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Einaudi-Chiodo, De Ranieri chiama le associazioni di categoria

Il presidente della Provincia illustra le mosse per evitare di penalizzare ulteriormente un istituto che ha già perso centinaia di iscritti, ma che è presidio sociale e importante tassello dell'economia locale.

"Manca contatto con il mondo del lavoro"
Einaudi-Chiodo, De Ranieri chiama le associazioni di categoria

La Spezia - Il grido d'allarme lanciato con un documento firmato dalla stragrande maggioranza del corpo docente e del personale Ata dell'istituto professionale Einaudi - Chiodo (leggi qui) non ha certo lasciato indifferente Andrea De Ranieri, presidente facente funzioni della Provincia, ente competente in materia di offerta didattica delle scuole superiori del territorio.

"La situazione è complicata da un drammatico calo degli iscritti - esordisce il presidente nel corso dell'incontro che si è svolto ieri a Palazzo del Governo con CDS - che sono precipitati negli ultimi quattro anni da 1.150 a 568. Il problema è comune a moltissimi professionali italiani. Ma qua siamo andati anche oltre alla statistica".

Come si spiega questa particolare criticità? Pare che uno dei motivi possa essere la duplicazione degli indirizzi da parte di altre scuole...
"Incide anche la frammentazione dell'offerta, ma c'è anche stato un problema di dirigenza, di chi ha portato avanti la gestione dell'istituto negli ultimi anni senza fare attività di promozione dei punti di forza della proposta didattica. A fronte del fallimento di questa dirigenza abbiamo visto il grande orgoglio del corpo docente che ci mette la faccia per cercare di salvare il salvabile. Negli ultimi anni la Provincia ha cercato di ritornare a ricoprire il ruolo di coordinamento e di informazione ma nessuno può centrare gli obiettivi meglio di chi concretizza l'attività didattica. L'ente ha sempre dato l'approvazione all'attivazione di nuovi corsi all'Einaudi - Chiodo, ma evidentemente aprire la rete a maglie così larghe non ha funzionato".

I cento firmatari del documento sottolineano l'importanza dell'istituto per la formazione dei lavoratori della futura economia locale. Cosa ne pensa?
"Spaventa che in una provincia in cui si vive sempre più di industria, artigianato e servizi alla nautica l'indirizzo dedicato a istruire la figura dell'operatore addetto, per esempio, al montaggio e alle imbarcazioni da diporto abbia collezionato negli ultimi due anni uno e zero iscritti. E' un corso che dovrebbe richiamare tantissimi ragazzi. Manca la coesione, il contatto tra il settore formativo e quello produttivo e occupazionale".

Resta il fatto che le aziende avranno sempre più bisogno di queste tipologie di professionisti. Come si affronta questo corto circuito?
"Ora dobbiamo fermare le bocce e capire dove si può arrivare. Il 25 giugno ci sarà un incontro sull'offerta didattica complessiva del territorio. Il 2 luglio ne faremo uno specifico sull'offerta professionale al quale inviteremo anche le associazioni di categoria, della nautica e del mondo dell'industria. O questi soggetti prendono per mano l'istituto, con le sue necessità attuali, oppure si va verso uno scollamento. I corsi sono altamente professionalizzanti: i ragazzi che li frequentano vengono spesso chiamati al lavoro prima di finire il ciclo di studio. L'Einaudi - Chiodo ha una forte valenza sociale: anche chi parte con le sue difficoltà finisce per trovare una strada positiva che lo porta ad essere indipendente. E questo è un motivo in più per investirci. Tornando agli aspetti operativi ed economici, le associazioni potrebbero essere coinvolte nelle attività di laboratorio, suggerendo magari le proprie specifiche e contribuendo alla formazione. Tutti insieme possiamo migliorare l'immagine della scuola e dare più fiducia alle famiglie che vorrebbero iscrivere i loro figli al professionale, che è effettivamente un buon viatico verso il mondo del lavoro".

La concorrenza della formazione da parte di istituti privati è un altro problema di cui si è sentito parlare...
"C'è un po' di emorragia rispetto a corsi esterni simili a quelli che può offrire il professionale, ma non è così grande. L'Einaudi - Chiodo ha 66 iscritti alla formazione professionale esterna, ma in provincia, in generale, c'è stato comunque un calo: negli ultimi quattro anni si è passati da 591 a 360 iscritti. Dunque non è quello il vero problema per l'istituto".

Se uno dei problemi è invece quello della dirigenza, come si può porre rimedio?
"L'istituto andrà in reggenza, essendo sceso sotto i 600 iscritti. E c'è il rischio di un peggioramento della situazione, con l'assenza di un controllo diretto. L'accorpamento è una eventualità in prospettiva, ma dobbiamo scongiurarla. Non è stato fatto per il liceo Costa, per una serie di motivi, a maggior ragione non deve accadere per l'Einaudi - Chiodo, perché c'è una formazione specifica che richiede il massimo impegno da parte del dirigente, che deve avere un contatto diretto con il mondo del lavoro. L'istituto forma professionalità molto richieste, che stanno sparendo".

Quale percorso seguire per salvare la scuola?
"L'esito dell'incontro del 2 luglio sarà fondamentale. In queste condizioni si rischia un calo ulteriore delle iscrizioni ma prima di andare a fondere l'istituto con il Casini bisogna vedere se le iscrizioni posso tornare sopra quota 600. Chiederemo anche al Comune di aiutarci in questo senso perché l'Einaudi - Chiodo è un valore per il territorio e per la città. Bisogna ritornare presentarlo come una scuola professionalizzante di livello, con professori appassionati, e togliere la veste di scuola per chi non ha voglia di studiare. Al contrario: è il posto giusto per chi ha voglia di trovare un lavoro in tempi brevi. Arriveremo a chiedere aiuto anche alla Regione: serve una terapia d'urto per recuperare gli iscritti".

Come risolvere la carenza di tecnici di laboratorio in organico?
"Penso proprio al coinvolgimento delle associazioni di categoria, magari con una convenzione. Ci possono essere tra le loro fila volontari, pensionati... Abbiamo un distretto industriale nautico da nutrire di forza lavoro. Non possiamo pensare solamente agli ingegneri nautici. Possiamo formare professionalità di qualità: occorre che si sappia".

Un appello alla politica?
"Che pensi all'istituto Einaudi - Chiodo come a un presidio di formazione indispensabile per la nostra economia, ma anche che si renda conto della funzione sociale che ha nei confronti di tanti giovani italiani e tantissimi stranieri di seconda generazione, che trovano un vero esempio di integrazione, cancellando qualunque possibile deriva di revanscismo. Non vedere queste cose, per la politica, è un errore gravissimo. E infine che si metta da parte una volta per tutte il pregiudizio scolastico ancorato a una riforma degli anni '30. Ci sono moltissimi giovani che devono poter entrare nel mercato del lavoro, soprattutto in comparti come turismo, agricoltura, nautica, a vantaggio di tutta la comunità".

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