’indice di mortalità sul territorio regionale è passato da 0,9 a 1,1 deceduti ogni 100 incidenti, quello medio nazionale da 1,9 a 2,0.

In Liguria, nel 2015, l’incidenza degli utenti vulnerabili per età (bambini, giovani e anziani) deceduti in incidente stradale è superiore alla media nazionale (52,8%, contro 45,6) con una differenza più ampia per la fascia degli anziani (Liguria 40,4%, Italia 31,7%). Guardando invece gli utenti vulnerabili secondo il ruolo che essi hanno avuto nell’incidente (conducenti/passeggeri di veicoli a due ruote e pedoni) il loro peso relativo (sul totale dei deceduti) misurato nella regione è superiore a quello nazionale (65,2% contro 50,5%). Inoltre, negli ultimi cinque anni (2010- 2015) l’incidenza di pedoni deceduti è cresciuta molto di più in Liguria (da 16,7% a 23,6%) che nella media del Paese (da 15,1% a 17,6%).
I costi sociali degli incidenti stradali quantificano gli oneri economici che, a diverso titolo, gravano sulla società a seguito delle conseguenze di un incidente stradale. Nel 2015, il costo dell’incidentalità con danni alle persone è stimato in circa 17,5 miliardi di euro per l’intero territorio nazionale - 288,1 euro pro capite - e in circa 675 milioni di euro - 428,1 euro pro capite - in Liguria. La Liguria incide per il 3,9% sul totale nazionale e registra il costo pro-capite più elevato.

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