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Ultimo aggiornamento: Lunedì 23 Gennaio - ore 21.13

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Duecento studenti in piazza contro il gelo nelle scuole | Foto

Manifestazioni in tutta la città questa mattina per la critica situazione dei riscaldamenti all'interno degli istituti. Dalla Provincia:"Lavoreremo insieme per risolvere la situazione, ma non ci sono soldi". Lunedì un altro corteo.

Duecento studenti in piazza contro il gelo nelle scuole<span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/fotogallery/Io-non-sto-al-freddo-Gli-studenti-2194_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Foto</a></span>

La Spezia - Gli studenti non ne possono più di battere i denti al freddo mentre sono in classe. La media delle temperature all'interno della maggioranza degli istituti scolastici è 8° in meno rispetto al limite di legge che prevede una temperatura media tra i 18° e i 22°.
La campanella è suonata nelle scuole spezzine è suonata la mattina del 9 gennaio e da quel giorno gli studenti non hanno fatto altro che battere i denti. Ed è così che dalla sciarpa e il cappotto durante le lezioni sono passati alle manifestazioni nei corridoi, decisamente più lontani dalle finestre nella speranza che "l'effetto stalla" garantisse loro un minimo di tepore in più.
Questa mattina però il malcontento non si è placato e i termometri hanno levato ogni dubbio. All'Itis Cappellini il termometro ieri segnava 7° gradi, questa mattina 13° come quanto registrato al Cardarelli dove la minima era sui 10°, mentre all'artistico era freddo ma in linea con la legge. Freddissimo anche all'Einaudi Chiodo dove la media si è attestata a 12°. Diversa la situazione dell'Alberghiero, l'ala nuova è perfettamente funzionante, nella vecchia c'era da battere i denti.

La voce degli studenti. La manifestazione di lunedì #iononstoalfreddo. Tre giorni di freddo polare hanno spinto gli studenti a dire "basta" e questa mattina hanno saltato le lezioni e manifestato in Piazza Europa, erano almeno 200, incontrando il sindaco mentre un tecnico della Provincia è andato di istituto in istituto a fare il punto della situazione. A manifestare in Piazza Europa e davanti alla Provincia sono stati gli studenti del Cardarelli, dell'Itis, del Cappellini Sauro, dell'Einaudi Chiodo e dell'Istituto Fossati-Da Passano.
"Domani torneremo a scuola - raccontano due ragazzi dell'Itis - però in questi giorni eravamo ben al di sotto dei 18° previsti. Lunedì torneremo in piazza".
Dall'Istituto Einaudi Chiodo i rappresentanti degli studenti Davide Giuliano, Lucian Raba ed Elisabetta D'Antonio raccontano: "Al ritorno dalle vacanze Natalizie ci siamo trovati a dover affrontare il gelo all'interno della scuola. Le temperature oscillavano dai 5° ai 10°. Le condizioni climatiche non consentono il regolare svolgimento delle lezioni, sia per gli alunni che per i docenti. Siamo stati costretti lunedì e martedì a fare le lezioni con cappotti, sciarpe e guanti. Questo ci ha costretti oggi (per blocco caldaia) a sospendere le lezioni e iniziare a muoverci per farci sentire. Continueremo in questi giorni finché la situazione non sarà superata a ''protestare'' in maniera civile ed educata per far sì che questi problemi vengano risolti poiché noi alunni abbiamo il diritto e siamo tutelati dalla legge per poter procedere a svolgere determinate azioni. Domani non pensiamo di fare lezione e organizzeremo un'assemblea d'istituto. Ricordiamo che la temperatura minima di un Istituto Scolastico deve oscillare tra i 18° e i 22°, direi che siamo in dismisura fuori dalle norme legislative. L'Istituto Einaudi in collaborazione con il Chiodo non hanno un ambiente consono per svolgere le lezioni scolastiche".
Anche un genitore fa eco a quanto rimostrato dagli studenti. "Mia figlia frequenta l'Alberghiero - racconta in una lettera indirizzata a CDS - e questa assurda situazione danneggia non solo l'attività didattica ma soprattutto che mette a repentaglio la possibilità per studenti, docenti e personale di svolgere i propri compiti in condizioni umane".
Tra i tanti problemi registrati dai ragazzi delle scuole superiori ci sono anche i sistemi che vanno in blocco quindi con le temperature che vanno in picchiata, talvolta, quando i ragazzi sono ancora in classe.
Intanto lunedì 16 gennaio, molti studenti aderiranno al corteo, organizzato dall'Associazione studentesca FuturaMente fondata da Houssem Dalhoumi e appoggiata dalla Consulta degli studenti, dal titolo #iononstoalfreddo. Il corteo partirà alle 10 da Piazza Garibaldi per raggiungere il palazzo della Provincia. Il tema non sarà solo relativo ai riscaldamenti, ma anche alla sicurezza degli edifici scolastici.

I presidi. Se il dissenso degli studenti è sfociato fuori dagli istituti, anche all'interno con la maturità che si confà ad un dirigente, i presidi hanno accolto l'appello di chi la scuola deve viverla ogni giorno.
Il dirigente Generoso Cardinale ha confermato che la problematica dei riscaldamenti da qualche anno a questa parte è diventata una costante. Questa mattina, come i suoi studenti, era per i corridoi con sciarpa e cappotto. "La sospensione durante le vacanze comporta anche un notevole abbassamento della temperatura dell'acqua nelle temperature - ha detto - che nell'edificio. Il freddo di questi giorni non ha fatto altro che aggravare la situazione, abbiamo dei ragazzi con le sciarpe. Nelle stesse condizioni sono i docenti che hanno difficoltà a lavorare. L'unico ente che se ne deve occupare è la Provincia e ci chiediamo perchè non possa essere operativa. Nella sezione del Chiodo non possiamo mandare i ragazzi a fare lezione nei laboratori e devono fare addirittura i turni. Noi tempo fa avevamo proposto un percorso di alternanza scuola lavoro per la manutenzione del nostro istituto, era stato accolto positivamente ma poi non se n'è saputo più niente".
I ragazzi del Fossati Da Passano hanno chiesto un'assemblea di istituto e il dirigente Paolo Manfredini gliel'ha concessa. "Chi è entrato - ha detto - e partecipato all'assemblea si è messo in auditorium. Molti poi sono rientrati in classe e altri sono andati in manifestazione. Ho chiesto informazioni alla Provincia e qui da noi c'è stato anche un guasto all'impianto elettrico ma è stato riparato, poi ho chiesto che vengano aumentate le ore di calore. Abbiamo anche degli elementi che vanno sostituiti".
Sostiene il disagio dei suoi studenti, ma non ha apprezzato il metodo di protesta la dirigente del Cardarelli Sara Cecchini. "Io seguo tre istituti spezzini, (Geometri, Artistico e Classico, ndr) - ha spiegato - e devo ammettere che alcune situazioni sono particolari. All'Artistico si stava discretamente, mentre lunedì ai Geometri era davvero molto freddo. La Provincia ci ha assicurato che avrebbe affrontato la situazione. Io sono con i ragazzi, mi rendo conto che con questo freddo è impossibile lavorare, per tutti. Ma quella di oggi doveva essere una giornata per vigilare che le promesse venissero mantenute e non ho apprezzato che i ragazzi siano rimasti fuori da scuola. Ne parlerò direttamente con loro, mi rendo anche conto che sono ragazzi ma devono capire. La Provincia avrebbe dovuto prevedere una situazione simile, i soldi per i riscaldamenti nelle scuole vanno trovati".

Scuole al freddo. La verità, dal 2013 non arrivano più finanziamenti. Nel 2010 era arrivata una tranche di finanziamenti, nel 2013 l'ultima. Da tre anni, quasi quattro, dunque non ci sono abbastanza soldi. E come detto, per fare chiarezza anche negli istituti cittadini un incaricato dell'Ente ha fatto il giro delle scuole rimarcando la critica situazione economica e annunciando il prolungamento delle ore di riscaldamento, anche per le lezioni serali.
"I ragazzi hanno buone ragioni a manifestare - ha spiegato il presidente della Provincia della Spezia Massimo Federici-. Ci troviamo in una situazione in cui gli impianti sono vecchi e in alcune situazioni i disagi pregiudicano il corretto prosieguo delle lezioni. Con loro abbiamo concordato un rapporto diretto per monitorare al meglio la situazione e aumentiamo gli orari di accensione degli impianti. Non mi sono risparmiato a spiegargli anche che la situazione economica delle Province è critica, in particolare questa. I ragazzi hanno capito e insieme potremo continuare un percorso costruttivo".
Alla fine di questa lunga mattinata, mentre gli studenti tornavano a casa, i tecnici hanno anche risolto alcuni blocchi del sistema. Intanto grazie all'apertura con la Provincia saranno gli stessi istituti a monitorare e segnare ad esempio gli impianti singoli che non funzionano più.

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