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Il carcere una pena aggiuntiva? Se ne parla in Sala Dante

Ci saranno docenti e studiosi di diritto penitenziario e penale, avvocati e rappresentanti di associazioni e Onlus

Il carcere una pena aggiuntiva? Se ne parla in Sala Dante

La Spezia - Nel tempo dei diritti negati e del dibattito attualissimo sulle pene e sulla reclusione intesa come “soluzione unica” è opportuno, per quanti cedono nella Giustizia e nel Diritto, interrogarsi non solo sulle leggi ma anche sulla loro applicazione che prevede, in molti casi, la carcerazione fino all’ergastolo.
“Il dibattito non è nuovo e nasce già nel settecento ma è diventato, soprattutto negli ultimi decenni, uno degli indicatori della qualità dello “stato di diritto” e del livello di civiltà di un Paese. Così è soprattutto quando il carcere non sembra più una pena da scontare e diventa, per le sue caratteristiche e per le condizioni di chi vi è costretto, una pena aggiuntiva. Il carcere, si potrebbe dire, diventa un problema nel momento in cui viene presentato come una -rectius- la soluzione” dice Daniel Monni, anticipando i temi del convegno che si svolgerà il 22 marzo nella Sala Dante(Via Ugo Bassi,4) con inizio alle ore 15.30.
L’iniziativa è stata voluta dall’associazione Liberarsi onlus unitamente a Ristretti Orizzonti e dalla Comunità Papa Giovanni XXIII con uno scopo dichiarato: focalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica su un tema come il carcere e la carcerazione che illustri studiosi hanno definito “il lato più oscuro del diritto penale”.
Il carcere, come momento di espiazione che spesso si colloca al confine con una ulteriore “afflizione, è argomento dibattuto non solo fra gli studiosi del diritto e gli operatori della giustizia a tutti i livelli, ma anima anche il dibattito politico e sociale perché è esemplificativo dei principi ispiratori di indirizzi e scelte che prevedono la detenzione e la privazione di diritti individuali. Il convegno non sarà solo un’occasione aperta a tutti di approfondimento da un punto di vista giuridico e filosofico ma offrirà anche l’opportunità di ascoltare testimonianze dirette tanto di avvocati e penalisti quanto di chi il carcere lo ha vissuto nell’espiazione di una pena.
Il programma prevede interventi di Luca Bresciani (docente di Diritto Penitenziario e Procedura Penale presso l’Università di Pisa), Daniel Monni (studioso di diritto penale), Carmelo Musumeci (ergastolano che durante ha conseguito tre lauree ed è autore di diversi romanze e pubblicazioni), Pasquale Zagari (ergastolano), Ornella Favero (direttrice di Ristretti Orizzonti), Giuliano Capecchi (Presidente Associazione Liberarsi) e Nadia Bizzotto (Comunità Papa Giovanni XXIII).
Sarà l’occasione, per una intera Comunità, di riflettere sul come e perché il carcere ha iniziato ad essere un problema nel momento in cui è divenuto UNA o, meglio, LA soluzione e se sia realmente quel male necessario di cui non possiamo fare a meno e, proprio per questo, può essere un evento formativo, utile per tutti, compresi i giovani.
Nell’ambito del convegno sarà presentato il volume “Illuminato Fichera. La libertà nell’era del carcere” firmato da Daniel Monni e Carmelo Musumeci.

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