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Gli Oss di Coopservice: "Solo noi rischiamo il posto di lavoro" | Foto

Presidio sotto il Comune dei 158 lavoratori della cooperativa che opera in appalto per Asl 5. I sindacati chiedono l'ampliamento delle assunzioni e la ricollocazione per quanti non passeranno le prove di un concorsom che in parte non è condiviso.

La Spezia - L'accesso al posto di lavoro in una struttura pubblica deve essere libero per tutti, ma loro, i 158 Oss di Coopservice sono gli unici a rischiare di rimanere disoccupati. E' questo l'aspetto maggiormente sottolineato dai lavoratori e dai sindacalisti che questa mattina si sono radunati per un presidio sotto Palazzo civico. Una manifestazione per chiedere di rivedere il bando di concorso approvato dalla dirigenza di Asl 5 e predisposto da Alisa in collaborazione con la Regione. Il dito è puntato contro chi amministra a livello locale e regionale e così né il sindaco della Spezia, né alcun membro della giunta sono scesi per solidarizzare con gli Oss o confrontarsi con loro. Un'assenza, quella del primo cittadino, che ha amareggiato molti dei presenti.

"Le nostre richieste sono ormai esaurite. La Regione non ha voluto inserire la distinzione tra l'esperienza maturata in ambito pubblico e quella nel comparto privato, un elemento che avrebbe offerto qualche garanzia in più a questi lavoratori che da anni e anni garantiscono il servizio per conto di Asl 5. Allora chiediamo che si preveda l'assunzione di 300 Oss, ovvero quelli che servirebbero per completare l'organico, e che la graduatoria resti così aperta per tre anni. Inoltre - dichiara Mirko Talamone, segretario provinciale di Fisascat Cisl - dopo il concorso sarà necessario ricollocare chi non riuscirà a passarlo e rimarrà senza lavoro. Peraltro l'assessore comunale Genziana Giacomelli la settimana scorsa ha dato ampia disponibilità per aprire un tavolo di regia in questo senso".

Il segretario provinciale della Uiltrasporti, Marco Furletti, ha illustrato le criticità rilevate dai sindacati nello schema di bando: "Nonostante lo avessimo chiesto ancora il 1° dicembre manca la distinzione di punteggio tra chi ha maturato esperienza nel pubblico e chi nel privato. Ci era stato promesso il nostro coinvolgimento nell'avvicinamento al concorso, invece non c'è stata nessuna interlocuzione. E la prova pratica doveva mirare a verificare la capacità di svolgere le attività proprie degli Oss, mentre nel bando si parla di informatica e lingua inglese".
I sindacati prevedono una grande partecipazione al concorso, proprio perché Asl ha già annunciato la necessità di andare oltre i 159 posti che saranno presto messi a bando. "Può ovviamente partecipare chiunque, provenendo da territori limitrofi e da strutture private, e più aspiranti ci sono maggiori sono le probabilità che qualcuno di questi lavoratori non riesco a mantenere il posto", ha aggiunto Daniele Lombardo, segretario provinciale di Fp Cgil.

Agli aspetti sociali si affiancano le problematiche organizzative del lavoro, secondo Luciana Tartarelli, segretario Fials.
"Corriamo il rischio - ha dichiarato a CDS - che restino a casa persone che conoscono la struttura ospedaliera e i comportamenti da tenere a menadito, soprattutto dopo quest'ultimo anno. Dove c'è una necessità di 300 Oss se si assumono persone che non hanno le dovute conoscenze i primi a rimetterci sono i pazienti. E tutto intorno c'è il silenzio drammatico della politica. Tutta Italia ha internalizzato il servizio svolto dagli Oss, forse La Spezia vuole restare tra le otto province che non l'hanno ancora fatto".

Quali sono le differenze tra operare nel comparto pubblico e quello privato lo ha spiegato Germano Avanzato, Oss di Coopservice con un passato da precario nel Servizio sanitario nazionale iniziato nel 2011.
"In ospedale si entra in area critica, si trattano codici rossi, si lavora in sala operatoria... tutte attività che non vengono minimamente previste in una Rsa. La valutazione della lingua inglese, vista la nostra età media, sarà uno scoglio non indifferente, così come le capacità informatiche, visto che a oggi ci è impedito di utilizzare computer e macchinari perché siamo lavoratori in appalto. Inoltre noi di Coopservice andremo alla prova pratica con il timore e l'ansia di perdere il posto di lavoro: saremo più soggetti a errore di chi lavora altrove e partecipa al concorso per cambiare occupazione.

A margine del gruppo di lavoratori e lavoratrici si sono presentati anche alcuni consiglieri comunali e alcuni esponenti di partito, come Jacopo Ricciardi per Rifondazione comunista e Paolo Putrino per Articolo uno.
"Siamo al fianco dei lavoratori anche oggi. Abbiamo condotto questa battaglia sin dall'inizio cercando soluzioni che non hanno trovato riscontro. Ora - hanno concluso Guido Melley, di Leali a Spezia, Federica Pecunia, di Italia viva, Massimo Caratozzolo, del gruppo misto, e Massimo Lombardi, di Spezia bene comune -siamo alle prese con un bando che deve fare in modo di tutelare questi lavoratori e per questo servono punteggi diversi e l'allargamento della platea degli Oss da inserire in graduatoria. Chiediamo anche che il Comune mantenga l'impegno preso di convocare un tavolo tra le parti per non far perdere il lavoro a 158 donne e uomini. Tutto è in mano alla Regione".

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