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Enel: "Stop al carbone nel 2021, presto presenteremo l'atto" | Video

L'ad di Enel Italia rassicura sull'addio alla ciminiera dell'attuale gruppo, mentre il progetto della centrale a turbogas va avanti nonostante le richieste di temporeggiamento del sindaco. Toti invece ragiona a livello nazionale e regionale...

Le "punturine" di Peracchini

La Spezia - Chi si aspettava notizie sorprendenti o promesse per uno sviluppo concreto delle opportunità future dell'area di Vallegrande è rimasto deluso.
Nel corso del lungo convegno sull'Enel organizzato dai sindacati spezzini nel corso della mattinata tutti sono rimasti fedeli alla linea espressa nelle ultime settimane.

Con tono aspro il sindaco Pierluigi Peracchini ha tenuto fede all'ordine del giorno votato dalla maggioranza (con l'astensione della minoranza) lo scorso 10 giugno: il documento lo impegnava a respingere il progetto presentato da Enel. E così è stato.
"Da tempo ci si interroga, in modo più o meno cosciente, sul futuro di questa centrale e questa area. Siamo nel mezzo di un percorso. Sino a metà maggio il tema era: se ne va Enel, cosa facciamo dell'area? A metà maggio abbiamo scoperto che l'azienda ha presentato al ministero dell'Ambiente domanda formale di sostituzione del gruppo a carbone con uno a turbogas. E inoltre il ministro dello Sviluppo economico Di Maio ha chiesto la revisione di tutte le Aia delle centrali italiane. Da un lato c'è grande confusione, dall'altra un territorio che ha già dato. Quindi, come comunità, vogliamo almeno che sia presentato un atto formale con il quale Enel dà lo stop al carbone. Non per demonizzare, ma per avere una certezza. Come città non siamo d'accordo con quel progetto, chiediamo di investire nel nostro territorio quel che di meglio Enel ha a disposizione. Ognuno deve fare la sua parte. E infatti chiediamo al ministero se è giusto che una centrale elettrica sia così vicina all'area urbana. Penso che ci si debba fermare un secondo. La città ha fame di spazi e ci possono essere investitori che propongono attività più sostenibili".

Dopo aver sottolineato l'insolita continuità e lungimiranza dello Stato nei confronti della pianificazione energetica, l'amministratore delegato di Enel Italia, Carlo Tamburi, ha spiegato come oggi il sistema italiano abbia "un margine del 15 per cento rispetto ai momenti di picco, una quantità di energia pari a quella che compriamo dall'estero. Se le cose non cambiano in positivo, andremo verso maggiori possibilità di black out oppure verso maggiori costi. Noi ci stiamo: siamo leader nella produzione da rinnovabili e siamo pronti a compiere questo passaggio. E infatti pensiamo di ricavare energia da rinnovabili nei siti in cui si trovano i nostri impianti. Ma sarà molto importante investire sulle reti, anche perché dovremo assorbire una crescente quota di autoproduzione immessa nel sistema, che nel 2030 supererà i 2 milioni di megawatt. Abbiamo riconvertito 10 centrali in Italia e abbiamo esperienza in materia, ma secondo noi è anche vero che dov e è stato combusto il carbone si può installare anche un impianto a gas. Ho avvertito le punturine dal sindaco, ma gli ricordo che è da tre anni che la strategia energetica nazionale parla di impianti a gas...
Faremo ora la richiesta di uscita dal carbone, di chiusura della centrale - ha assicurato Tamburi -, mentre per il gruppo a gas aspettiamo una risposta: è tutto ancora da vedere e il gruppo non occuperebbe più di 6-7 ettari. Nel resto dell'area potranno trovare spazio altre attività, compresa una serie di pannelli fotovoltaici. Non ce ne andremo: da anni parliamo di green port e mobilità elettrica, ambito che per noi è un fiore occhiello".

Molto atteso l'intervento di Giovanni Toti, presidente della Liguria,che avrà l'incombenza di manifestare il suo parere per il raggiungimento dell'intesa tra ministero e Regione. "Dobbiamo parlare di uno sviluppo sostenibile che sia reale. E' vero che senza ambiente non ci sarà un pianeta ma anche senza sviluppo non andremo molto lontani... Credo si possa partire dalle idee condivise e discutere del destino della Spezia in Liguria e della Liguria in Italia. Serve un solo punto di vista. Uscita dal carbone entro 2021 ci mette davanti a una domanda: cosa farne in futuro? Riguardo al gruppo a gas molto spesso si dice di no sperando che la scelta ricada sulla casa del vicino. Ma a livello ambientale e di emissioni a abbiamo una normativa stringente e precisa. Occorre portare avanti un modello di sviluppo sostenibile, ma se diciamo no al gas, no all'eolico, no ai pannelli... non ci resta che la dinamo. C'è necessità di creare un progetto di sviluppo anche perché La Spezia non perda la sua vocazione industriale e produttiva. Il dibattito sarà lungo, e ci saranno sorprese: al tavolo non avevo mai visto disponibilità nei confronti del porto green. Ci sono tutte le possibilità per fare una sintesi: il Paese ha bisogno di energia, magari arrivasse tutta da fonti rinnovabili, ma dobbiamo anche pensare al futuro guardando di raggiungere globalmente una soluzione localmente accettabile".
Pur senza mai nominarlo, dunque, il presidente Toti sembra proprio aver aperto all'approvazione dell'installazione della centrale a turbogas alla Spezia.

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26/06/2019 - Carlo Tamburi, amministratore delegato di Enel Italia


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