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Discriminazione e omotransfobia, alla Spezia presidio contro la legge Zan

Gli organizzatori: "Rispettiamo la verità sull’uomo e sulla donna. Restiamo liberi”

presidio in piazza europa
Discriminazione e omotransfobia, alla Spezia presidio contro la legge Zan

La Spezia - “Restiamo Liberi” organizza una veglia silenziosa per dire no al disegno di legge Zan sulla “omotransfobia”. La veglia si terrà alla Spezia sabato ottobre dalle 16.30 alle 17.30, in piazza Europa. Insieme alla Spezia, veglieranno anche Genova (Via Galata, venerdì 16, ore 18) e Imperia (Piazza Bixio, zona Spianata, Oneglia, domenica 18, ore 15.30). Altre città italiane veglieranno in questo e nei prossimi fine settimana. A questa iniziativa dunque partecipano anche degli spezzini, tra questi, si fa portavoce uno degli organizzatori che spiega le motivazioni dell’adesione: “La veglia avviene in concomitanza con la ripresa, il 22 ottobre, della discussione alla Camera del ddl Zan, un testo legislativo che si propone di punire le violenze e le discriminazioni nei confronti di chi prova attrazione per lo stesso sesso o di chi vive con disagio il proprio sesso biologico. Si tratta di un provvedimento quantomeno inutile, perché il nostro ordinamento giuridico già punisce qualsiasi tipo di violenza, prevedendo anche aggravanti ove necessarie. Perché allora questa legge? Il termine discriminazione ha, un’accezione intrinsecamente negativa, come si vorrebbe far credere, oppure talvolta discriminare è persino giusto? È sbagliato, ad esempio, escludere gli uomini dalle gare femminili? Pochi giorni fa, dopo aver già vinto undici titoli maschili, un uomo (che si definisce transgender e si fa chiamare Valentina) si è aggiudicato le qualifiche italiane per la Paralimpiadi femminili di atletica. È giusto? Da sempre, lo sport divide le competizioni agonistiche maschili da quelle femminili, e questa, ad esempio, è una delle tante discriminazioni giuste della nostra società”.
“Con il ddl Zan - si legge -, dichiarare di essere contrari alla legge sulle cosiddette unioni civili o all’educazione gender nelle scuole o affermare – come la scienza insegna – che nessuna persona può realmente cambiare sesso, saranno considerate “affermazioni omofobe” e saranno quindi passibili di denuncia e relativa condanna. In gioco c’è la libertà di espressione e, soprattutto, la possibilità di affermare pubblicamente la verità sull’autentica natura dell’uomo - Come da copione, l’iter di questo testo è sapientemente accompagnato dalla grancassa dei mass media, che negli ultimi mesi hanno riportato diversi episodi di presunta violenza classificandoli come “omofobi”. Oggi, senza il ddl Zan, qualcuno di questi episodi rischia di restare impunito? No. Già oggi, infatti, esistono gli strumenti per intervenire, secondo il codice penale. Giova peraltro ricordare che molti di questi avvenimenti si sono poii rivelati inconsistenti: fake news strumentali. Perché, allora, legiferare ulteriormente? Se questo è un provvedimento non necessario, qual è la sua utilità? È chiaro che il ddl Zan è un testo funzionale alla repressione del dissenso: si punirà (e poi si “rieducherà” come previsto dal testo stesso) chi si esprime in modo “non allineato” sui temi della famiglia, del matrimonio e dell’identità umana. Per tutto questo, chiediamo a chiunque abbia a cuore la libertà nel nostro Paese di alzarsi in piedi adesso, in piazza come nella vita. A chi si sente scoraggiato dalle circostanze, ricordiamo che non c’è legge positiva che possa cambiare la verità della natura umana e che questa prevarrà sempre”.
“Alla politica il popolo di #restiamoliberi chiede a gran voce di cestinare il ddl Zan. All’opposizione, chiediamo una presa di posizione netta e un no compatto al momento del voto. Alla maggioranza, chiediamo di fermarsi poiché la libertà di espressione non ha colore politico e riguarda tutti. Al Presidente della Repubblica, chiediamo una vigilanza concreta, affinché non permetta l’approvazione di un testo che va contro la Costituzione. Rispettiamo la verità sull’uomo e sulla donna. #restiamoliberi”.

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