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Il grido dell'Einaudi-Chiodo: "Servono tecnici e tutela dei nostri indirizzi"

Un documento che chiede di rinforzare l'organico e difendere i percorsi di studio professionali tanto cari alle aziende del territorio ha raccolo cento firme, tra docenti e personale Ata.

Allarme per il futuro
Il grido dell'Einaudi-Chiodo: "Servono tecnici e tutela dei nostri indirizzi"

La Spezia - Ha la forza di cento voci il grido d'allarme che proviene dall'Istituto "Einaudi-Chiodo". Tanti sono infatti, tra docenti e personale Ata, i firmatari del documento che chiede maggior tutela per una scuola professionale che si sta dimostrando estremamente importante per l'economia attuale e futura della provincia.
I problemi che vengono denunciati riguardano in primis la dotazione organica carente e il recente indebolimento dell'offerta formativa che, al contrario, meriterebbe di essere consolidata, proprio a vantaggio degli indirizzi che preparano le figure professionali che vengono maggiormente richieste dai comparti del turismo, dell'artigianato e dell'industria.

In particolare, in vista del prossimo anno scolastico, quello che maggiormente spaventa è la carenza di tecnici di laboratorio che rischia di non consentire di offrire una proposta di qualità agli studenti. Senza contare che spesso l'Einuadi-Chiodo si trasforma, ad anno già in corso, nell'approdo ideale per quei ragazzi che avevano scelto indirizzi simili a quelli del professionale in istituti differenti, scoprendosi delusi dal percorso intrapreso e avendo come unica alternativa all'abbandono scolastico l'iscrizione nell'istituto che oggi chiede aiuto.

Il documento

L’Istituto “Einaudi-Chiodo” rappresenta da sempre, nel territorio del Levante ligure, il cardine dell’istruzione professionale quinquennale nei settori dei servizi artigianali, manifatturieri e industriali, con un’offerta della sua proposta educativa-formativa pienamente rispondente alle esigenze dei settori produttivi del territorio. Il nostro istituto ha sempre svolto una preziosa attività di contenimento della dispersione scolastica dimostrando di saper mettere in campo strategie didattiche adeguate.

In questo senso le esperienze formative degli allievi, in grado di coniugare il mondo del lavoro con le competenze acquisite in ambito scolastico, non solo sono sempre state corrispondenti agli standard delle principali aziende, ma si sono costantemente dimostrate rispettose di ottimi percorsi educativi, come ci riconoscono le più affermate realtà produttive del territorio. E’ insomma risultato efficace il connubio tra lo sviluppo delle attitudini e delle qualità professionali necessarie all’inserimento degli allievi nel tessuto produttivo e la formazione culturale di base, indispensabile alla maturazione di una dimensione di cittadinanza e di individualità consapevole.
Per questo motivo hanno trovato possibilità di realizzare le proprie attitudini presso l’Istituto “Einaudi-Chiodo” grazie al lavoro e all’impegno di tutto il personale scolastico.

Oggi ci troviamo, invece, ad affrontare un quadro provinciale di grande confusione a causa della sovrapposizione di indirizzi di studio che riguardano principalmente gli Istituti Superiori professionali.
Questo provoca un disorientamento dei ragazzi e delle famiglie che spesso sono chiamate a districarsi tra percorsi scolastici frammentati e disarticolati che non soddisfano l’organicità della proposta proveniente dal settore professionale.

Dal prossimo anno scolastico, verranno colpite le figure dei tecnici di laboratorio. Essi saranno sicuramente ricollocati altrove ma questo provocherà la perdita di conoscenze e di capacità importanti per un Istituto che fa della pratica e della sperimentazione di laboratorio un nodo essenziale dell’offerta didattica.
L’Einaudi-Chiodo, come sottolineano i docenti in una lettera condivisa, “è una delle realtà di formazione/istruzione più efficienti nell’interpretazione dei complessi cambiamenti economici che stanno interessando la provincia. Non è un caso se i profili che progressivamente stanno integrando l’offerta formativa risultano al momento pienamente inseriti nel mondo del lavoro, come dimostrano i dati elaborati dall’ultimo screening provinciale (2014-2017), che attestano addirittura il 65% di occupazione stabile tra i diplomati”.

In fase di iscrizione su scala nazionale le famiglie prediligono con una frequenza sempre maggiore offerte formative differenti da quella professionale, offerte che ritengono garanti di un diverso sbocco occupazionale futuro. Nel corso dell’anno scolastico, tuttavia, non è difficile riscontrare che tanti allievi che hanno optato in prima battuta per altre scuole, interrompono il percorso scolastico intrapreso e si inseriscono nel nostro Istituto, nel corso dello svolgimento di attività didattiche già programmate, che da questa dinamica risultano appesantite e penalizzate, essendo la scuola non preparata ad un carico di lavoro maggiore rispetto alle risorse umane ed economiche precedentemente assegnate.

Solo nell’anno scolastico 2018-2019 gli inserimenti di allievi da altre scuole sono stati quasi un centinaio a fronte di un organico programmato per soli 70 esordienti.

Ciò nonostante, le professionalità presenti all’interno dell’Istituto si sono fatte carico del gap strutturale e hanno comunque saputo far fronte a tali difficoltà, consentendo agli allievi il raggiungimento degli obiettivi formativi previsti.

La definizione non adeguata nei tempi dell’organico delle classi ha inoltre determinato la mancata attivazione di alcuni indirizzi storici dell’istruzione professionale spezzina, alcuni già assenti da diversi anni (come l’indirizzo termoidraulico e turistico), altri sdoppiati - come il grafico - e altri scomparsi quest’anno (come l’indirizzo elettrico). Questa realtà è grave e paradossale se rapportata alla vocazione del territorio, che vede il tema del turismo e dell’accoglienza come importanti indirizzi emergenti. Per quanto riguarda il settore industriale è invece evidente che la manutenzione della riconversione degli impianti energetici industriali e civili verso una produzione “green” sarà tra i punti di forza delle strategie di rilancio del settore produttivo locale. Mancheranno delle figure richieste dal mercato del lavoro e i diplomati si troveranno sprovvisti dell’adeguato bagaglio formativo necessario per rispondere al fabbisogno delle imprese operanti nel settore.

Lo scenario che la contingenza attuale prefigura risulta di indubbia criticità da più punti di vista:
- sotto il profilo dell’utenza scolastica che l’Istituto accoglie, che si troverebbe sprovvisto delle figure tecniche necessarie a garantire il funzionamento e la completezza dell’offerta formativa proposta;
- sotto il profilo dell’opportunità occupazionale, che l’Istituto professionale rappresenta per la realtà locale;
- per il vuoto dell’offerta formativa rispetto alle domande professionali delle imprese del territorio;
- in termini di dispersione delle competenze del personale docente e tecnico, maturate e consolidate da lungo tempo e con una grande esperienza.

Tutto il personale scolastico dell’Einaudi-Chiodo manifesta con questo documento la sua fortissima preoccupazione, per il grave futuro che potrebbe derivare dal protrarsi di tale situazione, e chiede sostegno a tutte le Autorità pubbliche - USR per la Liguria, AT della Spezia, Comune della Spezia, Provincia della Spezia, Regione Liguria – a tutte le sigle Sindacali confederate e autonome – e a tutte le Associazioni di categoria, affinché vi sia un tempestivo e non più rinviabile programma di consolidamento e di rilancio dell’offerta formativa professionale locale, che salvaguardando la continuità didattico-educativa dell’Istituto, eviti eventuali tentativi di scorporamento e riparta dall’unitarietà dell’ Einaudi-Chiodo, rispondendo efficacemente alle necessità lavorative e produttive del territorio spezzino.

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