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Ultimo aggiornamento: Domenica 20 Agosto - ore 11.29

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Immigrazione, il prefetto: "Rilevo un impegno a fasi alterne"

Intevista ad Antonio Lucio Garufi. Sul tema dell'accoglienza dei richiedenti asilo: "Sono soffisfatto per l'aumento del numero dei Comuni disponibili, ma occorre una visione più corale". Mille i migranti presenti oggi in provincia.

Immigrazione, il prefetto: `Rilevo un impegno a fasi alterne`

La Spezia - Nei sei mesi trascorsi dall'insediamento il suo cruccio più grande è stato quella della gestione dell'emergenza migranti sul territorio spezzino. Antonio Lucio Garufi, catanese, è prefetto della Spezia dal 27 gennaio scorso e da allora si occupa con i suoi collaboratori di tutte le funzioni che spettano all'istituzione di Via Veneto, ma in questo periodo il grosso delle energie è concentrato sulla ininterrotta ricerca di soluzioni per l'alloggiamento dei richiedenti asilo che il ministero destina alla provincia spezzina.
E a rendere più complesse le cose ci sono numerosi ostacoli: pochi Comuni mettono a disposizione edifici del loro patrimonio e predispongono progetti Sprar lasciando che il sistema si risolva con Centri di accoglienza straordinaria, l'opinione pubblica è spesso contraria all'accoglienza (vige la regola del Nimby) e sui gestori delle strutture piove l'accusa di fare business percependo 32,5 euro al giorno per ogni ospite.

Un impegno gravoso, quello della gestione di questa emergenza. Qual è la situazione al momento nella nostra provincia?
"Sul territorio provinciale sono presenti 998 richiedenti protezione internazionale. Abbiamo solamente una struttura che aderisce allo Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) nel quartiere di Fossamastra, mentre i Cas sono 57. I Comuni che accolgono sono 15, cinque in più rispetto a quando mi sono insediato: progressivamente si sta ampliando la schiera delle amministrazioni sui cui territori abbiamo aperto dei centri di accoglienza. La situazione è nella norma, perché gran parte delle strutture accolgono tra le 5 e le 35 persone. Siamo quindi nel solco del principio dell'accoglienza diffusa, per evitare concentrazioni eccessive. Abbiamo ben presenti quali sono le criticità della presenza di numeri massicci, che però sono in linea con la distribuzione a livello nazionale e regionale. Quello che ho sottolineato da subito ai gestori è di profondere ogni energia per una azione di costante monitoraggio e orientamento dei migranti. Un intervento che deve dunque essere declinato anche sul piano educativo, attraverso lavori socialmente utili e facendo loro comprendere le regole civiche della nostra società. Tutto questo per evitare devianze come l'attrazione verso la delinquenza o il contrasto a un possibile impiego in attività lavorative senza il rispetto delle regole (a cominciare dall'impiego in nero). Abbiamo verificato episodi di piccolo spaccio o di intemperanze che sono stati sanzionati con ammonizioni e diffide nei casi meno gravi e con la revoca misure di accoglienza in quelli di gravità superiore. Da inizio anno abbiamo emesso una quindicina di queste revoche, che non significano però la cancellazione del permesso di soggiorno".

Il Piano Anci prevede il raggiungimento di una maggiore omogeneità nella distribuzione dei richiedenti asilo. Ritiene che si possa arrivare a questo obiettivo?
"Il Piano Anci consiste in un percorso che deve vedere tutti gli enti coinvolti collaborare per un impegno collettivo, affinché l'accoglienza si svolga nel miglior modo possibile, attraverso la distribuzione partecipata di tutti i Comuni. Per questo motivo rinnovo nuovamente il mio invito ai Comuni per il raggiungimento di questo sforzo corale. L'aumento da 10 a 15 Comuni accoglienti è positivo, anche perché non si è trattato di un risultato semplice. Le assegnazioni di migranti ai territori da parte del ministero proseguono e arrivano spesso improvvise, repentine: auspico il superamento delle divisioni e il raggiungimento di una visione corale di tutti i protagonisti, dalle amministrazioni ai gestori. E' vero, l'orografia dello Spezzino non aiuta: ci sono territori piccoli e piccolissimi in cui non è nemmeno facile trovare una rete associativa in grado di affrontare i servizi necessari per una buona accoglienza, ma allo stesso tempo prendo atto di un impegno a fasi alterne da parte di altre amministrazioni. E questo, viste le impellenze, mi costringe ad agire direttamente rivolgendomi ai gestori delle strutture. Il sistema nazionale prevederebbe l'avvio di progetti Sprar da parte degli enti locali, in strutture che siano in grado di accogliere i richiedenti asilo dopo la prima accoglienza al loro arrivo nel nostro Paese. I Cas dovrebbero essere una misura accessoria nel caso in cui gli Sprar non siano sufficienti per ospitare tutti i migranti. La realtà, però, è molto diversa".

Oggi in provincia ci sono quasi mille richiedenti asilo, ma nel corso dell'anno quante sono le persone che sono effettivamente transitate nei centri spezzini? Ci sono persone che hanno lasciato le strutture?
"Diciamo che abbiamo a che fare con uno zoccolo duro composto da chi attende che venga definita la sua posizione giuridica. A questi si aggiungono di volta in volta i nuovi arrivi. In un periodo variabile che può essere di poche ore o di mesi, alcuni si allontanano dalle strutture, alla ricerca di migliori fortune. Da inizio anno questi allontanamenti spontanei sono stati all'incirca 200. I tempi per ottenere una risposta alle richieste di asilo sono oggettivamente molto lunghi. La decisione spetta alla Commissione territoriale regionale, che deve effettuare migliaia di verifiche e pratiche e il suo pronunciamento può essere impugnato, allungando inevitabilmente e ulteriormente i tempi. Il decreto Minniti cerca di rendere più rapide le procedure, ma questa situazione pesa sul turnover: ci sono persone che attendono una risposta da anni.

Quanto costa l'accoglienza?
"Difficile fornire una cifra complessiva del territorio in questo momento. I gestori ricevono 35 euro al giorno per ogni persona che accolgono, e di questi ai migranti vengono corrisposti solamente 2,5 euro. Il resto della somma occorre al gestore per assicurare vitto, alloggio, trasporti, abbigliamento, pulizie, personale... Tra non molto, tra l'altro, sarà emesso il bando di gara per la gestione del servizio per i prossimi due anni".

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