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Il concorso straordinario è uno schiaffo, i precari spezzini: "Stabilizzare unica strada" | Foto

Insegnanti e sindacati ricevuti dal Prefetto, come accade in decine di città in Italia: "Serve un percorso per titoli e per servizi". Boni, Precari Group: "Così se uno si prende il Covid non potrà partecipare..."

scuola nel caos
Il concorso straordinario è uno schiaffo, i precari spezzini: "Stabilizzare unica strada"

La Spezia - Come in altri capoluoghi d'Italia, anche alla Spezia si sono ritrovati davanti alla sede della Prefettura per dire che il prossimo concorso straordinario è uno schiaffo ai docenti precari che, a fatica, stanno iniziando a insegnare. A maggior ragione vista la situazione in cui siamo in cui è complicato fare pressoché tutto: studiare ma anche, e soprattutto, spostarsi per raggiungere il luogo dell'esame. Perché a conti fatti l'insegnante che ha il raffreddore, o deve rispettare un periodo di quarantena per la presenza di positivi in classe, non potrà partecipare allo scritto del 22 ottobre rischiando di perdere l'occasione agognata. In un centinaio sotto i portici di Via Vittorio Veneto, prima che una delegazione guadagni le scale del palazzo per incontrare il Prefetto Maria Luisa Inversini. Daniele Boni, portavoce "Precari Group La Spezia" centra il senso del sit-in odierno: "Il problema è che dopo dieci anni che si aspetta un concorso anche fosse una sola persona a non partecipare perché malata di Covid è un'ingiustizia. Contrariamente ad una situazione normale nella quale una persona, pur con l'influenza e magari la febbre a 40 o con una gomba rotta, può comunque presentarsi alla selezione, in questo caso ti impongono di non andarci. Giustamente, sia chiaro, però non è una scelta nostra. E non credo sia costituzionalmente valida una cosa del genere. Mi pare non ci sia la volontà di ascoltare gli altri. Tempo fa parlavo con il rappresentante nazionale degli studenti che, lo ha detto anche in tv, ha chiesto una tavola rotonda permanente alla ministra e lei ha detto che non le interessava..."

Presenti le sigle sindacali, con Giorgia Vallone, segretaria della Cgil Scuola, particolarmente impegnata in questo convulso periodo di ripartenza: "Proponiamo la stabilizzazione dei precari e che venga data dignità al lavoro di questi docenti che da anni lavorano nella scuola statale e che sono in possesso di tutti i titoli, culturali, di accesso e di servizio maturati sul campo. Serve un percorso per titoli e per servizi, il che non significa non riconoscere una selezione in entrata ma il loro percorso durante l'anno di formazione consentirà di essere valutati alla fine del periodo di prova per verificare se sono in grado di svolgere questa professione".

Anche alla Spezia d'altro canto i numeri sono significativi: parliamo di 5mila docenti iscritti alle graduatorie, che, al netto di tutto, siginifca a spanne non meno di 3mila docenti coinvolti. Così Paola Costamagna, delegata Cisl Scuola: "Da mesi non riusciamo ad essere ascoltati dal governo. La prova concorsuale è stata indetta per il 22 ottobre, poi 500mila candidati saranno impegnati nel concorsone. In una situazione di emergenza sanitaria fare spostare tutte queste persone per prove di concorso va al di là di ogni norma di sicurezza. Si mettono forse in conduizione possibili candidati a non poter partecipare qualora si trovassero in condizioni di quarantena". D'accordo anche Davide D'Ambrosio, coordinatore Uil Scuola La Spezia: "E' molto bello che ci sia tanta gente con noi. Convidiamo questa preoccupazione che abbiamo esposto fin dai primi momenti della pandemia. Non a caso si fece uno sciopero in tal senso a giugno. Avevamo previsto che i precari non sarebbero stati in cattedra il 1° settembre cosa che è puntualmente avvenuta e in questo momento in cui i trasporti sono un problema di sicurezza nazionale, vengono rese note le date e le sedi dei precari che non hanno scelto di andare a farlo in un altra regione ma le classi di concorso, specialmente quelle più piccole, sono state accorpate. Qualcuno dovrà andare lontano, persino a Viterbo e in Campania.

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