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Entra in uso il nuovo messale italiano

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Entra in uso il nuovo messale italiano

La Spezia - A partire dalla Messa vigiliare di sabato 28 novembre (tra due sabati), Messa della prima domenica di Avvento e quindi di inizio del nuovo anno liturgico, in tutte le celebrazioni della diocesi della Spezia - Sarzana - Brugnato sarà in uso il nuovo Messale romano in lingua italiana, approvato, nella sua terza edizione, dalla Conferenza episcopale italiana e presentato alcuni mesi or sono a Papa Francesco dal presidente, cardinale Gualtiero Bassetti. Lo ha deciso il vescovo diocesano Luigi Ernesto Palletti, e nei giorni scorsi è iniziata la distribuzione alle parrocchie delle copie del nuovo Messale. Il rito della Messa non muta sostanzialmente con questa nuova edizione, anche se vengono comunque introdotte alcune novità. Quella di cui più si è parlato nei mesi scorsi riguarda il testo italiano del “Padre nostro”, che viene pronunciato dal celebrante insieme all’assemblea prima dei riti di Comunione. Il nuovo Messale introduce infatti ufficialmente la formula “non abbandonarci alla tentazione”, che sostituisce “non ci indurre in tentazione”. Un altro aspetto significativo, che tiene conto delle nuove sensibilità anche lessicali ormai ampiamente in uso, riguarda il rivolgersi al popolo da parte del celebrante con l’espressione “fratelli e sorelle”, e non più, come previsto in precedenza, soltanto “fratelli”. Se anche l’espressione precedente doveva essere intesa come rivolta a tutti secondo l’uso prevalente dell’espressione in lingua italiana, quella attuale è certamente più conforme, come detto, alla nuova sensibilità. Attorno all’altare si prega tutti insieme, uomini e donne, guidati dal celebrante. La duplice espressione si ritrova così nelle formule iniziali della Messa, ma anche in quelle dell’offertorio e in alcuni passi delle diverse preghiere eucaristiche. Altre disposizioni vengono elencate in dettaglio nelle cosiddette “Precisazioni”: ad esempio viene indicato con precisione quando, durante le celebrazioni, i fedeli debbano o possano restare in piedi, oppure seduti o in ginocchio. I celebranti avranno cura di illustrarle ai fedeli quando se ne presenti la necessità. Come detto, non ci sono comunque in questo molte differenze rispetto all’edizione precedente. Il volume contiene una presentazione a cura della Conferenza episcopale italiana, con il titolo “Un Messale per le nostre assemblee”. I curatori, nella presentazione, richiamano l’invito contenuto nel messaggio che in questa occasione i vescovi hanno rivolto a tutte le comunità: “Riscopriamo insieme la bellezza e la forza del celebrare cristiano, impariamo il suo linguaggio - gesti e parole - senza appiattirlo importando con superficialità i linguaggi del mondo. Lasciamoci plasmare dai gesti e dai santi segni della celebrazione, nutriamoci con la proclamazione dei testi del Messale”.

(foto: repertorio)

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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