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Furletti: "Respinto un riconoscimento economico. Ma che fine ha fatto la commissione?"

Il segretario della Uiltrasporti: "Se non ci saranno passi in avanti da parte dell'azienda saremo pronti allo sciopero. Obiettivo promario è il reinserimento della lavoratrice".

Licenziamento in Acam Ambiente
Furletti: "Respinto un riconoscimento economico. Ma che fine ha fatto la commissione?"

La Spezia - Si arricchisce di un nuovo capitolo la vicenda del licenziamento della lavoratrice di Acam Ambiente per la quale i colleghi hanno aperto lo stato di agitazione. Al centro della protesta ci sono le modalità con le quali la donna è stata segnalata ai vertici aziendali - da parte dell'assessore all'Ambiente Kristopher Casati e del presidente della società Gianluigi Pagliari, mentre si trovavano al lavoro per conto di Acam Spa - e l'entità della pena con la quale è stata punita, ovvero il licenziamento senza preavviso.

A spiegare illustrare l'ultimo tassello del puzzle è Marco Furletti, segretario provinciale di Uiltrasporti, la sigla che rappresenta la lavoratrice insieme all'avvocato Roberto Quber.
"E' giunta al nostro legale una proposta dei legali di Iren di un riconoscimento economico alla lavoratrice in cambio alla rinuncia dell'impugnazione del licenziamento. L'abbiamo rigettata in quanto siamo fermamente convinti, noi e il nostro legale, che questo licenziamento sia illegittimo e privo di giusta causa. Ovviamente se non ci saranno passi in avanti da parte dell'azienda, il 16 ottobre in prefettura daremo corso allo stato di agitazione attraverso la proclamazione dello sciopero".
Il muro contro muro, dunque, prosegue. E oggi non coinvolge più solamente i lavoratori e l'azienda. "Spero che sia un percorso condiviso anche da parte delle altre organizzazioni sindacali, fermo restando che qualora nei prossimi giorni fosse impedita la convocazione della commissione comunale che era stata preannunciata, come Uiltrasporti saremo al fianco di tutti coloro che intraprenderanno azioni di carattere politico nei confronti di chi sta impedendo che emerga la verità sui ruoli di chi si è reso responsabile del licenziamento della lavoratrice. Il nostro non è uno schierarsi politicamente ma è una posizione che, sgombra da condizionamenti politici, ha come obiettivo prioritario il reinserimento della lavoratrice in Acam Ambiente".

Il riferimento è alla commissione Controllo e garanzia di cui la presidente Dina Nobili aveva preannunciato la convocazione per l'audizione dei vertici aziendali, al termine della seduta della scorsa settimana.
"A che punto siamo? Tutto tace? Non vorremmo che alla luce dell'andamento della seduta, in cui qualche consigliere di maggioranza ha posto questioni sulla legittimità e la competenza della commissione, che tutto fosse fatto ad arte per fare in modo che su questa vicenda cali il silenzio. Pretendiamo, come Uiltrasporti e a nome dei lavoratori di Acam Ambiente, che la questione venga affrontata con chiarezza e trasparenza. Casati e Pagliari, così come sono stati tempestivi nel segnalare alla direzione aziendale quanto avevano riscontrato, anche se fornendo una versione del tutto opposta a come si sono svolti i fatti, dovrebbero avere la coerenza e il coraggio di presentarsi di fronte alla commissione, visto che ricoprono ruoli istituzionali. Probabilmente - prosegue Furletti - non sanno quali risposte dare ai commissari, è evidente che il loro comportamento e le funzioni che stavano svolgendo non erano previste dal loro mansionario aziendale. Capisco l'imbarazzo ma per rispetto nei confronti non solo dei lavoratori di Acam Ambiente, ma di tutta la cittadinanza e nel loro stesso interesse, devono chiarire la loro posizione una volta per tutte. Altrimenti sarebbe opportuno che rinunciassero agli incarichi che ricoprono. Mi pare che si cerchi in tutti i modi di evitare questa assise".

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