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Ultimo aggiornamento: Lunedì 29 Maggio - ore 09.12

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Guerra totale su Scalinata Cernaia. Comitato, Effetto Spezia e M5s furenti

Per il comitato della storica scalinata, Effetto Spezia e Movimento cinque stelle il taglio degli alberi è circondato da menzogne e atti di prevaricazione.

Guerra totale su Scalinata Cernaia. Comitato, Effetto Spezia e M5s furenti

La Spezia - Un taglio impudente, un atto da serial killer e tante menzogne. Sono questi in breve i commenti giunti da comitati e rappresentanti politici in merito al taglio degli alberi di Scalinata Cernaia. La giunta ha sostenuto con forza che l'abbattimento fosse necessario a causa della malattie delle piante. Il Comitato della Cernaia, Effetto Spezia e Movimento cinque stelle non ci stanno e criticano con forza la scelta attuata in scalinata facendo riferimento anche alla perizia dell'agronomo Sani che però per i contestatori sarebbe stata strumentalizzata dalla giunta.
"La giunta vuole difendere l'indifendibile".Tra i primi ad intervenire il Comitato della Cernaia in una lettera firmata da Paolo Bracco, Irene Giacché, Mauro Maraschin, Paola Polito e Roberto Venturini.
"La Giunta nel voler difendere l’indifendibile taglio delle sophorae della Cernaia mostra al pubblico foto di ceppaie già da tempo mozzate o di alberi sventrati dalle ruspe dicendo che erano pericolanti e che i tecnici ne hanno deciso il taglio - si legge in una nota -. Ammesso che le valutazioni degli alberi si facciano con le foto, contro le fake news di Federici possiamo solo invitare i cittadini a guardare i video e le foto degli abbattimenti che girano in rete sui social, (si consiglia - se avete lo stomaco forte - in particolare quelli in cui 4 baldi operai, dotati di ruspa cingolata e due motoseghe combattono per mezza giornata con un albero senza riuscire a sradicarlo), tanto per farsi un’idea dell’urgenza e del “pericolo di caduta” delle piante ammazzate ieri dalla giunta Federici".
"Nella perizia di dicembre 2016 l’agronomo Sani - prosegue il comitato - , a seguito di sopralluogo, scrive riferendosi ai primi due alberi, che “gli scavi realizzati, per modalità di esecuzione, profondità di realizzazione e vicinanza alle piante presenti stanno determinando, sui due alberi fino ad oggi coinvolti, lesioni e danni radicali” e che pertanto “consiglia una radicale modifica delle modalità attuative dell’intervento in corso” oppure se si continua con questo progetto il “prezzo sarà la sostituzione integrale degli alberi”.
"Qual è stato dunque il problema - si legge nella nota -? Gli scavi per i sottoservizi (peraltro già esistenti in scalinata). Non il tubo della fognatura, reintubato con una tecnica da noi suggerita e che dunque non necessitava né di scavi, né di sostituzione, ma un nuovo tubo dell’acqua (15 cm di diametro) e impianti elettrici non rigidi e dunque “versatili” nella loro collocazione. Questo su una scalinata di 11 metri di larghezza. Nella foto si vede dove il Comune ha deciso di farli passare: accanto agli alberi, tagliandone le radici e facendoli diventare, così, pericolanti".
"Una decisione - si legge ancora -, questa, presa dai tecnici, contro la quale ci siamo battuti per 4 lunghi anni, spendendo nostre proprie risorse (le quali purtroppo includono, in qualità di contribuenti, anche i lauti stipendi dei tecnici e degli amministratori). Una decisione assurda che arreca alla Città un ingente danno economico oltreché ambientale. È il Comune che ha reso instabili i primi due alberi e ha tagliato anche gli altri per non deviare il nuovo percorso del tubo dell’acqua! Ma ammettiamo per un attimo che davvero gli alberi siano diventati pericolanti senza che c’entri per nulla l’assurdo progetto e i lavori di scavo del Comune. Pare una cosa normale che due interi filari di alberi di cui alcuni centenari, sopravvissuti alla guerra (ma non a Federici), due interi filari storici siano improvvisamente divenuti tutti “instabili”?"
"Se anche fosse attendibile la versione del Comune - spiegano ancora nella nota -, di chi è la responsabilità se un albero di proprietà pubblica viene definito “instabile” magari perché non curato o potato male? Dopo quattro anni di finta partecipazione con cui l’amministrazione si è riempita la bocca, additando il Comitato Cernaia addirittura come “modello”, ora improvvisamente “signori, si chiude” e, senza neanche avvisarci partono le motoseghe.
Così La Spezia perde uno dei suoi luoghi storici più belli per colpa di un intervento scriteriato che mette a rischio anche la futura crescita delle ripiantumazioni la cui crescita è in forse dato che dovranno convivere con un tubo piazzato proprio dove dovrebbero crescere le radici, oltreché con l’abbondante cemento versato in maniera scriteriata sulla scalinata".
"La giunta comunale su Cernaia, come in molte altre vicende, mente sapendo di mentire. Massimo Baldino Caratozzolo della Lista "Per la nostra città" e di Effetto Spezia va giù pesante su quanto avvenuto in scalinata Cernaia e in una nota definisce le parole da "serial killer" la giustificazione data dal Comune. "Mistifica i fatti - scrive Baldino, in modo seriale, esattamente come certi serial Killer, quando dice che le piante abbattute erano pericolose, citando in proposito la perizia del dottor Sani. Tale perizia infatti dice esattamente il contrario.
"Le piante giudicate pericolose erano già state abbattute a suo tempo (e ancora non ripiantumate) - scrive Baldino -. Quelle ancora in piedi erano state giudicate invece in discreto stato vegetativo e senza nessuna propensione alla caduta . Sani però, non avendo mai potuto vedere un progetto modificato che permettesse lavori compatibili con la sopravvivenza delle piante non ha di fatto potuto svolgere completamente il ruolo per il quale è stato pagato (con i nostri soldi) ovvero proprio quello di esprimere la compatibilità per l’appunto dei lavori con la salvaguardia degli alberi, tutelati da decreto della soprintendenza come il resto della scalinata. Sani nell’ultima perizia , quella strumentalmente usata per la distruzione di Cernaia afferma che continuando a lavorare con quel progetto che prevede il passaggio di tubature per servizi a pochi centimetri dall’apparato radicale delle piante, si renderà le piante instabili e quindi pericolose. Tradotto, per far comprendere tutti : Le piante tagliate non erano pericolose, ma lo sarebbero diventate per responsabilità del Comune, reo di non aver voluto sviluppare un progetto diverso da quello iniziale. Questa è l’unica verità evidenziata dalla documentazione , ogni altra chiave di lettura Federiciana (o di chi per lui) è pesantemente infondata".
Per Baldino "Un atto ignobile" "Quanto ai residenti - prosegue - , trovo normale che non vedano l’ora che i lavori su scalinata Cernaia procedano, visto che come per Piazza Verdi, si è usato la tecnica di lasciare un cantiere nel delirio per anni, invece che trovare immediatamente una soluzione ragionevole e partecipata mettendola in pratica. La giunta dunque racconta stupidaggini e mi piacerebbe a questo proposito capire come mai Federici su Cernaia non si sia consultato né con Mori, né con Ruggia. Non ne abbia parlato, prima di procedere, né con la Signora Cattani, né con l’ex consigliere Delfino. Insomma tutta gente “informata dei fatti” avendo partecipato a tutti gli incontri che il comitato Cernaia ha avuto con l’amministrazione. Personalmente questa ignobile vicenda mi ha ancora più convinto, dell’impellente necessità di applicare nel nostro comune la legge 190 /2012 riguardante la rotazione degli incarichi dei cosiddetti “funzionari apicali”. Gente che da troppi anni siede al solito posto e che ormai gestisce nel nostro comune un potere addirittura superiore a quello delle più importanti cariche politiche".

Il Movimento cinque stelle: "Siamo davanti ad un atto paramafioso". Ai commenti si aggiunge quello del Movimento cinque stelle in una nella quale viene fatto il paragone con un sistema malato da sdradicare. "Quello che si sta consumando in questi giorni sulla più bella scalinata storica della città non è solo un vergognoso blitz in stile “io so’ io e voi non siete un ca**o” da parte del Sindaco Massimo Federici e di tutta la sua Giunta - si legge in una nota- , ma soprattutto una delle ragioni più evidenti del perché sarà essenziale per il prossimo Sindaco della Spezia (che speriamo possa essere un Sindaco a 5 stelle) sradicare il sistema di potere locale. Esso, nei tanti anni di amministrazione mono-colore che questa città ha visto, ha fatto sì che trasversalmente si generasse un sistema che non esitiamo a definire paramafioso, reso ancora più odioso da una profonda opacità amministrativa. Tutto ciò rappresenta una appetibilissima porta di entrata per illegalità di ogni genere".

"Con lo scempio consumato alla Cernaia si sono disattesi accordi presi sia in sede di tavolo di concertazione sul verde, sia in sede di Commissione Consiliare - prosegue la nota -, oltre che in Consiglio Comunale. Il Regolamento del Verde è diventato carta straccia e la firma di un dirigente è bastata per portare mezzi meccanici sulla Cernaia, sradicare per sempre un pezzo di storia cittadina e sputare sul concetto di partecipazione con la quale le varie liste civetta a supporto del candidato Sindaco Manfredini (cfr. “A Sinistra”) si rifanno il trucco per gabbare qualche ingenuo elettore. Chiariamoci, l'ordinanza rientra nell'ordinaria amministrazione ma secondo noi non è adeguatamente motivata. In pratica si ravvisa una carenza di legittimità visto che la perizia sugli alberi non diceva che gli stessi fossero pericolanti ma che potevano diventarlo per il tipo di lavori svolti nella zona. E' un passaggio fondamentale".
" Ci preme sottolineare che già nel settembre 2014 chiedevamo - si legge ancora - , con un atto depositato in Consiglio Comunale, l’applicazione da parte dell’Amministrazione della normativa anticorruzione sulla rotazione dei dirigenti apicali. In Comune l’argomento della rotazione dei dirigenti sembra un vero tabù, eppure c’è una legge del 2012 che la impone e per motivi estremamente seri: infatti, a livello nazionale, l’immobilità dei dirigenti è stata individuata come una delle possibili cause della corruzione dell’Ente pubblico! Perché il Comune non applica la legge anticorruzione? Perché non viene effettuata la rotazione dei dirigenti apicali come previsto dalla legge? La partita della rotazione dei dirigenti apicali è una delle questioni meno conosciute dalla stragrande maggioranza degli spezzini ma è uno dei pilastri più ostinati sui quali si regge questo sistema di potere locale, ormai radicato e con vistosi “buchi neri” sui quali è dovere morale, oltre che spesso dettato da precise previsioni di legge, fare luce il prima possibile. Ma c’è di più: il vulnus descritto poco sopra ha generato negli anni una pericolosa commistione fra livello politico e burocratico".
Un circolo vizioso che va interrotto. Le proposte dei pentastellati. "Questa tendenza deve interrompersi e noi pensiamo di farlo attraverso queste chiare azioni politico-amministrative - concludono -. Programmeremo la rotazione dei dirigenti apicali inviando gli altri Dirigenti a corsi di formazione per poter consentire la suddetta rotazione (come previsto per legge). Azioneremo il controllo dei bilanci dei singoli settori, con verifica congruità spese (settori LLPP e Pubblica Istruzione in particolare) e riduzione degli appalti dati in affido diretto, senza gara, oggi in prevalenza. Garantiremo la massima trasparenza nelle nomine nei CDA delle partecipate e delle cariche a rilevanza pubblica. Inseriremo la figura del cosiddetto “cittadino controllore” nei CDA delle partecipate. Verrà fatta una revisione della gestione degli appalti, punteggio premiale oggettivo clausola etica di qualità che tendono a difendere le piccole e medie imprese locali".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Una foto-denuncia alla quale fa riferimento il comitato in difesa degli alberi della Cernaia


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