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I due cinghiali contaminati per aver mangiato esche per i topi

E' la conclusione dell'Istituto zooprofilattico della Spezia: nessun avvelenamento volontario.

I due cinghiali contaminati per aver mangiato esche per i topi

La Spezia - Hanno con tutta probabilità mangiato delle esche per topi o direttamente un topo avvelenato. Sono queste le conclusioni degli scienziati dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Spezia sui due cinghiali, un maschio e una femmina, prelevati in zona Serg, all'interno del Parco di Montemarcello Magra, il 6 settembre scorso da aluni cacciatori. Nessun avvelenamento volontario dunque e neanche il pericolo che gli ungulati siano andati a cibarsi in una zona fortemente inquinata. I risultati degli esami effettuati dall’istituto erano infatti tutti negativi.
Non risultavano presenti metalli pesanti quali argento, alluminio, cobalto, manganese né tantomeno agenti virali quali epatite E e leptospirosi. Le uniche positività sono state riscontrate negli organi dell'esemplare femmina dove sono state riconosciute tracce di brodifacoum e bromadilione, elementi utilizzati legalmente esclusivamente nei rodenticidi. Il maschio, invece, presentava anomalie al fegato ed ai reni ma anche ai polmoni di ugual natura a quelli riscontrati nella femmina ma senza alcuna positività agli esami. l’Izs ipotizza, pertanto, che l’animale sia entrato in contatto con la sostanza, ma che abbia avuto modo e tempo di smaltirla.

Esche per topi sono piuttosto comuni - e il loro uso legale - nei pressi di magazzini e depositi alimentari. E’ probabile dunque che i due animali contaminati siano entrati in contatto con la sostanza avvicinandosi a aree sottoposte a derattizzazione. D'altra parte sia i cacciatori che i coadiutori devono essere formati per saper riconoscere le anomali che riscontrassero nei capi abbattuti: così è stato in questo caso e, come previsto dalla legge, i campioni sono stati consegnati all'Istituto zooprofilattico e all'Asl.
Nel corso degli anni sono stati organizzati numerosi corsi sia dall’Ambito territoriale caccia della Spezia sia dall’ex Provincia ed oggi dalla Regione. Tra questi il corso di “Rilevatore biometrie degli ungulati specializzato nel cinghiale” che forma l’operatore oltre che a rilevare i dati biometrici (peso, lunghezza ed età) anche ad effettuare una prima analisi dello stato sanitario del capo. In Liguria, attualmente vige il Piano di monitoraggio sanitario e attività di epidemio-sorveglianza della fauna selvatica nella Regione Liguri, che prevede i protocolli di monitoraggio ed analisi che devono essere applicati ai capi cacciati. Tra il 2015 ed il 2017 sono stati analizzati in Liguria 19001 campioni di organi di cinghiale e 5799 campioni di sangue e sono state eseguite in totale più di 23mila analisi.

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