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Ultimo aggiornamento: Martedì 18 Settembre - ore 16.20

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I soci continuano a credere nel Polo, ora la partita della presidenza

Comune e Fondazione Carispezia hanno deliberato le loro (ricche) quote annuali a favore di Promostudi. Si attendono gli effetti dell'accordo di programma tra Unige e ministero della Difesa per sostituire i docenti che andranno in pensione a novembre.

I soci continuano a credere nel Polo, ora la partita della presidenza

La Spezia - Si tinge di rosa l'orizzonte del Polo universitario spezzino. Negli ultimi giorni, infatti, si registrano movimenti positivi tra Piazza Europa, Via Chiodo e Via dei Colli. E' notizia della scorsa settimana il lancio del bando per l'individuazione di un consigliere d'indirizzo da parte del Comune della Spezia, una pratica che dovrebbe portare a stretto giro di posta alla nomina del nuovo presidente di Promostudi, la fondazione che gestisce il Polo Marconi. La ricerca di un nuovo membro del consiglio di indirizzo, infatti, è connessa alla ricerca di una figura che vada a sostituire l'ormai ex presidente Giuseppe Bono, che ha lasciato l'incarico all'inizio di febbraio a causa dei numerosi impegni da amministratore delegato di un colosso come Fincantieri. E questo significherà porre fine alla fase di stallo che negli ultimi tempi sembrava (dall'esterno) aver attanagliato Promostudi.

Ma negli ultimi giorni per il polo spezzino sono arrivate importanti notizie anche grazie alle determine con le quali sono stati fatti gli stanziamenti delle quote annuali da parte dei soci che sostengono la maggior parte del peso finanziario dell'attività didattica e gestionale, ovvero la Fondazione Carispezia e il Comune.
Dall'ente di Via Chiodo, infatti, arriveranno per il 2018 la bellezza di 336mila euro alla voce "contributo ordinario" e 102mila alla voce "contributo straordinario". Somme che superano, seppur di poco, quelle elargite un anno fa. A questi si aggiungono i 370mila euro messi sul piatto dall'amministrazione comunale con un atto del 3 aprile. E presto arriveranno anche le quote dell'Università degli studi di Genova, di Confindustria, dell'Autorità di sistema portuale e della Camera di commercio. Nessuno dei soci nel corso degli incontri delle ultime settimane ha paventato difficoltà nel sostenere l'impegno preso e questo, dopo i chiari di luna di qualche anno fa, è di per sé una buona notizia.
I rumor che circolano in città, inoltre, vorrebbero diffuso l'orientamento da parte dei soci di allargare la compagine ad altre realtà la partecipazione alle fondazione universitaria. Anche perché nel prossimo futuro del Marconi ci sono appuntamenti e sfide di importanza vitale. Dalla nomina del nuovo presidente al trasferimento nella nova sede all'interno dell'ex ospedale militare Falcomatà.

Lo statuto di Promostudi prevede che il presidente sia espressione del Comune della Spezia e che la scelta ricadrà sul prossimo consigliere di indirizzo lo lascia intendere anche l'assessore all'Università e alla ricerca, Genziana Giacomelli, fresca della nomina a vicesindaco.
"Cerchiamo una persona competente, con esperienza nell'ambito nautico, anche perché dal punto di vista accademico dovrà occuparsi di corsi di laurea molto specifici. Ma ci sarà bisogno anche di doti gestionali. Si tratta di un ruolo senza emolumento - dichiara l'assessore a CDS - ma la speranza è che si candidino persone di alto profilo e che possano garantire una presenza e un impegno costanti, perché nel Polo universitario crediamo molto anche come risposta alla rivoluzione che investirà nei prossimi anni il mondo del lavoro".
La scarsa possibilità di seguire da vicino le questioni inerenti il Marconi è stato il motivo per cui Bono ha deciso di dimettersi dall'incarico, ma nel futuro le cose potrebbero essere differenti a livello di governance.
"C'è la possibilità di individuare un direttore - prosegue Giacomelli - ed è probabile che si vada in questa direzione per poter avere una persona che si occupa in maniera specifica dell'organizzazione".

Nell'ultimo anno le questioni, spesso spinose, relative alla didattica sono state affrontate dal professor Marco Ferrando, delegato del rettore dell'Università di Genova, Paolo Comanducci, per il funzionamento del polo spezzino.
"Rispetto alle problematiche denunciate un anno fa per la sopravvivenza dei corsi di Ingegneria Navale e Nautica e al turn over dei professori - spiega a CDS - riteniamo di poter trarre una boccata di ossigeno grazie al protocollo d'intesa siglato a luglio tra il nostro ateneo e il ministero della Difesa per la "collaborazione istituzionale in iniziative riguardanti programmi di ricerca, didattica e formazione nei settori dell'innovazione tecnologica di prodotto e di processo", che vede anche la partecipazione di Fincantieri per sostenere la creazione di personale che possa rafforzare l'ingegneria navale italiana. I frutti di questo accordo, che ha una valenza di tre anni, dovrebbero iniziare ad apprezzarsi già dal prossimo autunno, anche perché tre docenti che tengono corsi anche al Polo andranno in pensione nel mese di novembre".
Notizie positive anche in questo senso, dunque, anche se l'auspicio è che la misura straordinaria di intervento del ministero della Difesa trovi una prosecuzione strutturale con il coinvolgimento in prima persona del prossimo titolare del Miur, vero dicastero competente in materia universitaria.
Anche perché Navale a Genova e Nautica alla Spezia si stanno dimostrando corsi particolarmente in salute con, rispettivamente, 18 e 16 laureati magistrali nell'ultima sessione d'esame di marzo. E per tutti loro le porte del mondo del lavoro sono spalancate, come dimostrano i tassi di occupazione dei laureati nelle due discipline.
Ma alla Spezia, per concludere, si gioisce anche per il numero degli iscritti al primo anno del corso di laurea magistrale in Ingegneria Meccatronica: sono 26, al momento, e potrebbero aumentare nel corso del mese di aprile, toccando cifre decisamente confortanti.

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