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Ultimo aggiornamento: Lunedì 29 Maggio - ore 23.52

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Il futuro non è scritto, Spezia Domani cerca la strada da percorrere

Centro Allende gremito per snocciolare le idee sul futuro della città. Bonatti: "Vogliamo essere il fuoco di questo territorio"

Il futuro non è scritto, Spezia Domani cerca la strada da percorrere

La Spezia - Il futuro riparte da i giovani per progettare la Spezia del domani. E' questo il fulcro di Spezia Domani che nella giornata di ieri si è riunito al Centro Allende per presentarsi ad un'ampia platea e discutere assieme ai professionisti per individuare la strada migliore su argomenti quali: lavoro, sanità, cultura, porto, turismo.
Il futuro è in mano ai giovani. Ogni relatore aveva a disposizione quattro minuti per "illuminare" la strada e fornire le piste per solcare il giusto sentiero, per ogni settore, con la possibilità di migliorarlo. "Noi vogliamo dare una risposta concreta - ha esordito Francesca Paganini - siamo giovani tutti under 35 e vogliamo contribuire alla crescita della città e vogliamo inserirci nel dibattito politico locale coinvolgendo il maggior numero di giovani. Il nostro target è dai 18 ai 35 anni e proseguiremo con nuovi incontri ed iniziative".

Spezia domani: "Un parco divertimenti nell'area Enel è un fallimento. Ad illustrare gli obiettivi di Spezia Domani è stato Giovanni Bonatti: "Noi siamo giovani, lavoratori, laureati, studenti e alcuni anche precari. Vogliamo essere il fuoco di questa città e vogliamo studiare ciò che ci circonda. E qualcosa lo abbiamo già fatto. Pensiamo ad esempio al dibattito sull'area Enel. E' stato chiesto a gran voce che l'area fosse valutata per un grande parco divertimenti. Dati alla mani abbiamo scoperto che quel settore ha una perdita di 25 milioni di euro all'anno e i suoi ricavi sono in calo. Sarebbe una strada pericolosa da seguire, senza contare che il clima spezzino non aiuterebbe. Ed è per questo che dunque ci troviamo in accordo con un'idea di utilizzo di quell'area che favorisca la logistica. Noi abbiamo studiato e vogliamo essere propositivi".

Fondi europei e scelte strategiche per il parlamentare e l'assessore. Tommaso Sbardella è il creatore del format e ha illustrato lo sviluppo del dibattito. Ogni ospite, come detto aveva a disposizione, quattro minuti per elencare cosa serve alla città per ripartire. Il primo passo, per tutti, è stato segnare gli obiettivi su una lavagna. Prima del timer il presidente dell'ordine dei giornalisti dell'ordine della Liguria ha intervistato il parlamentare europeo Brando Benifei e Luca Erba, assessore al turismo.
Per Erba uno degli obiettivi principali della città: "Deve essere la ricaduta occupazionale e lo sviluppo della logistica. Sull'Enel non si torna indietro, l'unica soluzione è mantenerlo come polo produttivo e non esiste cha al tavolo di confronto manchi Enel stessa. Poi bisogna puntare sull'Arsenale e far capire al Ministero che è strategico e una sua rivitalizzazione darebbe grandi risultati. Non è vero che i finanziamenti mancano, bisogna capire quale scelta politica c'è dietro. Un altro punto di sviluppo della città sono le crociere, con le quali dobbiamo giocarci tutto. La necessità primaria è una stazione degna di questo nome con la liberazione di Calata Paita. Non lo chiediamo noi, ce lo chiedono le compagnie".

Benifei si è concentrato sul rapporto territorio-Europa partendo da una constatazione: "Il problema è che qui come nel resto del paese non si partecipa ai bandi europei perchè in molti non sanno come si fa. Ed è per questo che creerò nel 2017 un team tutto spezzino per fare in modo di sapere come si accede. Ad esempio, anche sull'area Enel si potrebbero fare dei ragionamenti in questo senso. Come parlamentare europeo sono relatore del fondo garanzia giovani e in questo caso ci sono 170 milioni di euro di fondi da utilizzare, ma spesso sono fondi che vengono utilizzati poco e male".

Le primarie vanno difese ma... A chiudere il mini dibattito tra i due politici un passaggio sul centro sinistra e le possibili primarie in vista delle amministrative. "Noi siamo aperti a qualunque confronto - ha detto Erba - sappiamo che momento sta vivendo il centro sinistra. Sarà importante non demonizzare le primarie che vanno difese, ma allo stesso tempo serve fare un confronto serio. Iniziative come oggi possono farci uscire dal pantano".

Da movimento della generazione 2.0 non potevano mancare slide, smartphone e dirette sui social.

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