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Il ripetitore non piace, i dubbi di opposizione e ambientalisti

Chiesto un ordine supplettivo per il prossimo consiglio comunale dal consiglierePd Raffaelli. Italia nostra, Legambiente e Vas chiedono la sospensione di ogni attività.

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Il ripetitore non piace, i dubbi di opposizione e ambientalisti

La Spezia - La vicenda delle antenne sul tetto del Comune comincia a far discutere. Città della Spezia ne aveva parlato qui e oggi l'argomento torna alla ribalta con la richiesta di un ordine suppletivo per il consiglio comunale, firmato dal consigliere di minoranza del Partito democratico Marco Raffaelli, e con una nota delle associazioni ambientaliste firmata da Italia nostra, Legambiente e dall'assocazione Verdi ambiente e società.
Raffaelli nella richiesta scrive: “Luoghi e orari in cui verranno fatte le misurazioni sull'impatto delle antenne (in programmazione e che verranno seguite da Arpal), nonché la potenza degli impianti nel momento di misurazione (attraverso i dati tabellari). Per chiedere inoltre di coinvolgere i residenti nel caso diano la propria disponibilità ad effettuare le misurazioni presso le loro abitazioni. Per conoscere i risultati della misurazione delle onde elettromagnetiche emesse dagli apparecchi in funzione, attualmente insistenti sulla torre del Comune. Per sapere se è sua intenzione procedere ad un completamento del piano delle antenne coinvolgendo in esso anche la zona del centro urbano, per arrivare così allo spostamento degli impianti esistenti in luoghi più lontani da siti sensibili, allo scopo di assicurare la tutela della salute della popolazione, minimizzandone l'esposizione ai campi elettromagnetici”.
Il consigliere nella sua interpellanza ha citato anche l'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro che ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come cancerogeni di gruppo 2B, ovvero come possibilmente cancerogeni per gli esseri umani. Tra le evidenze finora accertate abbiamo che le radiazioni intense ad alta frequenza possono provocare un surriscaldamento dei tessuti del corpo. È da qualche mese che intorno alle antenne site sulla torre di Palazzo Civico vengono effettuati interventi di varia natura come potenziamento di quelle già in loco, installazione di antenne private prima site sui tetti di altri edifici”.

Infine, ricorda i passi compiuti dalla precedente amministrazione: “Nella scorsa legislatura si inizio un percorso di zonizzazione del sistema di radiotelecomunicazioni esistente partendo dai pezzi insistenti la fascia collinare della territorio comunale che tenesse conto delle componenti ambientali e paesaggistiche; componenti identificate poi nel sistema insediativi storico: centri, nuclei, tessuti e aggregati storici, edifici isolati di valore storico architettonico, emergenze e complessi di valore storico e paesistico Tale piano prevede anche che nuovi impianti siano situati privilegiando le migliori localizzazioni che, sia pure garantendo le necessità gestionali, assicurino la minimizzazione dell'esposizione ai campi elettromagnetici e la riduzione dell'impatto visivo. E non consentite l'installazione di impianti di teleradiocomunicazioni su siti particolarmente sensibili quali: scuole pubbliche e private di ogni ordine e grado, nidi e strutture similari che accolgano l'infanzia, ospedali, case di cura e di riposo, ogni presidio di carattere socio-sanitario, carceri”. “Nelle immediate vicinanze dell'edificio comunale - conclude Raffaelli - già di per se luogo dove lavorano e transitano un numero elevato di persone abbiamo la presenza di piazze, chiese, ma soprattutto di più presidi scolastici frequentati da ragazze e ragazzi di tutte le età”.

Le associazioni ambientaliste definiscono “discutibile” l'installazione sul tetto del Comune: “Si tratta di un edificio con lavoratori e amministratori che stazionano diverse ore al suo interno, ed è assai vicino ad altre aree sensibili, come le scuole di piazza Verdi. È solo da ricordare che il Piano per Telecomunicazioni, adottato dal Consiglio Comunale già nel 2015, prevede il divieto di installazione in alcune tipologie di aree sensibili, tra cui sicuramente si può annoverare lo stesso palazzo comunale, per le ragioni sopra esposte”.
“Ci domandiamo perché queste cose non vengano -  proseguono -, con un processo trasparente, messe a conoscenza dei cittadini, i quali, giustamente, si oppongono e intervengono, ma che in una logica di partecipazione attiva possono anche essere un’interlocutore delle pubbliche amministrazioni, per trovare soluzioni migliori e non impattanti Bisogna stabilire alcuni criteri fondamentali quando si è portati a decidere su vicende come quelle dell’antenna sopra il Comune. Che sono le distanze da aree sensibili, la conformità con le norme paesaggistiche e quelle urbanistiche, i piani di monitoraggio per valutare il rispetto delle emissioni, la partecipazione pubblica alle scelte ad esempio sottoponendo a VAS il piano delle telecomunicazioni stesso. Chiediamo al Comune quale sia, a questo proposito, lo stato del Piano adottato nel 2015. Risulta che giaccia ancora in Regione per proseguire l’iter che, appunto dopo la formale adozione da parte del Consiglio Comunale, deve portare alla sua approvazione definitiva. Il Comune che fa, su questo? Come intende muoversi?”
“Nel frattempo -  concludono - chiediamo la sospensione di ogni attività di installazione/ampliamento delle antenne sul tetto del Comune. Esprimiamo solidarietà e condividiamo quanto affermato, qualche giorno fa, da alcuni cittadini in merito alla installazione sopra il palazzo del Comune di quelle che si presume essere una nuova antenna (o più) o un potenziamento di quella esistente”.

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