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Ultimo aggiornamento: Domenica 15 Settembre - ore 08.50

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Enel, l'opposizione: "Quattro proposte per dire no al gas"

I gruppo di minoranza hanno lanciato una proposta di delibera di iniziativa consiliare per una variante al Puc nell'area di Vallegrande, ma mettono sul piatto anche una delegazione che incontri il governo, il veto della Regione e l'indagine sanitaria

"Non è una sfida"

La Spezia - Con l'arrivo di settembre ci si prepara a ritornare sui banchi, anche quelli del consiglio comunale. E l'opposizione vuole ripartire dall'ultimo punto del programma affrontato prima della sosta: il destino della centrale Enel. Una tematica che la minoranza propone di affrontare con quattro punti saldi.
"Il tema si è rapidamente inabissato ed è nostra intenzione tenere vivo un argomento verso il quale l'amministrazione ha manifestato una certa disattenzione o trascuratezza. Ricordiamo - ha detto Guido Melley, capogruppo di LeAli a Spezia - che è stato scelto di non confermare il tavolo interistituzionale che era stato avviato negli anni precedenti. Dopo numerose discussioni e a giugno ci siamo scoperti tutti, o quasi, contrari alla permanenza della centrale con un gruppo a gas, e poi si sono svolte la nostra iniziativa a Melara e quella dei sindacati. Oggi, senza voler fare i primi della classe, chiediamo al sindaco e alla maggioranza di essere con noi, senza melina o attendismo. Occorre traguardare progetti futuri ed è del 5 luglio, due mesi fa, la nostra proposta di delibera di iniziativa consiliare per una variante al Puc che impedisca di fatto la permanenza della centrale. Come spesso accade avevamo chiesto una commissione istruttoria a inizio settembre e invece è stata convocata alla fine del mese...".

Assenti per questioni di lavoro i capigruppo Paolo Manfredini, Massimo Lombardi e Luigi Liguori, la parola è passata a Federica Pecunia, per il Pd: "Le osservazioni depositate dal Comune non vietano altri atti politici di una certa forza. Credo si debba sottolineare un punto: la centrale non è un tema che riguarda solo il Comune, ma si inserisce nella Strategia energetica nazionale e anche in un contesto globale. Abbiamo assistito agli incendi in Siberia e in Amazzonia: serve un cambio culturale. Il tema ambientale appartiene a tutti. Dobbiamo dire no al gruppo a gas anche se ci viene venduto come transitorio: si tratta di combustibile fossile e non lo vogliamo, le emissioni di CO2 sarebbero elevatissime. Per quanto riguarda il tema occupazionale crediamo che in quei 70 ettari si possano creare occasioni di sviluppo sostenibile. Dobbiamo far valere la posizione della nostra città e siamo disponibili ad allestire una delegazione che rappresenti tutta l'amministrazione che si rechi a Roma per incontrare i ministri".

Il terzo punto è stato illustrato da Lorenzo Forcieri, di Avantiinsieme: "Dobbiamo evitare in ogni modo di trovarci a dover far fronte a un'area enorme in disuso e abbandonata. Con le nostre iniziative in consiglio avevamo indicato le linee per individuare nuove imprese e investitori. La proposta di delibera blocca la possibilità del gruppo a gas, ma serve un confronto serio per un futuro di crescita. Lo fanno ovunque, in ogni località in cui Enel dismette una centrale, perché non lo dobbiamo prevedere anche qua? Bisogna muoversi in avanti. La transizione ci dà tempo sino al 2021, ma è necessario che l'amministrazione esca dal torpore".

Jessica De Muro, per il Movimento cinque stelle, ha chiesto che venga svolta una "reale valutazione di impatto ambientale, cosa che non è mai stata fatta, anche se è stata chiesta più volte. E la bonifica, legata direttamente alla destinazione dell'area. Il gruppo a gas - ha spiegato la consigliera grillina - sorgerebbe in una zona già vittima di copiose emissioni, anche di provenienza portuale".
"Servono procedimenti amministrativi - ha aggiunto Massimo Caratozzolo - altrimenti ci si limita all'aspetto mediatico. Tra questi rientra il veto che la Regione può porre in sede di intesa, ma la lettera che doveva essere redatta dalla commissione è sparita... Ospedale e ambiente dovrebbero essere i temi centrali a Spezia: chiediamo con forza una indagine epidemiologica secondo dati e modalità indicate da Cnr e altri centri di ricerca".

Con un certo orgoglio per aver stimolato l'azione dell'amministrazione, ma "senza spirito di sfida", la minoranza ha così avanzato quattro proposte e resta in attesa delle risposte del sindaco, che non tarderanno ad arrivare.


La scheda redatta dall'opposizione
La nostra città con la Centrale di Vallegrande si è fatta carico, da 60 anni a questa parte, di garantire il soddisfacimento di una parte considerevole del fabbisogno energetico del Paese, ma per questo ha pagato - e sta pagando tuttora- un conto pesante sul piano della vivibilità ambientale del nostro territorio e della salute dei nostri concittadini.
Per questo abbiamo detto basta alla presenza della Centrale Enel alla Spezia, richiedendo la completa cessazione degli impianti nel 2021, la garanzia della attuale dotazione occupazionale degli addetti all’interno del gruppo, la completa bonifica dei siti e l’avvio di progetti di riconversione delle aree per investimenti prevalentemente di carattere industriale nel settore della green e della blue economy.
Non possiamo arretrare e non possiamo subire decisioni prese altrove sulle nostre teste e per questo occorre una iniziativa forte e decisa da parte di tutti.

Enel: 4 proposte in campo

Come Gruppi consiliari di opposizione ci assumiamo la responsabilità politica di avanzare 4 proposte per dire NO al progetto presentato da Enel di trasformazione della Centrale a gas e di traguardare un futuro diverso per il sito di Vallegrande e per la nostra città.
Su queste proposte invitiamo Sindaco e maggioranza ad unirsi a noi, rinunciando a sterili contrapposizioni ed a lavorare- uniti- per il bene della nostra città.

1) La Variante al Puc

Ai primi di luglio, preso atto del l’atteggiamento attendista della Giunta, abbiamo depositato una proposta di delibera di iniziativa consiliare per variare il vigente Puc e prevedere l’impossibilità di procedere sul territorio comunale a “interventi di manutenzione straordinaria su impianti di produzione di energia esistenti che prevedono produzione di energia da combustibili fossili”.
Nel nostro documento oggetto di delibera di dispone inoltre che “è quindi esclusa la realizzazione di impianti industriali insalubri di prima classe, compresa la produzione di energia da fossili” (D.M. 5 settembre 1994 e normative correlate).
Si tratta di una proposta che è stata validata sul piano della regolarità tecnica dal Servizio Urbanistica e che trae origine peraltro dai diversi documenti e mozioni presentati e discussi dai vari Gruppi consiliari sia di opposizione che della stessa maggioranza nei Consigli Comunali di ottobre 2018 e di giugno 2019.
La nostra proposta è stata calendarizzata con colpevole ritardo per la discussione in Commissione Urbanistica a fine settembre, il che non fa altro che confermare l’atteggiamento ondivago ed attendista da parte della maggioranza.
E dobbiamo inoltre rimarcare che il Sindaco, dimostrando ancora una volta di perseguire una politica di contrapposizione istituzionale con le opposizioni, ha annunciato poco tempo fa di aver dato mandato agli Uffici di predisporre una analoga delibera di modifica del Puc senza aver tenuto in debito conto la proposta già depositata, oramai due mesi fa, dai nostri Gruppi.

Un fatto è certo: la variante al Puc da noi proposta rappresenta il primo vero atto amministrativo di particolare portata e rilievo che, se approvato, costringerà Enel, Governo e Regione a prendere atto di una precisa e chiara volontà espressa dalla nostra città e dall’intera comunità spezzina.

2) Una delegazione istituzionale per incontrare il nuovo Governo

Sino ad ora il Governo nazionale non ha espresso una posizione chiara ed univoca sul futuro della Centrale Enel della Spezia.
Il MISE, di concerto con il Ministero dell’Ambiente, a fine 2017, ha adottato la Strategia Energetica Nazionale (SEN) confermando l’impegno politico di uscita dal carbone dalla produzione elettrica nazionale nel 2025.
Sulla base di tali indicazioni programmatiche, i vertici Enel hanno a suo tempo dichiarato di prevedere la dismissione della Centrale di Vallegrande nel 2021 anche se successivamente hanno modificato i progetti del Gruppo sul sito della Spezia.
A fine 2018 il Ministero dell’Ambiente ha avviato le procedure revisione dell’AIA delle principali Centrali elettriche tra cui quella della Spezia e, lo scorso maggio, Enel ha peraltro presentato il contestato progetto di sostituzione dell’unità a carbone esistente con una nuova unità a gas a ciclo combinato.
Nel frattempo vi è stato il recente cambio di coalizione parlamentare e la nomina del nuovo Governo Conte. È giunto il momento di muoversi, ancora una volta in forma istituzionale e coesa.
Chiediamo formalmente al Sindaco di farsi promotore di organizzare rapidamente una Delegazione Istituzionale del nostro territorio, composta dai vertici del nostro Comune e di quello di Arcola (su cui insistono quota parte delle aree Enel), dai vertici di Provincia e Regione, dai rappresentanti dei principali Gruppi consiliari e dai Parlamentari locali per incontrare i Ministri Patuanelli e Costa cui evidenziare la posizione di contrarietà del nostro territorio verso il progetto presentato da Enel.

3) No all’eventuale intesa Stato-Regione sul progetto Enel

Parallelamente al percorso di confronto con il Governo centrale, il nostro Comune - di concerto sempre con il Comune di Arcola- deve promuovere una iniziativa forte verso la Regione Liguria per richiedere alla Giunta Toti ed al Consiglio Regionale di non acconsentire all’intesa con lo Stato: un’intesa necessaria per l’autorizzazione al progetto presentato da Enel così come previsto dalla legislazione concorrente in materia di politica energetica nazionale.
Come Gruppi di opposizione presenteremo uno specifico documento di indirizzo all’aula consiliare e confidiamo che, anche su questo punto, si registri una convergenza unanime da parte delle forze politiche presenti in Consiglio Comunale.

4) L’avvio di una indagine sanitaria

Occorre che il Comune della Spezia, in collaborazione con istituti indipendenti di particolare qualificazione ed esperienza, avvii immediatamente una seria indagine sanitaria sugli effetti che la Centrale a carbone ha prodotto negli anni sul nostro territorio e sulla salute dei nostri concittadini.
Bisogna ripartire dai primi studi a carattere epidemiologico effettuati nei primi anni 2000, poi ripresi anche se in maniera non sistematica negli anni più recenti, per giungere alla redazione di una accurata indagine di tipo sanitario come quella che è stata realizzata dal Cnr di Pisa e relativa alla Centrale di Vado Ligure.
In parallelo si deve procedere ad una Valutazione di Impatto Sanitario ( VIIS) connessa al nuovo progetto presentato da Enel.
Su entrambi i punti ci faremo carico di stimolare una diretta assunzione di responsabilità da parte dell’Amministrazione Comunale e se non dovessimo avere risposte in merito presenteremo una specifica proposta di variazione al bilancio comunale, per reperire le risorse finanziarie necessarie all’avvio dell’indagine.

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