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Ultimo aggiornamento: Venerdì 25 Settembre - ore 23.56

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Funghi che passione, ma occhio a dove mettete i piedi e alle regole di raccolta

Settembre è il mese per eccellenza: Val di Vara e Lunigiana le zone più frequentate. Ma attenzione alle quantità e ai tesserini dove sono richiesti e se non siete sicuri ci sono gli uffici dell'Asl5. Norme per raccogliere e consumarli in sicurezza.

"non andate da soli"
Funghi che passione, ma occhio a dove mettete i piedi e alle regole di raccolta

La Spezia - Dopo il secco dell’estate, riparte seppur un po’ in sordina la stagione dei funghi. Le zone cult di raccolto, i boschi della Val di Vara e della Lunigiana su tutte, sono pronte ad "ospitare" i cercatori secondo i regolamenti vigenti. I funghi, come ben sappiamo, sono alimenti altamente deperibili ed occorre consumarli in breve tempo dopo la raccolta. Da una parte c'è dunque il rispetto dei luoghi dove nascono, dall'altra la necessità di sicurezza: per la ricerca si consiglia di non andare in solitudine, visti i tanti episodi di cronaca che vi raccontiamo ogni anno; per il consumo: cadere in errore infatti è molto facile ed è per questo che ci sono gli ispettorati micologici, centri di controllo a disposizione degli utenti.

Norme per raccogliere.
Devono essere raccolti esemplari interi e completi di tutte le parti necessarie per l’identificazione. Ogni persona non può raccogliere più di 3Kg di funghi al giorno escluso i “ chiodini” Armillaria Mellea (L.R. 17/2014). E' vietato usare rastrelli o attrezzi che possono danneggiare il terreno, per trasporto buste di plastica o contenitori stagni. Vietato raccogliere l’amanita cesarea allo stato di ovulo chiuso. E' naturalmente vietato raccogliere senza tesserino autorizzativo dove richiesto, in tutte le aree vietate segnalate, nelle aree urbane a verde pubblico, nelle aree industriali e nelle ex
discariche.

Decalogo per raccogliere funghi in sicurezza
1) Raccogliere solo funghi di cui si è assolutamente certi della commestibilità e, nel dubbio, fare ispezionare il proprio raccolto presso gli ispettorati micologici presenti in ogni Asl.
2) Ricordare che non esistono metodi “casalinghi” per il riconoscimento di un fungo velenoso. Per esempio è una falsa credenza che aglio, argento o prezzemolo se anneriti o ingialliti dal contatto con il fungo ne rivelano la tossicità)
3) Non fidarsi di un riconoscimento effettuato tramite un libro o addirittura una app: specie commestibili e specie velenose possono essere molto simili.
4) Non consumare funghi in quantità abbondanti o in pasti ravvicinati.
5) Donne in gravidanza, anziani e bambini piccoli dovrebbero astenersi dal consumo di funghi raccolti non controllati: lavanda gastrica e trattamenti invasivi in queste categorie possono risultare particolarmente rischiosi da effettuare.
6) Indipendentemente dall’intensità, dalla durata e da quando si manifestano i sintomi (subito o dopo alcune ore), se dopo aver mangiato funghi si sta male bisogna sempre recarsi al Pronto Soccorso, portando eventuali avanzi del pasto. 7) Cercare di gestire la situazione a casa, assumendo farmaci per ridurre vomito e diarrea, può voler dire rischiare la vita.
8) Preferire un buon paio di scarponi da montagna anche su terreni apparentemente poco impegnativi, evitando di indossare stivali di gomma.
9) Anche se i cercatori di funghi sono spesso solitari, considerare che in mancanza di compagni anche un piccolo incidente può determinare situazioni difficili.
10) Utile può essere quindi il cellulare, anche se sono ancora frequenti le aree “senza campo”. Buona regola è anche comunicare a familiari o conoscenti il luogo e il percorso che s’intende seguire, non variarlo, e avvisare dell’avvenuto rientro. Solo così, in caso di mancato rientro ci sarà qualcuno che potrà dare l’allarme.
E se ci si smarrisce, non farsi prendere dal panico e tornare sui propri passi. Può essere utile portarsi uno zainetto con un piccolo kit di pronto soccorso (cerotto, disinfettante, garza sterile e benda elastica), un coltello multiuso, un maglione, una giacca impermeabile e antivento, un telo termico (foglio leggero di materiale plastico alluminizzato), una pila frontale, cibo e soprattutto bevande di ristoro. Con poco peso sulle spalle si è in grado di risolvere molti problemi.

Autorizzazione alla raccolta.
La raccolta dei funghi è libera nei boschi naturali e nei terreni incolti di qualsiasi natura ma Comuni, Parchi, Consorzi possono adottare regolamenti per la raccolta (zone, giorni e tesserini autorizzativi): è dunque importante, anzi fondamentale, informarsi prima della raccolta.

Come mangiarli.
Pulire e cucinare i funghi attenendosi alle indicazioni del Micologo (eliminazione di gambi e cuticola, tempi di cottura,
sbollentatura, ecc..) senza abusarne, evitando di somministrare a donne in gravidanza e bambini. Provvedere alla cottura, alla conservazione o all’essiccazione solo dopo una sicura identificazione. Non disfarsi immediatamente degli scarti di ripulitura e tenere sempre a disposizione eventuali avanzi dei funghi consumati per accertamenti più approfonditi.

Alla Spezia.
L'Ispettorato Micologo è in Via Fiume n. 137 1° Piano (Tel. 0187 534529 e Fax 0187534540) e opera funzione di consulenza a privati raccoglitori per autoconsumo (da settembre a novembre): dal lunedì al venerdì dalle 7,45 alle 8,15. Per quanto concerne la certificazione di funghi destinati al commercio: dal lunedì al venerdì dalle 7 alle 7,30 presso gli operatori commerciali o luogo concordato. Orari e giorni diversi: su appuntamento (0187 534529). Preparazione all'esame di idoneità all'identificazione di specie fungine: su appuntamento (0187 534529).

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