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Ultimo aggiornamento: Lunedì 08 Marzo - ore 22.14

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Gli ambientalisti: "Molo Italia valore storico: non si può raddrizzare"

Vas, Legambiente, Italia nostra e Coordinamento dei quartieri del Levante pronti a chiedere la tutela da parte della Soprintendenza: se ci fosse l'ok verrebbe bloccato il progetto di waterfront dell'Autorità portuale. Per la gioia di Palazzo Civico.

La Spezia - Gli ambientalisti spezzini danno manforte al Comune nel dibattito sul futuro del waterfront.
Secondo Vas (Verdi ambiente e società), Legambiente, Italia nostra e il Coordinamento dei quartieri del Levante, infatti, il Molo Italia non può essere raddrizzato, trattandosi di un bene dal valore storico e architettonico.
"Abbiamo raccolto la documentazione che dimostra che l'infrastruttura ha più di cento anni e pertanto ricade sotto la protezione della Soprintendenza ligure - afferma ai taccuini di CDS Franco Arbasetti, uno dei portavoce delle associazioni -. Il Molo Italia a nostro avviso non si può toccare".

Da fine 2015 tra Palazzo Civico e l'Autorità portuale è stato scavato un solco profondo, con il sindaco Massimo Federici e l'assessore alle Infrastrutture Cristiano Ruggia che, in pieno disaccordo con il disegno dell'Authority difeso a spada tratta dal presidente Lorenzo Forcieri, reputano inutile l'ampliamento e il raddrizzamento del Molo e ancora meno opportuna la realizzazione di un nuovo pennello che funga da doppio accosto per le navi da crociera e da piattaforma per la stazione marittima.
Ecco allora che la nuova iniziativa degli ambientalisti si va a innestare perfettamente nella vicenda, portando acqua al mulino della posizione tenuta da Federici e Ruggia: senza il raddrizzamento del Molo Italia le grandi navi passeggeri non avrebbero infatti lo spazio necessario per effettuare le manovre di accosto e salpamento dalle banchine del futuribile molo crociere.

"Il Molo Italia è stato bombardato durante la guerra ed è stato restaurato - sostiene Arbasetti - e lo possiamo dimostrare. Al di là di questo aspetto singolo, comunque molto importante, tra le due ipotesi sul tappeto preferiamo senza dubbio quella dell'amministrazione comunale, con la quale ci troviamo stranamente d'accordo. Presto porteremo i documenti a Genova, per ricevere il parere della Soprintendenza".
Il valore storico di un molo, le cui modifiche sono peraltro conditio sine qua non per la realizzazione della proposta progettuale dell'Autorità portuale, non è un "imprevisto" nuovo nella storia dell'applicazione del Piano regolatore portuale spezzino: negli anni scorsi Italia nostra aveva ottenuto il riconoscimento dell'importanza della conservazione del Molo Pagliari, riconosciuto come banchina di Exodus, l'ultimo lembo di terra della Porta di Sion toccato dalle navi che riportarono centinaia di ebrei verso la nuova patria. All'epoca la Soprintendenza aveva parlato di una struttura immodificabile, non impedendo però di realizzarle "intorno" la futura Marina del Levante. Se le prescrizioni per il Molo Italia dovessero essere le stesse diventa elevato il rischio di una marcia indietro obbligata per l'Authority.

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