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Don Aldo Basso al corso diocesano "Scuola nel tempo del Covid 19"

Don Aldo Basso al corso diocesano "Scuola nel tempo del Covid 19"

La Spezia - Gli ultimi due giorni del corso di aggiornamento diocesano per insegnanti di Religione cattolica – l’ultimo dei quali svoltosi solo a distanza per l’entrata in vigore di nuove restrizioni – sono stati caratterizzati, tra gli altri interventi, dalle relazioni di don Aldo Basso. Sacerdote della diocesi di Mantova, direttore per molti anni dell’ufficio diocesano Scuola, esperto di pedagogia e didattica ed autore di vari testi, don Basso ha partecipato anche negli anni passati al corso spezzino. Quest’anno, in linea con il tema, dedicato alla “Scuola nel tempo del Covid.19”, ha dedicato la prima relazione alla “Esperienza della pandemia”. In particolare, il relatore si è soffermato su quale può e deve essere il ruolo dell’educatore cristiano nei confronti di una generazione di ragazzi che si è trovata di fronte ad un evento tanto inaspettato quanto sconvolgente, anche e specialmente sotto il profilo didattico (scuola chiusa, lezioni a distanza, rapporti interrotti o fortemente limitati con insegnanti e compagni, e così via). “Mai come quando si affrontano le domande di senso – ha detto don Basso –, e in questo periodo quelle domande sono state tante e ripetute, si educa veramente. Purtroppo, il panorama odierno non aiuta molto ad affrontare il tema degli interrogativi esistenziali. Vengono alla mente le parole del filosofo Hans Jonas, quando rilevò come oggi il massimo del massimo potere si unisca al massimo vuoto: un massimo di capacità unito ad un minimo sapere riguardo agli scopi ultimi della vita. La scienza e la tecnica da sole non possono salvare l’uomo». In questo quadro, l’insegnante di Religione deve poter rappresentare un “di più” di risposta: “Egli l’educatore cristiano non ‘aggiunge’ semplicemente qualcosa a ciò che tutti possono o debbono fare nel momento del bisogno per superare con lucidità e saggezza la paura (limitarsi, ad esempio, ad aggiungere una preghierina o ad affidarsi a qualche rito), bensì vive ogni circostanza proprio a partire dalla sua fiducia di fondo in un Dio buono e provvidente, il Quale guida e conduce l’umanità mentre essa si agita (Sant’Agostino)”. Nella seconda relazione, don Basso ha trattato il tema, insieme pedagogico e psicologico, relativo alle basi dell’autostima. Tema molto attuale anch’esso, perché analizza le condizioni affinché i ragazzi possano crescere sicuri di sé, per diventare uomini donne in pienezza. Anche in questo caso il ruolo dell’insegnante di Religione può essere fondamentale, purché se ne acquisiscano adeguate competenze.

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