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Il cinipide arriva anche il Lunigiana, i timori di Coldiretti

arrivato dalla cina nel 2010
Il cinipide arriva anche il Lunigiana, i timori di Coldiretti

La Spezia - Il cinipide, l’insetto killer che arriva dalla Cina, torna a far paura in Lunigiana. A lanciare l’allarme è il Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione del Castagno e del Miele di Tresana. Una preoccupazione raccolta da Coldiretti, sempre in prima linea, che invoca la necessità urgente di attivare un tavolo tecnico dell’Unione dei Comuni per fare il punto e valutare le necessarie contromisure per scongiurare una nuova drammatica annata senza castagne e prodotti connessi. E’ di alcuni giorni fa la nota della Regione Toscana che confermava una recrudescenza degli attacchi del cinipide al castagno.

Arrivato dalla Cina intorno al 2010, il cinipide era stato contrastato per anni con l'immissione del suo antagonista naturale, anch'esso originario della Cina, il torymus sinensis. La lotta biologica, attivata con oltre un migliaio di lanci su gran parte del territorio regionale, aveva dato risultati molto positivi al punto che il cinipide era rientrato in una condizione di presenza minimale e stabile in equilibrio con l'antagonista appositamente immesso. “Chiediamo all’Unione dei Comuni – spiega Maurizio Fantini, Direttore Coldiretti Massa Carrara – di aprire con estrema rapidità un tavolo tecnico per verificare se anche sul territorio lunigianese in particolare, e come denunciato dal comitato anche a Tresana, ci sia stata una proliferazione inaspettata del cinipide. E’ necessario fare presto ed agire con rapidità perché siamo alla soglia di un momento della stagione molto importante per i castagni”. L’immissione dell’antagonista thorimus aveva contenuto, fino ad oggi, la presenza del cinipide riportando la produttività dei castagni a livelli accettabili. La sua ricomparsa mette nuovamente tutto in discussione: “questa sarà una battaglia di trincea – conclude Fantini – da portare avanti con grande pazienze, presenza e studi. La Toscana dei castanicoltori, degli apicoltori, della filiera corta e della ristorazione non si possono permetterci altre annate nere”.

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