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E' morto l'onorevole Giuseppe Fasoli

Già partigiano e sindaco di Follo, il cordoglio del sindaco Federici: "Amava la Spezia, uomo di gentilezza e umanità uniche"".

E' morto l'onorevole Giuseppe Fasoli

La Spezia - “Beppe Fasoli ci ha lasciato. Un pensiero va subito alla moglie Franca, al figlio Diego e ai nipoti che amava moltissimo. A nome della città voglio esprimere il più profondo cordoglio per questa grande perdita". Parole del sindaco Massimo Federici, che commenta la scomparsa a 94 anni dell'ex deputato e sindaco di Follo Giuseppe Fasoli.
"Per me non solo se ne è andato un protagonista della storia democratica di questa comunità, con la sua militanza nella Resistenza e la sua esperienza politica e amministrativa. Se ne è andata una persona a cui ero legato da grande affetto e amicizia. Per sempre porterò con me il ricordo di lui insieme all’amico Gino Regazzoni e del tempo speso insieme, nella vecchia sezione di Pegazzano, a parlare di politica.
Beppe è sempre stato un punto di riferimento, un esempio, un modello di stile e rigore. Dottore in legge, aveva rinunciato all’esercizio della professione per dedicarsi alla politica".
Arrivato ragazzo alla Spezia, dopo l’8 settembre, è uno tra i protagonisti della Lotta di Liberazione con il nome di battaglia “Tolstoj” nella IV Zona Operativa. Alla Liberazione fu nominato dal Cln sindaco di Follo fino alle prime elezioni. Successivamente, svolse la sua attività politica nel PCI e intraprese una lunga carriera di amministratore nel Comune capoluogo: eletto Consigliere Comunale dal 1951, ha ricoperto più volte il ruolo di assessore. Nel 1963 fu eletto alla Camera dei Deputati e nel 1968 riconfermato.
Beppe è stato un uomo di gentilezza, umanità e solarità davvero fuori dall’ordinario, accompagnate sempre da una tensione etica, civile, ideale e politica di rara forza e profondità. Una miscela unica, un modello per la sua alta concezione dell’etica pubblica e per chi concepisce la politica come responsabilità verso la propria comunità, capacità di stare vicino ai propri concittadini, saperli ascoltare e far sentire loro che non sono soli. Un altro tratto che mi piace ricordare è la sua capacità, non comune, di lasciare spazio, di concepire e vivere la politica come impegno generoso e non come attaccamento all’esercizio del potere.
E proprio questa sua unicità è ciò che lo ha reso sempre amato e stimato da davvero tante persone. Da parte mia, non potrò mai dimenticare quanto Beppe sia stato tra coloro che maggiormente mi hanno spronato e sostenuto nel momento della scelta di candidarmi a sindaco. Anche di questo gli sono grato.
Era stato relatore alla mia tesi di laurea. E questo lo riempiva di orgoglio. Non perdeva occasione per ricordarlo, forse anche per l’amore per lo studio e la ricerca che sempre lo hanno accompagnato e che nascondevano in fondo un rimpianto per quella mancata vita accademica che avrebbe potuto avere e per la quale aveva una particolare inclinazione, come dimostra il fatto che sono stati tanti coloro che nel loro percorso di studi lo hanno avuto vicino.
Amava Spezia, la sua città. Lui, nato nel 1919 ad Atina in provincia di Frosinone, origini ciociare che il suo accento non aveva smesso di tradire, era il più spezzino di tutti. Nutriva una sconfinata passione per la storia della città su cui ha fornito anche importanti contributi di ricerca. Si occupava delle grandi questioni, aveva sogni, suggeriva idee. Ad esempio, da tempo, si era appassionato alla valorizzazione del nostro sistema di fortificazioni e batterie militari in collina, di cui ho fatto poi un punto del mio programma.
Avrei voluto dedicargli più tempo. Ma sapere che c’era, che ogni tanto si scambiavano due chiacchiere, sapere che era lì pronto a darmi sostegno mi ha sempre confortato. Mi mancherà il maestro e l’amico che ho avuto il privilegio di trovare in lui. Mancherà a tanti”

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