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Donne e sanità, 150 al Pronto soccorso per violenze nel 2017. Ma sono di più gli uomini

Donne e sanità, 150 al Pronto soccorso per violenze nel 2017. Ma sono di più gli uomini

La Spezia - Dando spazio ai medici che dirigono reparti e strutture del Sant'Andrea e alla presidente provinciale di Federfarma, il direttore generale della Asl 5 Andrea Conti e la direttrice sanitaria Maria Antonietta Banchero hanno voluto ringraziarli per il lavoro svolto nell'ultimo periodo nell'aumento dell'attenzione nei confronti delle donne, valso al presidio ospedaliero spezzino il conseguimento di due bollini rosa da parte dell'Osservatorio nazionale sulla salute della donna (leggi qui).

Aniello Veneroso, responsabile della Chirurgia senologica si è dimostrato soddisfatto per la valutazione ricevuta, anche grazie ai risultati estetici sempre migliori ottenuti dalla sua equipe e ai numeri eccellenti fatti registrare nel passato recente, "con buoni riscontri da parte dei pazienti, nonostante le difficoltà croniche della nostra Asl".
Da ex direttore facente funzioni del Pronto soccorso, Gianfranco Mazzotta, ha sottolineato la sottoscrizione della convenzione con procura e questura per l'attivazione del Codice rosa che prende in carico le pazienti dal Pronto soccorso al trasporto protetto sino all'assegnazione di case, se è il caso, e alla ricostruzione delle prove. "In quattro anni sono stati 200 i casi di allontanamento degli stalker. Non è facile mettere in atto questi protocolli, che sono medici e legali insieme. Abbiamo dovuto allestire stanze apposite e medici dedicati, con garanzia della privacy. Un Codice che vale su tutti gli abusati, anche bambini e anziani", ha spiegato Mazzotta, che da primario di Cardiologia ha evidenziato come "molte branche mediche siano state impostate in maniera maschilista. L'infarto miocardico, ad esempio, si manifesta nelle donne in maniera diversa rispetto a quello che per anni è stato concepito come l'andamento comune a tutti gli esseri umani".

Sorprendenti i dati resi noti da Marcello Zinelli, direttore del Pronto soccorso spezzino: "Per quanto riguarda la violenza, a oggi nel 2017 sono stati 386 gli accessi registrati, 150 dei quali rappresentati da donne. Il Codice rosa è stato attivato 6 volte, per quattro uomini e due donne, tre italiani e tre stranieri. Lo scorso anni gli accessi furono 501, con 4 Codici rosa, tutti attivati per donne, ancora una volta equamente suddivise in italiane e straniere".

Cifre significative anche quelle snocciolate da Giuseppe Nucera, direttore di Ostetricia e ginecologia: "Molte donne chiedono la partoanalgesia. Abbiamo avviato il servizio il 27 aprile scorso e da allora l'abbiamo eseguita 70 volte, ovviamente in collaborazione con Anestesia. Di questi 47 sono stati parti spontanei, 10 parti operativi e 13, solo il 18,6 per cento, cesarei. Riteniamo che la partoanalgesia - ha concluso Nucera - possa essere uno strumento valido per ritrovare la fiducia delle partorienti e riportarle a servirsi dell'ospedale della Spezia."
Molto soddisfatta anche Cinzia Sani, responsabile di Anestesia e rianimazione: "Per la partoanalgesia abbiamo una guardia attiva h12, con reperibilità, e nonostante abbiamo iniziato da pochi mesi, nel confronto con altre realtà italiane, possiamo dire di essere già avanti nel percorso".

Dei progressi compiuti nella Neonatologia a parlato la dottoressa Maria Franca Corona: "Abbiamo costruito un percorso di continuità tra l'ospedale e il territorio e viceversa, partendo dall'accompagnamento al parto, alla nascita e ritorno, tramite gli ambulatori per l'allattamento".
La direttrice del dipartimento di Salute mentale, Rosanna Ceglie ha spiegato come psicologi e psichiatri della Asl siano stati interpellati sugli aspetti legati al mondo femminile in tutti i settori di intervento, anche in considerazione delle differenze di genere che intercorrono tra uomini e donne. "La depressione è una patologia - ha spiegato - presente nelle donne in misura doppia rispetto agli uomini, la si può definire una patologia di genere: ci sono gli stessi fattori di rischio, più quelli legati al ciclo ormonale mestruale. Anche ansia è superiore nelle donne, anche se in misura minore. Grande incidenza, infine, si riscontra da parte dei disturbi alimentari: al momento abbiamo 20 ragazze in cura".
Antonio Mannironi, direttore facente funzioni di Neurologia, ha ricordato il lavoro dei medici nel tentare di limitare al massimo l'insorgenza di problematiche nelle donne afflitte da sclerosi multipla e da epilessia nel periodo della maternità. "C'è poi un terzo gruppo di patologie: quello delle cefalee, molto presenti nella donna. Si tratta di una malattia poco conosciuta, che con un uso sbagliato di farmaci può portare alla cronicizzazione. Serve molta attenzione".

In oncologia ci sono ovviamente tumori specifici, come quello della mammella e delle ovaie, che richiedono peraltro terapie differenti in base al momento della vita della paziente. "Oggi - ha spiegato il direttore del reparto, Carlo Aschele - si fa molta attenzione al mantenimento della fertilità: cerchiamo di curare le pazienti, non i tumori. In seguito a interventi del genere occorre un recupero psicofisico completo e pertanto vengono annualmente fornite oltre 500 prestazioni di oncopsicologia, nell'80 per cento dei casi a favore di donne, anche per sono più pronte a ricevere l'umanizzazione della sanità rispetto agli uomini".

A nome delle 80 farmacie presenti in provincia ha parlato Elisabetta Boracchia, presidente di Federfarma: "Ci fa piacere che si sia arrivati a capire che le farmacie sono un punto strategico per sanità, uno sportello aperto giorno e notte. Abbiamo un dialogo quotidiano con le nostre clienti, per esempio sul tema allattamento ma non solo. Chiediamo quindi che ai nostri associati venga fornito uno schema semplice per dire a chi ha bisogno di consigli a chi rivolgersi".

Apprezzamento per il lavoro svolto dal comparto clinico e dai vertici della Asl 5 lo hanno espresso anche l'assessore comunale alla Sanità Gianmarco Medusei e la consigliera regionale del Caroccio, Stefania Pucciarelli.
"Questo è un momento in cui è necessario valorizzare le eccellenze che abbiamo. La sanità viene usata in maniera strumentale e a fini politici - ha lamentato Medusei - mentre è un tema che non ha colore".
Pucciarelli, dal canto suo, ha rivendicato la presentazione di due ordini del giorno nell'ambito dell'approvazione del Piano socio sanitario regionale avvenuta ieri in Regione. "Uno è inerente al tema della medicina di genere, l'altro a quello della violenza, prevedendo l'ingresso in codice giallo per le donne che si rivolgono al Pronto soccorso, con l'intento di migliorare ulteriormente l'approccio verso l'universo femminile".

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