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Ultimo aggiornamento: Martedì 24 Aprile - ore 19.57

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Fra i "Comuni rinnovabili" spezzini brilla solo Varese Ligure

Nel rapporto di Legambiente la nostra provincia è ultima in Liguria sia per potenza da fonti rinnovabili installate che per produzione di energia. Il Comune della Val di Vara è fra i primi tre che rispondono meglio al fabbisogno del territorio.

si salva solo la capitale del biologico
Fra i "Comuni rinnovabili" spezzini brilla solo Varese Ligure

La Spezia - In Liguria negli ultimi anni la crescita delle energie rinnovabili è stata significativa sia per quanto riguarda la potenza installata che per la produzione di energia, anche se il loro peso si attesta al di sotto della media nazionale. Oggi il 8,9% del totale dei consumi complessivi di energia è coperta da fonti rinnovabili, grazie ai 7.811 impianti diffusi nel 100% dei comuni. Un dato significativo è quello della crescita nella produzione del solare fotovoltaico (+856%) passato da circa 10,8 GWh/anno del 2010 ai 103,2 GWh/anno del 2016 e che si conferma la tecnologia più diffusa in termini numerici con il 98,3% degli impianti, seguita dall'idroelettrico con l’1% e dall'eolico e alimentati da biomasse. In termini di produzione è però l’idroelettrico a fornire il maggior contributo di energia elettrica con il 39,8% del totale prodotto da fonti rinnovabili, seguito dall'eolico con il 23,6% e dal solare fotovoltaico con il 18,7%.
È questo in sintesi il quadro che emerge dall’edizione regionale del rapporto “Comuni Rinnovabili” di Legambiente, realizzato grazie al contributo di Enel Greenpower, e presentato nei giorni scorsi a Savona in occasione dell’arrivo in città del Treno Verde, il convoglio ambientalista di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, realizzato con la partecipazione del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare che sta viaggiando lungo i binari d’Italia proprio per chiedere all’Europa e all’Italia maggiori impegni nel Pacchetto Energia e Clima 2030 e traghettare così il nostro Paese verso la totale decarbonizzazione del proprio sistema energetico.

Alla presentazione del rapporto hanno partecipato - con l'introduzione di Stefania Pesce, Segreteria Legambiente Liguria - Davide Sabbadin, Portavoce Treno Verde, Caterina Mordeglia, Vicesindaco e Assessore Ambiente di Celle Ligure, Enrica Bonorino, Responsabile Servizio Lavori Pubblici, Manutentivi e Ambiente Comune di Celle Ligure, Stefano Bracco, ricercatore universitario presso Università degli Studi di Genova, Paola Laiolo, collaboratrice scientifica presso Università degli Studi di Genova.

“Per raggiungere gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili al 2030 e di decarbonizzazione al 2050 è necessario che queste tecnologie tornino a svolgere nel nostro Paese un ruolo primario – ha dichiarato Davide Sabbadin, portavoce del Trenoverde - superando per prima cosa le barriere che incontrano famiglie, condomini e imprese nell’autoproduzione e nella distribuzione locale di energia prodotta da fonti rinnovabili. Anche in Liguria è necessario aggiornare il piano regionale per promuovere attivamente autoproduzione ed efficienza energetica nei territori. Le rinnovabili hanno dimostrato in questi anni di essere in grado di portare benefici diretti ambientali ed economici. Abbiamo bisogno oggi di scelte ambiziose e lungimiranti, per arrivare a sviluppare un sistema democratico, pulito ed efficiente”.

Tornando ai dati del rapporto, la maggior potenza da fonti rinnovabili installata è presente nella provincia di Savona con 97,6 MW complessivi, seguita da Genova (93,1 MW), Imperia (51,8 MW) e La Spezia (31,6 MW). In termini di produzione di energia è sempre la provincia di Genova (211,5 GWh/anno) a fornire il maggior contributo da fonti rinnovabili - con idroelettrico a giocare il ruolo da protagonista con 117,4 GWh/anno - seguita da Savona con (193 GWh/anno), Imperia (116,6 GWh/anno) e La Spezia (37,9 Gwh/anno).

“E’ necessario affiancare al Piano Energetico Ambientale Regionale un ambizioso Piano Clima per la sicurezza ambientale, sociale ed economica dei cittadini e delle attività produttive – ha sottolineato Santo Grammatico, Presidente di Legambiente Liguria - sempre più esposte ai drastici fenomeni collegati ai cambiamenti climatici. Negli ultimi anni si passa sempre più spesso e in un lasso di tempo concentrato, dalle allerte per le ondate di calore a quelle meteo idrologiche. Accelerare il confronto sui percorsi di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici nelle nostre città e nei paesi liguri significa contrastare gli impatti ormai certi di un clima in persistente cambiamento”.

Escludendo il grande idroelettrico, secondo i dati del rapporto sono 58 i comuni liguri che grazie alle fonti rinnovabili producono più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie. Osiglia (SV), Varese Ligure (SP) e Mele (GE) sono i primi tre comuni che possiamo definire 100% rinnovabili elettrici e che, senza entrare nel merito degli impianti e senza esprimere una parametro di qualità, meglio rispondono, sempre teoricamente, al fabbisogno elettrico dei territori non solo dal punto di vista quantitativo ma anche di mix di impianti. Entrando nel merito delle singole fonti, sono 12 i comuni che in Liguria producono grazie al fotovoltaico più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie residenti. Numeri importanti che si accompagnano ai 12 comuni in cui gli impianti solari fotovoltaici, sarebbero in grado, se l’energia fosse auto-prodotta, coprire tra l’80 e il 99% dei consumi elettrici domestici, e ai 9 il cui contributo varierebbe tra il 50% e il 79%.

Ci sono anche 207 comuni con il solare termico e 31 che presentano impianti eolici, di cui 14 che grazie a questa tecnologia producono più energia elettrica di quella consumata dalle famiglie. Ancora, sono 50 i comuni che presentano sul proprio territorio impianti idroelettrici per una potenza complessiva di 95 MW, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico elettrico di circa 60.000 famiglie; sono invece 46 Comuni della regione Liguria in cui sono presenti invece impianti mini-idro, per una potenza complessiva di 35 MW, in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di circa 23mila famiglie. Inoltre sono 9 comuni dove sono presenti impianti di geotermia a bassa entalpia o pompe di calore capaci di soddisfare tutti o parte dei fabbisogni termici di case, scuole, centri commerciali. Sono, infine, 100 i Comuni che possiedono sul proprio territorio un impianto a bioenergie per una potenza complessiva di i 39,8 MW elettrici e 27,9 MW termici.

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