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Il grido dei docenti diplomati: "Siamo idonei solo quando serve" | Foto | Video

Una cinquantina di maestre hanno manifestato di fronte all'ex Provveditorato, mentre alcune colleghe sono andate a Roma. Nel mirino la sentenza del Consiglio di Stato che li estromette dalle Graduatorie a esaurimento.

300 i casi spezzini
Il grido dei docenti diplomati: "Siamo idonei solo quando serve"

La Spezia - "Vorremmo poter rispondere sì ai bambini che ci chiedono se saremo con loro anche il prossimo anno". I maestri e le maestre diplomati, colpiti dall'ultima sentenza del Consiglio di Stato che le esclude dalle Graduatorie a esaurimento, non ci stanno e protestano scendendo in piazza, alla Spezia come in tutta Italia. Di fronte al palazzo dell'ex Provveditorato a scioperare e manifestare questa mattina ce n'erano una cinquantina, con striscioni e slogan. Altre hanno lasciato il golfo ieri notte per raggiungere insieme alle colleghe liguri la Capitale, dove si è svolta la manifestazione nazionale.

"Alla Spezia in graduatoria, nella nostra condizione, siamo circa 300. Molte sono rimaste a casa a piangere. Siamo esasperate: ogni anno cambia qualcosa e il nostro ruolo viene sempre messo in discussione. Meritiamo un trattamento più dignitoso, invece - spiega Eleonora Fresco, portavoce del Coordinamento diplomati magistrale abilitati -, rimaniamo intrappolare in decisioni giuridiche che non fanno altro che creare caos".
L'ultima sentenza del Consiglio di Stato le bolla come non idonee, ma dalla loro hanno i pronunciamenti del Miur, dell'allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro, e dello stesso Consiglio di Stato.
"I giudici hanno smentito loro stessi e noi ora - chiedono - cosa dobbiamo pensare? Meritiamo più chiarezza, siamo stufe di essere sfruttate, economicamente e come esseri umani".
Dal 2015 gli insegnanti di ruolo sono stati inseriti nelle Graduatorie a esaurimento con riserva e ora, stando ai giudici, dovrebbero essere licenziati e retrocessi in quelle di istituto, nella seconda fascia. Eppure in Italia 2.000 dicenti oggi sono di ruolo grazie a un'altra sentenza definitiva. A rischiare di più, però, sono i 43mila insegnanti non di ruolo entrati nelle graduatorie e che ora pare debbano rimanere precari, senza il diritto a un contratto a tempo determinato.

"Ci costringono a fare corsi a pagamento, eppure tra di noi - proseguono - ci sono persone che lavorano da oltre 20 anni. Siamo abilitate a parlare con gli assistenti sociali, a trattare dati sensibili e a dare pareri che riguardano i bambini e che finiscono nelle aule di tribunale. Però ora, in compenso, non ci ritengono idonee ad avere un lavoro come gli altri. Siamo qualificate solamente quando conviene, siamo al teatro dell'assurdo".
Nella protesta ci finiscono anche il trattamento economico, i meccanismi attraverso i quali non vengono pagate talvolta le ferie di Natale e di Pasqua e ritardi con i quali i docenti precari ricevono i loro stipendi. Ma il problema più grande, oggi, è quello della permanenza nelle Graduatorie a esaurimento e il futuro del loro ruolo.
A livello nazionale si chiede una soluzione politica alla vicenda, visto che dall'incontro tra Miur e sindacati dei giorni scorsi è stata confermata l'impossibilità di entrare nel merito della decisione del Consiglio di Stato.
"Alcune di noi sono laureate, ma anni fa hanno scelto questo lavoro, che è una specie di vocazione. Come possiamo adesso cambiare strada, dopo tanti anni? Le scelte che abbiamo fatto in passato sono state fatte sulla base delle leggi che ci davano delle garanzie. Invece ora siamo sempre in bilico, attendiamo con ansia telefonate che ci confermino il posto di lavoro, sperando che prima o poi questo finisca, ma è come aspettare Godot".
Per alcune la protesta, prevista per tutto il giorno, deve terminare già in mattinata, costrette a rientrare a scuola dove i bambini attendono in classe.
"La situazione è questa. Non sappiamo nemmeno se faremo altri giorni di protesta, perché dobbiamo prima di tutto tenere conto dei bambini. Al primo posto ci sono loro".

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08/01/2018 - La protesta dei docenti diplomati alla Spezia


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