Città della Spezia Liguria News Genova Post Città della Spezia La Voce Apuana
LA REDAZIONE
Telefono redazione La Spezia 0187 1852605
Fax redazione La Spezia 0187 1852515
PUBBLICITA'
Telefono pubblicita La Spezia 0187 1952682

Ultimo aggiornamento: Sabato 23 Marzo - ore 13.53

Facebook Città della Spezia Twitter Città della Spezia Instagram Città della Spezia

Furletti e Quber portano il caso di Teresa alla ribalta nazionale

Il segretario provinciale della Uiltrasporti e l'avvocato della lavoratice licenziata sono determinati a ricorrere sul piano giuridico, a muoversi su quello politico e a far interrompere i rapporti sindacali nazionali con Iren.

Pronti a tutto
Furletti e Quber portano il caso di Teresa alla ribalta nazionale

La Spezia - La sentenza dell'altro giorno non ha messo la parola fine sulla vicenda di Teresa, la lavoratrice di Acam Ambiente licenziata per aver ritirato alcune cassette di plastica da un utente nel giorno del secco e aver ricevuto due banane. La segnalazione dell'accaduto era stata effettuata dall'assessore all'Ambiente del Comune della Spezia, Kristopher Casati, e dal presidente di Acam Ambiente, Gianluigi Pagliari.
Il Tribunale del lavoro ha stabilito che il licenziamento è stato illegittimo, ma non ha decretato la riassunzione, applicando quanto previsto dalla legge e condannando l'azienda al pagamento di 21 mensilità. Un paradosso che porterà il caso alla ribalta nazionale.

"Ribadiamo la nostra forte polemica nei confronti di quanto accaduto - afferma l'avvocato della lavoratrice, Roberto Quber -. Non ce l'abbiamo con la magistratura, la sentenza è al 90 per cento condivisibile, ma siamo fermamente contrari a questa norma e riteniamo che il comportamento di una azienda pubblica dovrebbe essere di maggiore sensibilità verso una lavoratrice licenziata in maniera illegittima, reintegrandola al lavoro invece di essere la prima ad applicare questa legge paradossale nella provincia spezzina".
Come detto, però, tanto l'avvocato Quber, quanto Marco Furletti, segretario provinciale Uiltrasporti, non si fermano al commento della sentenza e annunciano una serie di iniziative che si svolgeranno nelle prossime settimane, di stampo sindacale e giuridico, ma anche dalla valenza politica.
"Ricorreremo contro questa sentenza, a vari livelli. Ma più di tutto - prosegue Quber - ci impegneremo affinché questa normativa venga modificata. Siamo di fronte a una legge paradossale secondo la quale un lavoratore può essere licenziato anche per fatto lieve, l'unica cosa che conta al momento dell'impugnazione è la sussistenza del fatto, non la gravità. Secondo il legislatore per evitare che questo accada nei contratti collettivi nazionali dovrebbero essere scritte tutte le fattispecie che non presuppongono il licenziamento. Ma non è così. Il contratto secondario di Acam Ambiente afferma che per violazioni lievi si può essere licenziati solamente se negli ultimi due anni si sono verificati quattro richiami e 20 giorni di sospensione, oppure direttamente per furto, condotta di stampo mafioso e essere arrivati alle vie di fatto in azienda. Teresa non rientra in nessuno di questi casi, ma questo non viene tenuto in considerazione dalla legge: quello che conta è il contratto collettivo nazionale. Se questo è l'andazzo i prossimi contratti collettivi saranno dei mattoni... Inoltre, sempre sul piano giuridico, chiederemo di comparire di fronte alla Corte costituzionale perché crediamo che non sia rispettato il principio di uguaglianza di fronte alla legge: situazioni e comportamenti diversi non possono essere puniti nella stessa maniera".

Sul piano politico Quber e Furletti scriveranno al presidente del consiglio Conte, ai due vice premier Salvini e Di Maio (che è anche ministro del Lavoro), ai presidenti di Camera e Senato e ai presidenti delle commissioni Lavori delle Camere. "Tutti loro devono avere piena consapevolezza di che cosa significa questa legge: anche solo per 5 minuti di ritardo si può essere licenziati senza possibilità di reintegro. Faremo l'impossibile per rappresentare questa situazione. Sperando che questo governo voglia cambiare questa legge".
Inoltre saranno organizzate due assemblee con esperti di diritto del lavoro, una alla Spezia e una a Parma, per illustrare le storture della legge.

Ma nel mirino c'è anche il comportamento di Acam Ambiente e del gruppo Iren. "Faremo un esposto alla procura della Corte dei conti perché chi ha licenziato in modo illegittimo, pur avendo gli strumenti per saperlo, renda conto del pagamento di oltre 40mila euro al quale il giudice ha condannato l'azienda. A nostro avviso - aggiunge ancora Quber - è una spesa illegittima. In una società privata sarebbero affari dei soci, ma noi parliamo di una azienda pubblica. E questo costo non deve ricadere sugli utenti. Non possono pagare solo quelli che prendono due banane, che lo facciano anche i vertici di Acam Ambiente, colpevoli di aver licenziato illegittimamente una donna".
L'opera di sensibilizzazione coinvolgerà anche i principali azionisti del gruppo Iren. "Chiederemo un incontro ai sindaci affinché intervengano per una onesta retromarcia della società: scriveremo a Pierluigi Peracchini, Federico Pizzarotti, Chiara Appendino e Marco Bucci per esercitare una forma di pressione sociale che porti a recuperare un po' di buonsenso e sensibilità".

"C'è un clima di preoccupazione generalizzato - ha spiegato Furletti - non nella sola Acam Ambiente, ma in tutte le aziende. L'interpretazione data rende il codice disciplinare carta straccia e sappiamo bene che nessun contratto collettivo contempla le fattispecie per le quali non si è licenziati. Il 13 marzo ci sarà un incontro tra le segreterie territoriali di categoria e le Rsu per avviare un percorso di lotta e mobilitazione. Nei prossimi giorni sarò presente a un incontro tra i vertici Iren e le segreterie nazionali su temi generali. In quella sede la Uiltrasporti si dirà pronta a interrompere le relazioni sindacali nazionali se non ci sarà un ripensamento da parte del gruppo".

Furletti conclude ricordando "a chi oggi si trova al governo - riferendosi al Movimento cinque stelle - di essersi speso in campagna elettorale per la modifica dell'articolo 18".
"A Peracchini - ha concluso il segretario della Uiltrasporti - chiedo invece di togliere le deleghe a Casati e di fare pressione affinché sia revocato l'incarico di presidenza a Pagliari, che peraltro è pensionato. Sono loro i responsabili morali del licenziamento di una ragazza con problemi di salute, due figli a carico e un marito rimasto senza lavoro".

© RIPRODUZIONE RISERVATA


Notizie La Spezia









































Testata giornalistica iscritta al Registro Stampe del Tribunale della Spezia. RAA 59/04, Conc 5376, Reg. Sp 8/04.
Direttore responsabile: Fabio Lugarini.
Contatta la redazione

Privacy e Cookie Policy

Per la tua pubblicità su Cittadellaspezia sfoglia la brochure

Liguria News