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Ultimo aggiornamento: Giovedì 29 Giugno - ore 16.18

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Il report di Goletta Verde. Top e flop per Venere Azzurra e Manarola

Questa mattina la presentazione dei risultati delle analisi di Goletta Verde di Legambiente: rientrano nei limiti Monterosso, Corniglia, Deiva Marina, Ameglia, Marinella, Lerici alla Venere Azzurra. La foce del Parmignola invece è inquinata

Il report di Goletta Verde. Top e flop per Venere Azzurra e Manarola

La Spezia - Dei ventitré punti analizzati in tutta la Liguria, nove insistono sul territorio spezzino, tre dei quali risultano inquinati e fortemente inquinati. Il report redatto da Goletta Verde sullo stato di salute ambientale dello Spezzino, racconta diversi significativi aspetti del variegato panorama provinciali, illustrati dal presidente regionale di Legambiente Santo Grammatico e dal portavoce di Goletta Verde, Mattia Lolli.

I dati spezzini. L'equipaggio di Goletta Verde ha rilevato che rientrano nei limiti Monterosso, Corniglia, Deiva Marina, Ameglia, Marinella, Lerici alla Venere Azzurra. La foce del torrente Parmignola invece è inquinata mentre i siti fortemente inquinati sono San Terenzo nel lato est fronte canale e Manarola allo scarico Belvedere. Ma Il risultato finale è che sia a livello regionale che locale diminuiscono i tratti fortemente inquinati. Per Goletta Verde di Legambiente però è solo una questione di siccità che in questo modo ha caricato meno fiumi e mari.

I sorvegliati speciali di Goletta. Il dettaglio sulla Venere Azzurra. Due punti sono osservati speciali, quello di Lerici Venere Azzurra, che è risultato esente da inquinamento rispetto agli altri anni grazie al fatto che il canale non arrivava in mare portando il suo carico inquinante e quello di Pietra Ligure dove il torrente Maremola, sotto osservazione dei nostri tecnici dal 2014, risulta da allora fortemente inquinato, nonostante il completamento della rete di depurazione. Vanno quindi approfonditi i controlli sugli scarichi abusivi. “Un vero peccato - aggiunge Grammatico - in un bacino comprensoriale che sul tema dei rifiuti urbani ha fatto un grande salto di qualità e dovrebbe adesso impegnarsi per migliorare la qualità delle acque del torrente che sfocia sulla costa".

Un altro elemento da tenere d'occhio. Le perdite agli Stagnoni. Per quanto avvenuto domenica, con i problemi al depuratore degli Stagnoni della Spezia, Goletta Verde ricorda che il circolo locale di Legambiente e le altre associazioni del territorio da anni denunciano la necessità di interventi e manutenzione per mettere in sicurezza lo scarico presso la marina del Canaletto. Confidiamo nella capacità della Capitaneria che sta indagando sulle cause dello sversamento e degli enti locali preposti affinché finalmente si intervenga per evitare futuri danni ambientali.

Info sullo stato delle acque. Alla Spezia solo tre i punti in cui viene fatta informazione, sei su tutta la Liguria. Per Legambiente è fondamentale la partecipazione dei cittadini. Ameglia, Deiva e Lerici presentano una cartellonistica dettagliata. "E' un aspetto sul quale bisogna lavorare tutti - hanno spiegato da Legambiente - i cittadini devono essere coscienti e informati".

L'analisi della Liguria. Diminuiscono i siti fortemente inquinati. Su 23 punti analizzati su tutto il territorio ligure dieci risultano con cariche batteriche elevate. E sono in particolare i soliti fiumi a continuare a riversare in mare scarichi non depurati, che rischiano di compromettere la qualità del mare e di quei tratti di costa, con gravi rischi non soltanto per l’ecosistema marino ma anche per la stessa salute dei bagnanti. L'anno scorso, a livello regionale, la situazione era ben diversa. Su 24 punti analizzati, 16 non rientravano nei limiti stabiliti da Legambiente e Goletta. “La salute dei nostri mari è sempre più a rischio a causa della maladepurazione, dei rifiuti galleggianti e spiaggiati e delle continue illegalità ambientali, che seguitano a sfregiare coste e territori italiani – commenta Mattia Lolli, portavoce di Goletta Verde -. Purtroppo i risultati deludenti in prossimità di foci e canali non ci sorprendono dal momento che il problema riguarda non solo le aree costiere ma interessa gran parte del territorio nazionale. Il nostro monitoraggio ha l’obiettivo di non fermarsi alla sola denuncia, ma soprattutto di avviare un approfondimento e confronto per fermare l'inquinamento da mancata depurazione che si riversa in mare. Ora c’e` la legge sugli ecoreati, che prevede anche il reato di inquinamento ambientale, valido strumento contro chi continua a scaricare illegalmente nei fiumi e nel mare”. Nonostante siano passati 12 anni dalle scadenze previste dalla direttiva europea sulla depurazione, l’Italia, infatti, e` ancora in fortissimo ritardo. Ancora oggi, infatti, in Italia circa il 25% delle acque di fognatura viene scaricato in mare, nei laghi e nei fiumi senza essere opportunamente depurato. Legambiente ricorda poi che la Penisola è soggetta a tre procedure di infrazione emanate dalla Commissione Europea nel 2004, nel 2009 e nel 2014; le prime due delle quali sono già sfociate in condanna. Per la procedura di infrazione 2004/2034 la sanzione prevista è di 62,7 milioni di euro una tantum a cui si aggiungono 347 mila euro per ogni giorno (61 milioni di euro a semestre) sino a che non saranno sanate le irregolarità. d’infrazione (Ventimiglia, Laigueglia, Andora, Alassio, Ceriale, Pietra Ligure, Cengio, Lavagna e Riva Trigoso) e altrettanti quelli già condannati (S. Margherita Ligure, Rapallo, Ecco, Quinto, Finale Ligure, Borghetto Santo Spirito, Albenga, Imperia, Riva Ligure). In Liguria (dati Italia Sicura, la Struttura di Missione della Presidenza del Consiglio dei Ministri) sono nove gli agglomerati in procedura d’infrazione (Ventimiglia, Laigueglia, Andora, Alassio, Ceriale, Pietra Ligure, Cengio, Lavagna e Riva Trigoso) e altrettanti quelli già condannati (S. Margherita Ligure, Rapallo, Ecco, Quinto, Finale Ligure, Borghetto Santo Spirito, Albenga, Imperia, Riva Ligure).
“Gli scarichi non depurati sono anche i peggiori nemici del turismo – aggiunge Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria -. Alcune situazioni sono critiche da diversi anni e non è più tollerabile che acque non adeguatamente depurate arrivino a mare. Tra l’altro a causa delle scarse piogge di questo periodo, fiumi e torrenti hanno una bassissima portata, che se da un lato è un elemento che ha contributo a diminuire il carico inquinante, dall’altro evidenziano quanto incida la scarsa depurazione nei punti che comunque sono stati giudicati da bollino rosso. Fermare chi continua a deturpare le nostre coste o inquina il nostro mare non è più soltanto una questione di difesa dell’ambiente. È tempo che Regioni e Comuni si diano realmente da fare per affrontare definitivamente questi problemi in una terra che fa del turismo e della bellezza del paesaggio il suo biglietto da visita”.

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