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Il neo ministro Costa: "Ci preoccupano le ricadute dell'amianto"

Il neo ministro Costa: "Ci preoccupano le ricadute dell'amianto"

La Spezia - “In Italia troppi rifiuti finiscono ancora nelle discariche, è un sistema che non possiamo più permetterci”. Lo ha affermato il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, intervenuto alla Camera alla presentazione del Rapporto sui rifiuti speciali dell’Ispra. “Con questo – ha aggiunto Costa – non voglio dire che non stiamo migliorando, ma è un dato di fatto che in discarica ne finiscano ancora troppi”.

Il ministro ha inoltre sottolineato l’urgenza di tracciare bene i rifiuti speciali e pericolosi, in particolare gli pneumatici, per i quali occorre un codice di tracciabilità: “Il recupero degli pneumatici già va bene – ha spiegato - oggi siamo al 73% ma dobbiamo arrivare a 100%. Vogliamo fare in modo di garantire la tracciabilità trasparente degli pneumatici attraverso un codice. Ne abbiamo necessità come sistema Italia – ha affermato - non ci possiamo fermare, dobbiamo andare avanti”.

Costa si è poi detto preoccupato del sistema di raccolta e gestione dell’amianto: “In questo momento l’amianto ci fa zoppicare, per dirla con un eufemismo – ha sottolineato - e ci preoccupa in particolare la ricaduta sanitaria e ambientale della presenza di amianto sul territorio. Non è pensabile – ha aggiunto - che il sistema Italia ancora si interroghi sul come definire la questione amianto, non ce lo possiamo permettere per il bene dei nostri cittadini”.

Infine, una riflessione sul Modello Unico di dichiarazione ambientale (Mud), lo strumento con il quale si realizza la comunicazione annuale al catasto dei rifiuti, e dal quale derivano i valori raccolti nel rapporto Ispra: “Esaminando i dati del Rapporto Rifiuti speciali Ispra 2018 - ha aggiunto Costa - balza agli occhi la quantità di rifiuti speciali, che è nota, non è una novità. L’aumento di questo tipo di rifiuti – aggiunge il ministro - potrebbe essere salutato come un fatto positivo, perché una quota è andata in chiaro e un'altra arriva da una maggiore produzione. Questo è un bene - rileva Costa- ma chiedo a Ispra di aprire una riflessione, nella sua indipendenza, sul concetto di Mud, per valutare che i dati e gli adempimenti siano corretti”.

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