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Duecento in corteo a caccia di risposte sulla sanità spezzina | Foto | Video

I sostenitori del Manifesto della sanità locale: "Il nostro territorio ha bisogno di strutture adeguate, personale".

"si pensi ai cittadini"
Duecento in corteo a caccia di risposte sulla sanità spezzina

La Spezia - "La Spezia e Sarzana si meritano di più". "Felettino subito". Questi slogan gridati assieme ai tre punti del Manifesto della sanità locale hanno accompagnato un corteo di duecento persone per le vie del centro storico fino in Piazza Verdi.
Al centro della questione la situazione della sanità alla Spezia, i lavori incompiuti e bloccati del nuovo ospedale Felettino e quello che i sostenitori del manifesto definiscono depotenziamento del San Bartolomeo di Sarzana. In corteo c'erano tanti espondenti dei sindacati di base e della politica spezzina: dall'ex sindaco Massimo Federici, l'ex assessore Cristiano Ruggia, al sindaco, vice sindaco e buona parte della giunta del Commune di Arcola e alcuni membri della sinistra spezzina tra i quali Massimo Lombardi e Jacopo Ricciardi solo per citarne alcuni.
Il promotori del Manifesto della sanità racchiudono una serie di associazioni e non solo che circa un anno fa hanno attivato un percorso unitario per creare un unico blocco che possa interfacciarsi con le istituzioni: dai comuni alla Regione.
Il manifesto è sostenuto dalle associazioni Confederazione Centri Liguri Tutela del Malato, Cittadinanzattiva, S.O.S. Sanità spezzina oltre a cittadini e professionisti della sanità.
"Sono un po' emozionato a vedervi così in tanti" ha detto Rino Tortorelli alla platea di Piazza Verdi a margine poi ha proseguito: "Noi vogliamo che sia fatto il Felettino e che al suo interno ci siano servizi qualificati non come adesso con personale mancante, posti letto in meno e servizi sempre più dequalificati. Quindi per questa città vogliamo servizi, il nuovo ospedale e gestiti dal pubblico. Speriamo che l'adesione aumenti e vogliamo far fruttare iniziative come questa. Stiamo ancora aspettando che il presidente della Conferenza dei sindaci risponda ancora alle nostre domande. Sicuramente vogliamo battere anche il versante regionale. Serve un tavolo al più presto".
"Il problema - ha spiegato il dottor Cozzani di S.o.s Sanità - nasce da lontano. Sono tante le amministrazioni interessate. Negli ultimi due anni c'è un'accelerazione perché chiaramente vogliono vendere ai privati. Un recente articolo del Medical journal of medicine attesta che la sanità privata è dannosa per tutti. Quindi chi spinge in questo senso non vuole bene alla popolazione. Questa è la cosa più importante. Il problema è del territorio e il personale che lavora, essendo in pochissimi riescono comunque a fare un ottimo lavoro. Se fossero di più si riuscirebbe a fare molto meglio".
"Rappresentiamo anche la volontà dei medici - ha aggunto Michela Avini del sindacato Nao dell'ospedale - nel riconoscere che la sanità ha una serie di criticità. Purtroppo si inserisce in un contesto nazionale ma non è una consolazione. Servono interventi urgenti. I punti fondamentali rimangono sulla carenza dell'organico, aumentare i posti letto e far partire il Felettino".
"Con queste iniziative unitarie - ha spiegato l'ex primario Canessa - finalmente qualcosa comincia a muoversi. Soprattuto nelle coscienze dei cittadini e di chi lavora in ospedale. Sul tema della dequalificazione anche i primari della Spezia hanno preso una posizione forte e pubblica. In 22 anni di primariato abbiamo sempre contrattato all'interno. Uscire fuori significa che abbiamo le nostre ragioni e che quindi abbiamo fatto da spalla anche chi ha il polso della situazione all'interno dell'ospedale. Siamo arrivati qua e questa è solo una tappa di un lungo percorso. L'ospedale bisogna mantenerlo e rafforzarlo. I medici qui non vengono perché abbiamo avuto qualche anno di dequalificazione".

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