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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Gennaio - ore 23.21

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Eutanasia in canile, i volontari: "Max è morto solo, non doveva accadere"

L'associazione "L'Impronta", Lipu e Beta protestano contro le modalità con le quali si è giunti all'iniezione letale per l'anziano animale, del quale si stavano prendendo cura i volontari.

Eutanasia in canile, i volontari: `Max è morto solo, non doveva accadere`

La Spezia - Un altro episodio rompe la tranquillità all'interno del canile municipale della Spezia, dove i volontari dell'associazione "L'Impronta" sono in stato di agitazione per la morte di Max. O per meglio dire per le modalità con le quali è stata condotta la procedura che ha portato all'iniezione letale.
Max era un pitbull di 16 anni, un cane che prima di arrivare a San Venerio ha vissuto tutta la sua esistenza ai limiti del maltrattamento. È arrivato in canile già anziano e malconcio.
"Noi volontari - spiegano dall'associazione - lo abbiamo da subito coccolato per quello che si può fare in un canile con una capienza di 100 cani, dividendo comunque le attenzioni fra tutti gli ospiti. Abbiamo chiesto alla gestione di poterlo portare nella stanza dei volontari per farlo stare all’asciutto e in compagnia, dato che i box vengono lavati quotidianamente con l’acqua e i cani purtroppo devono stare nell'umido tutti i giorni della loro vita... e ci è stato concesso. Poi Max, dopo un primo miglioramento, è peggiorato. Finché un giorno è stato portato in clinica per accertamenti e dalla clinica non ha fatto più ritorno".

Un decorso che non avrebbe nulla di cui lamentarsi, se non per il dispiacere della perdita di una vita. Un'esistenza forse più preziosa delle altre, alla quale Max è rimasto aggrappato, nonostante le difficoltà, per tanti anni.

"Max è stato addormentato senza poter avere vicino una persona che considerasse amica, i volontari non sono stati avvertiti, quei volontari che si sono sempre offerti di stare vicino, nonostante il dolore, a quei cani che purtroppo muoiono in canile perché nessuno ha mai scelto di adottare. Max è stato soppresso nella clinica convenzionata col canile, l’autorizzazione ci dicono sia arrivata dall’Ufficio tutela animali e non ne capiamo la motivazione e il meccanismo. Max è morto solo, sopra un tavolo di acciaio. Max non ha potuto, nel suo ultimo istante, guardare negli occhi chi conosceva e amava. Max è stato tradito due volte. Sarebbe bastata una telefonata per correre da lui e dargli conforto... solo una telefonata. Sarebbe bastata una telefonata per non farlo morire solo.
Non stiamo giudicando il fatto che sia stato soppresso, probabilmente era arrivato il suo momento, nessuno mette in dubbio il parere del veterinario, siamo solo sconcertati dal fatto che il tutto sia dovuto accadere senza il supporto dei volontari. Auspichiamo però - concludono i volontari, sostenuti anche da Lipu e Beta (Benessere e tutela animali) - che sia stato almeno rispettato il capitolato d’oneri del canile municipale spezzino che prevede che in caso di eutanasia il parere favorevole deve essere chiesto a due veterinari. Speriamo con tutto il cuore che fatti di questo genere non accadano mai più. Noi ci siamo per loro. Nessuno deve morire solo".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Max, il pitbull soppresso in canile Archivio CDS


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