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Giovani e spezzini, esportano la focaccia (a colazione) a Cartagena

Andrea Del Tufo e Andrea Angeletti hanno da poco aperto la focacceria "5 Terre" nel sud della Spagna: "Qua avviare un'attività è più facile che in Italia. Speriamo di riuscire presto a insegnare ai murciani a inzuppare il triangolo nel cappuccino".

Giovani e spezzini, esportano la focaccia (a colazione) a Cartagena

La Spezia - In tre mesi hanno aperto la loro focaccieria, grazie a una grandissima voglia di farcela e a un percorso burocratico snello. Andrea e Andrea, amici da una vita e ora soci in affari, sono infatti solo una piccolissima parte, cento per cento spezzina, dei giovani che per realizzare il loro sogno lasciano l'Italia. Loro hanno scelto Cartagena, Murcia, Spagna meridionale. Per tutta una serie di motivi. Ma non hanno certo dimenticato le loro origini, anzi. Le hanno scelte come nome della loro attività: "5 Terre", focacceria, pizzeria, desayunos (che, in spagnolo, significa colazioni).
Andrea Del Tufo e Andrea Angeletti, di 24 e 26 anni, sono nati e cresciuti alla Spezia. E ci hanno vissuto sino alla fine dell'estate. Ora la loro vita è cambiata.

Perché avete scelto proprio Cartagena?
"La nostra - spiega Del Tufo - è una storia un po' particolare. Siamo finiti qua perché mia madre è nata qui e ci ha trascorso l'infanzia, finché non ha conosciuto mio padre che l'ha portata alla Spezia. Fin da piccolo ho passato gli inverni a Pegazzano a fantasticare con gli amici, compreso il mio attuale socio, sul fatto che un giorno saremmo partiti per chissà quale Paese ad aprire una focacceria. Le estati in vacanza scorrevano dai miei parenti spagnoli, in questa città che è molto simile a Spezia: il porto, il mare... Dopo un'estate intera di discorsi e ricerche abbiamo trovato il posto che faceva per noi nella via principale della città e il 7 settembre siamo atterrati ad Alicante carichi di ambizioni, idee e la giusta paura".

Un sogno coltivato per anni, ma perché proprio una focacceria?
"Il mio socio fa questo lavoro da dieci anni e io ho cambiato una decina di lavori senza mai trovarne uno che mi desse il minimo di stabilità per potermi rendere indipendente: contratti imbarazzanti, paghe penose... Abbiamo anche provato a parlare con banche e proprietari di fondi anche nella nostra città ma purtroppo il nostro Paese non dà spazio a giovani con idee e ambizioni, se non dispongono di grosse quantità di denaro o se sono praticamente nessuno, quindi siamo stati costretti a cambiare Paese per poter realizzare quello che sognavamo di fare. Invece il 7 dicembre, tre mesi esatti dopo il nostro arrivo, abbiamo aperto la nostra focacceria riuscendo a fare i lavori, ad acquistare il materiale e sbrigando la burocrazia varia.

Come mai questo nome? Solamente affetto per le coste nostrane o anche un po' di sano marketing?
"'5 Terre focacceria', prima di tutto per un discorso affettivo poiché siamo molto legati alla nostra terra. Poi perché ci ha aiutato molto nell'arredamento del locale: lo abbiamo tappezzato di quadri e foto. Manarola in prima piano è un bel colpo d'occhio e noi lo sappiamo bene.
Siamo molto contenti quando troviamo persone di qui, o turisti che entrano nel locale a mangiare la focaccia dicendoci che l'avevano già provata proprio alle Cinque Terre e che è come ritornare lì per un attimo mentre la mangiano".

A Cartagena ci sono molti turisti, magari anche italiani? Ne servite molti?
"Non ci aspettavamo che avremmo trovato così tanti italiani, dobbiamo essere sinceri. Come dicevo qui c'è un un porto ed è una città universitaria, quindi ecco spiegato il perché. Ma sono davvero tanti: ormai la chiamano 'l'ambasciata italiana'... Questo ovviamente ci riempie di orgoglio e ci fa sentire un po' a casa".

Quali sono i vostri cavalli di battaglia? E quali i prodotti preferiti dagli spagnoli?
"Ci aspettavamo di vendere più pizza che focaccia, ovviamente: la gente mangia quello che è più abituata a mangiare. Ma piano piano siamo convinti che riusciremo a far mangiare un triangolo inzuppato nel cappuccino anche ai murciani".

Cosa portereste della Spezia a Barcellona e cosa di Barcellona alla Spezia?
"Da Cartagena alla Spezia porterei la gente, il loro modo di essere, di vivere la vita e la loro gentilezza. Qui, visto che la focaccia l'abbiamo già portata, porterei i ravioli, i panigacci, il caffè espresso (senza doverlo specificare ogni volta) e tutti i miei amici".

Trascorrerete le feste in Spagna o ritornerete a casa per qualche giorno?
"Le feste le faremo qui perché abbiamo aperto ora e siamo in centro, non possiamo proprio chiudere. Però un piccolo passo a Spezia contiamo di farlo il più presto possibile, anche perché sono quasi quattro mesi che manchiamo e non essendoci abituati ne sentiamo molto la mancanza".

Grazie, Andrea. In bocca al lupo.
"Grazie a voi. E permettetemi di dedicare un pensiero al mio socio e amico di una vita Andrea, che è riuscito a fare un prodotto buonissimo e mi sta insegnando un mestiere, e a Giorgia, la mia ragazza da due anni e mezzo, che dopo un po' di indecisione iniziale si è lanciata con me in questa avventura e mi sta dando tantissimo supporto, morale e lavorativo. Spero che la nostra esperienza sia per i più giovani un messaggio che li sproni a partire e a realizzare i propri sogni".

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