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In piazza per lo scopo più nobile: "Basta battersene 'r belin" | Foto | Video

Circa 1200 ragazzi si sono dati appuntamento questa mattina in Piazza Saint Bon per un breve ma intenso e colorato corteo che vuole svegliare il mondo sul cambiamento climatico. Fedi: "Soluzione? Rinunciare ad utilizzo combustibili fossili".

il corteo
In piazza per lo scopo più nobile: "Basta battersene 'r belin"

La Spezia - Da Piazza Saint Bon a Piazza Mentana, passando per il centro storico. Ancora studenti, ancora in piazza, questa volta per rivendicare un altro diritto che sembra frantumarsi dietro gli egoismi umani, quello del cambiamento climatico. In inglese lo chiamano "climate strike" e questa mattina i ragazzi spezzini, circa 1200 ragazzi, hanno dimostrato di essere ben più coscienti dei loro genitori a proposito del futuro del pianeta. Succede qui come in altri 40 stati di ogni parte del mondo, una sorta di presa di parola delle nuove generazioni sull'argomento. Striscioni colorati, slogan accattivanti attraverso semplici ma efficaci giochi di parole, in una sorta di corteo all'americana anche piuttosto inedito. E fra i tanti mini-striscioni un drappo in particolare si fa notare perché mescola l'ironia spezzina con l'impegno reale: "Basta battersene 'r belin", un chiaro monito verso quell'indifferenza, quel fatalismo che da queste parti, sfortunamente, è merce comune.

Ricorda Veruschka Fedi, segretaria di Rifondazione Comunista che ha aderito alla giornata "Ogni generazione, dagli anni 70' in poi, ha avuto i propri simboli sulla sensibilizzazione alle questioni ambientali, dai concerti dei vari gruppi musicali come No Nukes del 1979, a Julia Butterfly che nel 1997 salì su una sequoia alta 55 metri e vi rimase per 738 giorni per impedire l'abbattimento dell'intera foresta californiana; poco dopo iniziarono ad emergere e connettersi tra loro una serie di movimenti sparsi per tutto il pianeta che diedero origine a quello che fu definito Movimento No Global, che riuscì a collegare la questione ambientale e il "cambiamento climatico" che iniziava ad essere studiato e denunciato, con il modello di società consumistica e capitalista. Oggi Greta Thumberg è riuscita a parlare della drammaticità climatica in cui ci troviamo alle generazioni più giovani ed imporre la tematica anche al mainstreaming: lo riteniamo un risultato estremamente importante". Ancora Fedi: "Certo non ci sfugge il fatto che l'immagine di Greta, una bambina determinata e coraggiosa, riesca a mettere d'accordo tutti, perché apparentemente "spoliticizzata", tanto che viene condivisa da chi non mette minimamente in discussione il sistema produttivo come i "potenti" di Davos piuttosto che i vari esponenti politici che nulla hanno fatto in termini di politiche concrete. C'è una sola azione globale che può fermare l'innalzamento della temperatura: la rinuncia a qualsiasi estrazione e utilizzo di combustibili fossili, come petrolio, gas, sabbie bituminose e così via: lo dicono gli scienziati, non romantici utopici. Senza un cambiamento radicale del modello e del sistema non ci potrà essere nessuna vittoria contro il cambiamento climatico e i governi diventeranno sempre più tiranni. Chi sta pagando e chi pagherà il prezzo del cambiamento climatico? Come sempre a pagare sono gli strati sociali e le popolazione più povere; in Asia, Africa e America Latina esistono già vere e proprie migrazioni di popolazioni che lasciano le proprie terre per desertificazione o alluvionamenti o tempeste distruttive. Ecco perché anche l'appuntamento del 23 Marzo a Roma della Marcia per il Clima, diventa estremamente importante; bisogna fermare le lobbies il cui solo scopo è il profitto, a danno degli equilibri ambientali e della stessa democrazia. Pensare globale ed agire locale, perché senza una giustizia ambientale non potrà esserci giustizia sociale, senza una vera rivoluzione nel modello di sviluppo lineare in favore di un'economia ciclica, dove l'accumulazione di capitale naturale venga ribaltata dall'esigenza di una compatibilità ambientale e di una redistribuzione delle ricchezze, non ci sarà nessuna salvezza per la sopravvivenza dell'essere umano su questo pianeta, almeno per la maggior parte degli esseri umani".

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