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Ultimo aggiornamento: Giovedì 25 Maggio - ore 23.21

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Figuracce da italiano: gli errori più comuni parlando inglese

Figuracce da italiano: gli errori più comuni parlando inglese

La Spezia - L'inglese e l'italiano hanno strutture grammaticali e fonetiche molto diverse; questo porta a commettere errori dettati dall'istinto. L'urgenza di esprimerci porta a tradurre letteralmente in inglese il pensiero formulato in italiano, cosa che non può avvenire senza problemi?. Ecco una lista degli errori più comuni commessi dagli italiani.

Per smettere di compierli frequentate un corso di inglese La Spezia

Falsi amici
Si tratta di quelle parole che somigliano a termini italiani ma hanno significati diversi. Un esempio classico è “cold”: ormai chiunque ha imparato che significa “freddo” anche se assomiglia alla parola “caldo”; rimangono però parole come “actually” (veramente), “factory” (fabbrica), “parents”(genitori) a creare fraintendimenti.

Soggetti
Il soggetto in italiano può essere sottinteso grazie alla coniugazione del verbo o al contesto; in inglese invece il soggetto è sempre presente. Ad esempio, con l'espressione “fa freddo”, in italiano sappiamo di riferirci alla temperatura, il soggetto è “invisibile”; in inglese si dice “It is cold”, dove “it” è il pronome che si riferisce alla temperatura.??

Il plurale ed il genere degli aggettivi
Gli aggettivi italiani si coniugano a seconda del numero e del genere del soggetto. In inglese questa differenza non è presente: se in italiano esistono “comodo” o “comoda”, “comodi” o “comode”, in inglese sarà invariabilmente “comfortable”.
La “s” in fondo al verbo
I verbi alla terza persona singolare presente vogliono sempre la “S” in fondo, è una delle poche regole della grammatica inglese, ma è basilare.

L'ordine degli aggettivi
Un problema riguarda il collocamento dell'aggettivo all'interno della frase: se in italiano “Lui ha le scarpe rosse” è corretto. In inglese “He has got shoes red” è sbagliato, l'aggettivo va messo prima del nome, quindi diventa: “He has got red shoes”.

Sembra facile, ma non lo è. Per non farvi cogliere impreparati studiate presso una scuola di inglese La Spezia

Uso di “the”?
Un altro errore in cui cadono gli italiani riguarda l'uso di “the”. In italiano l'articolo si usa per quasi tutti i nomi, in inglese invece l'articolo “the” è obbligatorio solo davanti a nomi geografici comuni come “the mountain” ma non davanti a nomi geografici propri: in italiano è “L'Everest” mentre in inglese solo “Everest”.

Make e Do
Il verbo “fare” crea confusione perché spesso gli italiani usano indistintamente “make” e “do”, mentre i due verbi hanno sfumature di significato differenti: “to do” si usa per un’azione da svolgere in generale, come in “What are you doing this afternoon?” (cosa fai questo pomeriggio?); invece “to make” si usa nel senso di “creare” o preparare” qualcosa, ad esempio “I'm making tea” (preparo il the).

It’s o Its
“It's” e “Its” si pronunciano allo stesso modo, ma hanno significati diversi. “It’s” è la forma contratta di “It is”, “esso è”. È la terza persona singolare del verbo essere: “It's blue” cioè “è blu”. “Its”, senza apostrofo, è un pronome possessivo: “The tree in my garden is losing its leaves”, “L'albero del mio giardino perde le sue foglie”.

Fewer o less
Per esprimere il concetto di “meno” in inglese esistono due parole con lo stesso significato, ma un differente uso: “fewer” e “less”. “Fewer” si usa con nomi plurali “You have fewer clothes than me”, “tu hai meno abiti di me”; “less” è utilizzato con i nomi singolari “I have less appetite than you”, “ho meno appetito di te”.

Excuse me/sorry
“Scusi!” in italiano viene utilizzato sia per scusarsi, sia per attirare l'attenzione. La traduzione in inglese con “Sorry” per entrambe le occasioni è sbagliata: “Sorry” si traduce più propriamente con “Mi dispiace”, mentre “Excuse me” si usa, ad esempio, per richiamare l'attenzione del cameriere o per passare in mezzo ad un gruppo di persone.

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