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Duecento a Melara: "Basta carbone, basta Enel!" | Foto

La mobilitazione promossa dal centrosinistra punta a un futuro dell'area di Vallegrande senza nessuna centrale a combustibili fossili. Lunedì prossimo in consiglio comunale un nuovo documento sulla questione.

"Solo un primo passo"

La Spezia - Circa 200 persone hanno manifestato a Melara rispondendo all'appello lanciato dall'opposizione consiliare spezzina per dire no al carbone oltre il 2021 e per mantenere alta l'attenzione nei confronti del procedimento di autorizzazione di installazione di una centrale a turbogas nell'immediato futuro.
"Diciamo basta! E speriamo in un futuro diverso, non in un progetto di sviluppo miope - ha esordito Federica Pecunia, capogruppo Pd e melarese Doc, affiancata da Luca Erba e Dina Nobili -. Diciamo invece sì a industrie a basso impatto ambientale. E siamo qua perché siate voi a dire chiaramente questo no. Purtroppo la maggioranza e il sindaco non hanno accettato il nostro invito a partecipare a questa mobilitazione. E' un male anche il fatto che non siano qua le ragazze del Movimento cinque stelle, con le quali abbiamo condotto diverse battaglie in consiglio. Peccato, perché il ministro dell'Ambiente Sergio Costa è proprio un esponente del M5S. In Italia la decarbonizzazione è iniziata e l'Istat dice che le moderne ecofabbriche valgono un aumento del 2/3 per cento del Pil. Dobbiamo puntare a orizzonti come questo. La nostra non è in alcun modo una battaglia contro il sindacato o i lavoratori, ma a favore di un futuro migliore. Da oggi questo tema è più pubblico, e non solo politico, da oggi inizia un percorso che deve portare a vincere questa vertenza".

L'anfiteatro dell'area verde si è pian piano tinto di bianco, con i presenti che indossavano le magliette con il logo "Basta 2021" ideato da Emanuele Martera. Tra loro anche gli ex assessori Laura Ruocco, Cristiano Ruggia e Corrado Mori, l'ex sindaco Sandro Bertagna, i consiglieri regionali Yuri Michelucci e Francesco Battistini, alcuni esponenti di Spezia via dal carbone, compresa Daniela Patrucco, Stefano Sarti per Legambiente e una rappresentanza della giunta del Comune di Arcola, insieme all'ex sindaco Emiliana Orlandi.

"Servono fatti, iniziative amministrative da rivolgere al ministero - ha dichiarato Massimo Caratozzolo, capogruppo di Per la nostra città -, non basta dire che non la città non vuole la centrale. Il tempo di giocare è finito e quello che la maggioranza ha fatto a fine ottobre, aprendo all'impianto a turbogas, è stato un brutto gioco. Spezia ha già dato!".
Critico anche Lorenzo Forcieri, capogruppo di Avantinsieme: "Dobbiamo dire basta a quello che è stato, senza necessariamente condannare aspramente le scelte di un tempo: la situazione è cambiata e bisogna prenderne atto, puntando a un nuovo modello di città. Basta anche con le divisioni interne alla sinistra, non hanno portato da nessuna parte. La maggioranza ha sbagliato e poi ha cambiato idea: se il loro no è sincero possiamo bloccare questa iniziativa. Perché serve l'intesa tra il ministero e la Regione ed è necessario ascoltare il parere degli enti locali. Una volta che avremo scongiurato la permanenza della produzione di energia da fonti fossili potremo pensare a cosa fare in termini di economia green e smart e di occupazione qualificata. Inoltre il Comune ha il potere riproporre quell'area per una destinazione urbanistica che vieti l'installazione di ditte insalubri". Un riferimento al Puc decaduto un anno e mezzo fa, nel quale era stata inserita la specificazione di prevedere per Vallegrande un futuro industriale, ma con declinazione green.

"Siamo qua, ma se saremo chiamati dal centrodestra o dal M5S per questioni ambientali andremmo anche lì - ha spiegato Sarti in rappresentanza di Legambiente -. Ci sono diversi motivi per respingere la proposta di Enel: la decennale dipendenza energetica di questa città da fonti fossili (oltre a Enel c'è Panigaglia) mentre in tutto il mondo è venuto il momento delle rinnovabili. Non dimentichiamo che se sarà realizzata una centrale ci saranno cautele e distanze da tenere in considerazione nell'utilizzo dell'area. Dobbiamo assolutamente riprendere il tavolo di concertazione con Enel, nel quale il sindaco Peracchini in campagna elettorale disse di credere. Enel ha depositato una richiesta di autorizzazione e c'è tempo sino all'11 luglio per presentare le osservazioni. Paradossalmente potremmo trovarci a discutere delle aree con un impianto già autorizzato. Infine ricordo a tutti che non ci sono atti che confermano l'addio al carbone nel 2021 e che l'Aia può essere facilmente prorogata sino al 2029. Nessun documento nemmeno a suffragio della tesi per cui la centrale a turbogas è indispensabile per consentire la transizione alle rinnovabili. E anche se fosse: perché per forza alla Spezia?", ha domandato riscuotendo un applauso dal pubblico.
Da medico, il capogruppo di Spezia bella, forte e unita, Luigi Liguori, ha ricordato che "l'ultima indagine sanitaria è del 2002 e denota il legame fra le malattie respiratorie e l'inquinamento. La politica non può più prendere in giro i cittadini, invece i nostri amministratori sono stati un esempio di ambiguità".
Mentre Paolo Manfredini, capogruppo Psi, non è intervenuto, Massimo Lombardi, capogruppo di Spezia bene comune si è rivolto ai presenti dicendo: "La cosa più bella qua oggi sono le vostre facce. Questa battaglia deve essere combattuta a livello popolare. Ricordo che quattro anni fa Spezia via dal carbone aveva presentato un esposto dettagliato e scientifico in procura, ma è stato considerato alla stregua di un fumogeno allo stadio. Per rispetto ai morti che questa centrale ha causato questa battaglia deve essere per tutti e al nostro fianco ci vogliono anche i sindacati, che non devono fermarsi a difendere interessi particolari. Questa tematica non ha nessuna primogenitura: è di tutti".

Non poteva non intervenire il "sindaco" di Melara, Alberto Balderi: "Abbiamo già pagato tanto. Non mi interessa la politica, qua parliamo di salute. Se servirà - ha tuonato tra gli applausi dei presenti - partiamo da Melara e andiamo sino a Genova per convincere la Regione a stare dalla nostra parte".
"Abbiamo dato tanto - ha ribadito Gianluca Tinfena, vice sindaco di Arcola, che accoglie Enel sul suo territorio per un terzo della dimensione totale dell'area -. Dobbiamo allargare il coinvolgimento e creare una cabina di regia comune tra le amministrazioni. Nei prossimi giorni faremo il punto in un incontro al Termo".
Mentre a margine dell'iniziativa l'ex assessore Ruoco annunciava l'auspicio di un fronte comune tra tutti i parlamentari spezzini affinché ci sia una moratoria che consenta di avere più tempo per la discussione del destino dell'area, le conclusioni sono state affidate a Guido Melley, capogruppo di Leali a Spezia, affiancato dal collega di lista Roberto Centi: "Non abbiamo chiesto al sindaco e alla maggioranza di essere qua non per una trappola. Qua non c'è nessuna bandiera, ci sono solo queste magliette, di una città che dice: basta! Nel consiglio comunale di lunedì prossimo presenteremo un nuovo documento in cui chiediamo all'amministrazione di passare ai fatti e di spingere anche sulla Regione. Non diciamo solo dei no, diciamo sì alla bonifica integrale da parte di Enel, all'occupazione e a un ragionamento aperto su scenari futuri. Con o senza Enel".

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