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Ultimo aggiornamento: Domenica 18 Novembre - ore 15.57

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Enel, i sindacati: "Non precludiamo l'ipotesi di un nuovo gruppo a gas"

Venerdì l'azienda sarà ascoltata dai commissari consiliari e forse si potranno avere alcune delle risposte che la città attende da anni.

Dibattito in commissione
Enel, i sindacati: "Non precludiamo l'ipotesi di un nuovo gruppo a gas"

La Spezia - Preoccupazioni e speranze. I sindacati dei lavoratori della centrale Enel sono in attesa che si delinei il futuro dell'area, come del resto tutta la città, e confermano che tra gli scenari possibili c'è anche quello della permanenza del colosso dell'energia a Vallegrande, con un nuovo gruppo a gas da azionare saltuariamente per colmare i picchi di domanda di un sistema energetico nazionale che vuole andare verso le fonti rinnovabili e l'abbandono del carbone.
L'ipotesi si fonda sulla compresenza di diverse condizioni industriali e territoriali (leggi qui) e sarebbe ben gradita alle organizzazioni sindacali, che potrebbero così veder garantita una continuità produttiva e occupazionale per decine di lavoratori, altrimenti costretti a scomodi trasferimenti.

Venerdì, quando davanti ai membri delle commissioni consiliari Lavoro e Ambiente presiedute da Maria Grazia Frijia e Marco Tarabugi si presenterà la stessa Enel, si potrebbero avere alcune risposte, ma difficilmente si potrà smettere di muoversi nel campo delle ipotesi: la complessità tecnica della dismissione di una centrale che continua a funzionare seppure a singhiozzo, la vastità dell'area in questione e il contesto nazionale fluido rendono tutto incerto. Ma il primo ottobre il consiglio comunale sarà chiamato a discutere tre mozioni sull'impianto Enel che giacciono da mesi e dunque è obbligatorio mettere il più possibile a fuoco il quadro.

"Il momento è molto delicato - ha esordito Paolo Musetti, segretario provinciale Filctem Cgil - e abbiamo di fronte a noi scenari che sino a oggi non erano stati considerati dalla città. Siamo alla fine di un percorso che cesserà entro il 2021, e secondo noi dobbiamo capire come non perdere l'opportunità di realizzare iniziative produttive con la presenza di un'azienda affidabile e solida come Enel, che per decenni è stata presente in loco. Troppo spesso si finisce a parlare di progetti che poi non sono supportati concretamente. Nel 2015 è stata annunciata con decisione la chiusura del gruppo a carbone, ma in tre anni non si è compreso quale sarà il futuro. Per questo dobbiamo percorrere tutte le opzioni, anche quella del coinvolgimento di Enel nello sviluppo di questa area immensa. E non vogliamo andare col cappello in mano, a elemosinare una risposta, e per questo organizzeremo alla Spezia un evento nazionale in cui si parli del futuro della centrale, chiedendo all'azienda di mettersi a ragionare concretamente sullo sviluppo futuro e a dialogare con una dimensione credibile. Non dobbiamo più perdere tempo e nemmeno obbligarci a cercare altro soggetto attuatore per trainare lo sviluppo di quei 72 ettari".
Il passaggio alla produzione con un nuovo gruppo a gas, infatti, libererebbe comunque grandi porzioni dell'area di Vallegrande.
"In base alle strategie energetiche nazionali si deciderà. Enel - ha ricordato Enrico Denevi, segretario di Flaei Cisl - ha già detto no al suo coinvolgimento nella produzione di auto elettriche, al massimo in quello delle colonnine per la ricarica. Possiamo essere una parte di un sistema. Ci sono pochi progetti seri al momento, magari possiamo aprire dei temi andando più a fondo".
Il collega Massimo Ismari, di Uiltec, ha invitato i consiglieri a non gettare il bambino con l'acqua sporca. "Alla Spezia Enel ha un patrimonio sotto il profilo tecnico e infrastrutturale. Tra la situazione attuale e l'addio definitivo della produzione di energia ci può essere una via di mezzo". "Le aree pregiate verrebbero comunque liberate - ha aggiunto Roberto Lupi, di Cisal Federenergia - e saranno ricollocate facilmente, sulle altre ci sarà da lavorare molto in termini di bonifica".

Nel botta e risposta con i commissari le sigle hanno proposto di evitare di precludere qualunque strada nel corso del percorso di avvicinamento alla definizione degli usi dell'area. "Il momento delle scelte verrà, ma il contesto è complesso. Dall'idea di Spezialand allo studio Enea non è cambiata molto la situazione...", hanno sottolineato i sindacalisti.
Opinione diversa da quella dei rappresentanti dei lavoratori per Lorenzo Forcieri, che è ritornato a invitare a fare delle scelte, smettendola di barcamenarsi: "La decisione di chiudere il gruppo a carbone è di Enel. Il processo è già avviato e una parte dei dipendenti è già stata spostata. Sono d'accordo sul fatto di legarsi a Enel per la bonifica e la riconversione dell'area. Ma invito a prendere in considerazione soprattutto la possibilità dell'arrivo di un grande player, è quello che ci vuole. La mobilità elettrica sta esplodendo in tutto il mondo, guardiamo a quello. Un nuovo gruppo a gas secondo me non è utile a nessuno".
"In un sistema a energia rinnovabile - ha replicato Denevi - occorre una produzione che possa garantire la fornitura sulle 24 ore, anche quando la richiesta sale. Per questo l'ipotesi sta in piedi. E questo presidio può essere affiancato da altre realtà industriali: può essere interessante la produzione di pannelli fotovoltaici di nuova generazione, magari con una sede della 3sun, l'azienda di Enel presente in Sicilia, o di fibre, componenti per la mobilità elettrica, la digitalizzazione. Non chiudiamoci nessuna strada".
Rispondendo a Giacomo Peserico le organizzazioni hanno sottolineato come la continuità produttiva ammortizzerebbe la riduzione dell'occupazione nell'impianto spezzino, ricordando come anche per la bonifica serva personale con esperienza in centrale. "A Vado lo stabilimento occupa 70 persone e garantisce un po' di indotto per la manutenzione. Se non teniamo nulla si va a perdere tutto".

Il vicesindaco Genziana Giacomelli ha assistito ai lavori e in conclusioni ha parlato di un "nuovo tassello che contribuisce a comporre il quadro della situazione. Abbiamo incontrato Enel a dicembre - ha ricordato - e ci ha ribadito che la dismissione avverrà nel 2021. Ma non è mai stato messo per iscritto. Qua presentate uno scenario diverso... interessante in vista del consiglio. Il tema sarà da valutare in maniera ampia".

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