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Gli studenti spezzini immersi nel grande Mare della scienza

I centri di ricerca del territorio aprono le porte ai più giovani tra robot sottomarini, plancton e correnti. Natale: "Saranno la classe dirigente del futuro, devono conoscere le tematiche dell'ambiente".

Gli studenti spezzini immersi nel grande Mare della scienza

La Spezia - Quattro centri di ricerca, decine di studenti e una struttura di coordinamento per metterli assieme. Quello che nasce è "Un mare di scienza", che anche quest'anno ha portato i giovani spezzini quello che succede a due passi da casa loro, spesso all'insaputa dei loro stessi genitori. Il lavoro del Distretto ligure delle tecnologie marina, dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia di Porto Venere, dell'Istituto scienze marine del Cnr, del Centro di supporto e sperimentazione navale della Marina militare e dell'Enea di Santa Teresa è un qualcosa che "gli stessi spezzini conoscono solo parte - esordisce Fabio Giacomazzi del Labter del Comune - ma si tratta di centri di livello internazionale. Questo fa sì che un progetto simile poteva nascere solo nella nostra città".
Visita alle strutture, ai laboratori, contatto diretto con i ricercatori e gli scienziati e infine veri e propri esperimenti scientifici svolti dal vivo e in prima persona. Questa l'esperienza vissuta dagli studenti della scuola media e superiore, a loro volta diventati poi divulgatori presso i compagni. "Abbiamo potuto svolgere un'attività di peer education approfittando dell'alternanza scuola-lavoro - racconta Mascha Stroobant del Dltm - Tre ragazzi del Capellini-Sauro sono venuti al distretto e hanno costruito un piccolo Rov (un robot sottomarino, ndr) su progetto del Mit imparando nozioni di biologia marina preparando una lezione che hanno poi esposto a colleghi della terza media. L'esperienza si è conclusa con una lezione pratica in Passeggiata Morin, in cui abbiamo messo i robot in acqua e li abbiamo pilotati. Abbiamo simulato l'attività che compie un rov che vada a scattare fotografie per riconoscere le specie marine in un habitat. E quello della Morin si è dimostrato veramente molto ricco oltre ogni aspettativa".
"Grazia agli studenti del Fossati e del Pacinotti - spiega Silvia Merlino dell'Ismar-Cnr - abbiamo svolto un lavoro di raccolta e catalogazione dei rifiuti sulla spiaggia della Venere Azzurra. In due giorni un'attività che da sola mi avrebbe occupato forse due mesi. Questo la dice lunga sull'importanza di questo progetto, per gli studenti e per noi ricercatori".

"Noi abbiamo portato una quinta elementare e una prima media nei nostri laboratori - illustra Federica Pannaciulli dell'Enea - e abbiamo parlato dell'ambiente marino, del plancton e dei nutrimenti. Infine abbiamo fatto visita agli acquari, dove abbiamo mostrato gli esperimenti in corso. I ragazzi hanno fatto veramente decine di domande e speriamo che siano andati a casa portandosi dietro un pezzetto di scienza". Di certo è così per Giacomo Ghetti, uno degli studenti coinvolti: "Abbiamo scoperto che qui vicino a noi c'è un centro di ricerca molto interessante. Mi è piaciuto soprattutto il laboratorio dei nutrimenti... da grande non mi dispiacerebbe continuare a studiare la biologia".
"Noi invece ci occupiamo di geofisica marina e oceanografia - dice Marina Locritani dell'Ingv - Da noi sono venute due prime medie della Mazzini: prima hanno assistito a una presentazione che ha spiegato ai ragazzi le tematiche di ricerca su terremoti, vulcani e ambiente che sono il nostro pane quotidiano. In una seconda parte più ludica si sono cimentati con un memory composto di tessere che hanno ripreso gli argomenti di cui avevamo parlato prima". I vulcani hanno avuto grande successo come conferma Davide Amici: "Nella prima parte abbiamo sentito cose molto interessanti sui vulcani, i luoghi, le fonti e come sono strutturati. Poi abbiamo giocato, ma c'era tanta informazione e scienza unita al divertimento e abbiamo capito tante cose". "Da noi gli studenti hanno potuto fare una scoperta importante - spiega Roberta Talamoni del Cssn - ovvero capire che gli animali sono disturbati anche dall'inquinamento acustico e tutto ciò che facciamo in mare ha un impatto sull'ambiente. Abbiamo spiegato come il suono si propaga nell'acqua e le perturbazioni associate alla fauna. C'è stato veramente grande interesse".

A coordinare il progetto è l'assessorato all'Ambiente del Comune della Spezia e il Labter. "Ci teniamo molto perché riusciamo così a mettere a sistema strutture che sono all'avanguardia per il nostro Paese e che sono presenti l'una accanto all'altra nel nostro territorio. Sono presidi che possono dare una formazione importante ai nostri studenti e vorremmo far capire loro sin da giovani quanto siano importanti le buone pratiche per tutelare un ambiente così delicato. Vorremmo che quando i ragazzi e le ragazze vanno a fare una nuotata o a ammirare il paesaggio sottomarino con la maschera, abbiano coscienza di ciò che vedono. Loro saranno la classe dirigente del futuro e mi ha colpito come i più grandi siano diventati gli insegnanti dei più piccoli. Se poi con questo progetto troviamo gli scienziati del futuro, tanto meglio. Che dire, appuntamento al prossimo anno scolastico".

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